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Sunday, October 24, 2004 - ore 13:25
DarkSwords
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Capitolo 1 - Insegnamenti -
Sembra impossibile che un corpo possa contenere tanto sangue.
La gola squarciata le faceva emettere dei suoni strazianti, il gorgoglio di chi cerca di riprendere il fiato senza successo era davvero penoso. Sangue caldo che inscurisce il terreno, sangue caldo e fumante che ti fa capire che la tua vita è finita.
Tutto diventa nebbia e tutto diventa più sopportabile e lontano, un sollievo quasi.
Siira odiava il suo maestro, odiava il modo in cui veniva trattata ed odiava la sua vita. Morire per lei era un regalo inaspettavo, un premio inestimabile, ma sapeva che questo privilegio non sarebbe stato possibile.
- Sei ancora debole mia piccola Siira, debole e distratta -
Le dita di lei cervano di tamponare la perdita di sangue, ma sapeva che usare un incantesimo di guarigione sarebbe stato inutile. Lui lo stava già formulando.
La ferita mortale al collo si cicatrizzò. La nebbia nei suoi occhi cominciò a diradarsi e le forze tornarono a sostenere il suo corpo.
Siira, il suo nome non le era stato dato dal maestro, Siira era il nome che sua madre le diede prima di partorire. Un nome che significa serenità, pace interiore, gioia di vivere. Siira non ha mai creduto ad uno di questi significati. Siira credeva solo nella morte e nel dolore.
- Patetica! Sei patetica piccola Siira! Non riesci a schivare neanche il più stupido degli attacchi! -
Disprezzo, era l'unico sentimento che riusciva a cogliere dalla voce del suo maestro. Disprezzo e derisione.
- Non riuscirai mai a recuperare il mio tesoro! E' la mia spada, capisci?!? Questa è la tua sola occasione di vendicare i tuoi genitori... e tu cosa fai? La sprechi!-
Mentre raccolgieva la spada Siira sentiva il cuore riprendere il suo battito normale. Dentro di se sapeva che suo padre era stato ucciso nel modo più vigliacco, sapeva anche che la madre era stata seviziata e poi data in pasto alle fiere della foresta. Dentro di se aveva anche la certezza di chi fosse stato: l'eroe del paese. Colui che era tornato dalla battaglia con la testa del generale nemico, l'eroe acclamato dalla folla, quello che aveva adottato la sfortunata orfanella del Monaco morto assassinato senza motivo da alcuni balordi, secondo la storia ufficiale.
Il suo maestro, Gadrall Hellmn.
Non ricordava nemmeno quale fosse stata la sua prima cicatrice, anzi la prima la ricordava chiaramente: Gadrall l'aveva violentata a otto anni.
Il sudore non le dava fastidio, neanche la sensazione di pesantezza alle braccia la infastidiva. I suoi capelli rosso fuoco cortissimi la facevano apparire più giovane e i muscoli tesi potevano ingannare uno spettatore distratto che sicuramente avrebbe pensato allo scontro tra un uomo adulto ed un ragazzo.
- Muoviti! Prendi posizione e tieniti pronta. Questa volta morirai urlando!-
Lo scontro lo si poteva udire in lontananza, il clangore delle spade era forte e cristallino e la fredda aria mattutina sembrava amplificare i suoni della foresta.
Gadrall muoveva la spada con sicurezza e velocità, era sempre in attacco. La difesa di Siira vacillava ad ogni colpo, non riusciva a trovare un varco tra i fendenti del maestro. Conosceva tutti i movimenti, le contromisure da adottare, ogni mossa era misurata e precisa, ma non riusciva a prendere l'iniziativa, non riusciva a trovare il momento opportuno per affondare... Forse era troppo len...
La lama la trafisse appena sotto la cassa toracica, all'altezza del fegato. Il dolore esplose impietoso, fiaccole dorate si accesero negli occhi di Siira ed il calore del suo sangue sciolse la brina sull'erba verde smeraldo.
Le ginocchia cedettero per la debolezza, inginocchiata, col sudore ed il sangue che gocciolavano sul terreno, Siira iniziò ad urlare. un urlo gutturale, profondo e terrificante. Ma non era un urlo di dolore, urlava di gioia e di rabbia.
- Alzati e fatti avanti p***anella! Ti taglierò via quelle braccia! La tua fortuna è appena terminata. Ti farò capire io cosa significa soffrire! -
Qualcosa era cambiato. Aveva visto! aveva osservato e aveva visto! Aveva smesso di concentrarsi su come doveva muoversi e aveva agito d'istinto. E lui lo aveva capito.
Una macchia di sangue cominciava ad allargarsi sulla tunica del maestro all'altezza del bicipite. Era stato ferito, aveva trovato una breccia sulla difesa di Gradall, il famoso maestro di spada, eroe, assassino e mentitore.
Usò l'incantesimo di guarigione senza neanche guardarla, nei suoi occhi la rabbia era una nuvola nera carica di tempesta.
- La tua è stata solo fortuna! Mi pregherai di farti morire.-
Siira si mosse velocente, recuperò la spada e mosse le labbra dopo anni di silenzi.
- Io, sto per ucciderti. - La sua voce era profonda, un pò rauca, ma terribilmente bella.
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