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Thursday, October 28, 2004 - ore 10:03
Considerazioni musicali
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ieri sera ha suonato LUKE FAIR (CANADA) della YOSHITOSHI-BEDROCK Rec.
Tecnicamente era molto lineare (non spettacolare nei passaggi tecnici) e rispetto a certi altri dj's non avrebbe detto molto, ma aveva dei dischi allucinanti.
Saranno stati quasi tutti promo della Yoshitoshi Records (una delle etichette discografiche house più famose al mondo).
Oltre alla bellezza dei dischi sia a livello ritmico e melodico, passavo tutto ai Raggi X: le ritmiche erano incalzanti, complete, una via di mezzo tra l'innovativo e il groove standard di adesso: perfette!
Poi qualsiasi disco era condito da suoni in secondo piano, poco percettibili (voci bisbigliate in delay, piccoli hi-hats rullati in riverbero e secondo piano, ecc...), ma che davano spazialità panoramica al suono e completezza.
Per non parlare degli stacchi-pausa: di quelle "frenate" elettroniche con fruscii incredibili.
Fin'ora roba simile l'avevo sentita solo da Leo Mas al Settimo Cielo o da Paolo Martini in alcune fasi.
Alcune basi erano anche "dionigizzanti": soprattutto da metà in poi.
Stamattina mi sono scritto qualche appunto: c'è tanto da imparare da dischi di riferimento così.
Però non mi appagano del tutto: sono dischi troppo "impostati": invece devo assorbire e rielaborare pazientemente, incanalando queste tecniche mdoerne di far musica house, orientandole a materiale più innovativo.
Bello comunque. è stata una lezione di musica in alcuni momenti tecnicamente "umiliante" per chi fa musica.
Ma è dall'umiltà che si costruiscono i migliori risultati.
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