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Poter ascoltare la mia donna quando mi dice "Ti amo", ma anche semplicemente tre orete di sesso andrebbero benone

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un benemerito cazzo

OGGI IL MIO UMORE E'...

generalmente buono, le uniche cose che mi preoccupano sono di carattere sentimentale, ultimamente frequento una bella donna dal carattere molto ma molto instabile, il che mi rende instabile

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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1) Chiederti se riuscirai mai a innamorarti ancora... ricordare che l'ultima volta che hai detto "ti amo" risale a tanto di quel tempo fa da farti pensare che forse non riproverai mai + quella stupenda sensazione... e chiederti se forse non sei uno scemo a voler cercare l'amore nelle chat, illudendo gli altri ma soprattutto te stesso...

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Tuesday, June 03, 2003 - ore 18:27


Filmone col mio soprannome
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Cosa non si scopre grazie a internet: il mio pseudonimo è anche il nome di un personaggio di un film con Bergman del '71 dal titolo "Luci d'inverno": il campanaro Algot ... pensa te!!
Qui di seguito la trama



Quando il pastore protestante Tomas Ericsson ha concluso la celebrazione, giungono in chiesa i coniugi Persson. Hanno due bambini e un terzo è in arrivo. Ma il marito, affetto da mania depressiva, è ossessionato dal pensiero dei cinesi che «hanno la bomba atomica e non hanno nulla da perdere». Una donna, la maestra elementare Marta Lundberg, si avvicina e offre a Tomas qualcosa di caldo che egli rifiuta. Si lamenta del «silenzio di Dio» e, rimasto solo, guarda la fotografia dell'amata moglie, morta quattro anni prima; estrae dal portafoglio una lettera... è Marta che ha preferito scrivergli, perché «quando si parla ci si confonde». Sullo schermo vediamo il volto stesso di Marta e ascoltiamo la sua voce che pronuncia le parole della missiva in cui si rievoca un episodio dell'estate precedente quando Tomas rifiutò, disgustato, di pregare per un'eczema che ella aveva alle mani. Afferma di non credere nel sopranaturale, ma ammette che una sua preghiera è stata esaudita, avendo capito di amarlo. «Avevo chiesto una luce e l'avevo avuta. Ho chiesto uno scopo e l'ho avuto. Quello scopo sei tu. La mia profonda lacuna è di non saperti dimostrare il mio amore. Il mio solo desiderio è di vivere per qualcuno, ed è difficile. Ci rifletto ma non so nemmeno come si faccia». Quando torna Jonas Persson, il pastore non riesce a dissuaderlo dai suoi propositi suicidi. «Non ho la possibilità di aiutare nessuno» ammette «perché sono un cattivo pastore. Sono un povero rottame». Rimasto solo, aggiunge: «Dio perché mi hai abbandonato». Poi giunge la notizia che Jonas si è ucciso con un colpo di pistola. Nel susseguirsi di incontri, Tomas dichiara a Marta di non amarla e afferma: «I miei genitori hanno voluto che diventassi prete».

Giunto alla pieve, prima della funzione, incontra Algot che gli confida alcune sue riflessioni su la lettura del Vangelo. Secondo lui, il momento di massima sofferenza per Cristo fu quando invocò il Padre: «Dio, perché mi hai abbandonato?». È la stessa invocazione sfuggita poco prima a Tomas. Il pastore da inizio alla funzione. Forse le parole di Algot hanno suscitato in lui qualche bagliore di nuova speranza, qualche luce d'inverno




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