
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Wednesday, November 03, 2004 - ore 20:54
Biliardo e Snookers
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Quando non sai come recuperare una serata partita male, con 50 minuti persi per trovare parcheggio in centro e locali semi vuoti come se vedendo arrivare te e la tua amica tutti si fossero nascosti o fossero fuggiti a gambe levate.
Quando non sai come reagire a un gruppo di
Ultras del Treviso appena usciti dallo stadio, che camminano bellamente dietro te e la tua amica inneggiando ai seni femminili, sbracciandosi come pazzi e cantando come ex detenuti in libertà proprio mentre state arrivando nel locale più affollato del centro storico - fingendo di nulla ma con il viso vistosamente rosso di vergogna.
Quando le uniche persone che incontri in 3 ore di
disagio sociale e un paio di chilometri di camminata sono quelle di cui meno ti interessa sulla faccia della terra.
Quando il gioco si fa duro, vai a giocare a biliardo che tira su il morale.
Sabato sera scatenato, io e la Dany ci siamo fatte tre ore di biliardo. Abbiamo deciso di andarci così su due piedi, ho convinto la Lela perché l’ho presa praticamente per sfinimento, un’idea buttata la a caso tanto per cambiare e andare al coperto che pioveva, ma col senno di poi una di quelle scelte azzeccate da riprovarci appena possibile.
Una partita a testa, più un doppio finale (
tre partite in tre ore mi sembra di aver detto tutto) con due ragazzi che giocavano al tavolo di fianco al nostro e volevano darci dei consigli su come migliorare la nostra tecnica.
Regola 1. Il biliardo è un gioco di
tecnica. E io, la Dany e la Fede ce la siamo inventata una sera d’inverno di 6 anni fa, quando non ci passava niente e abbiamo deciso di impararci a vicenda a giocare a biliardo. Le mani le teniamo come più ci aggrada, la stecca da biliardo non è un prolungamento del nostro braccio ma un appoggio per quando non siamo di mano. Il biliardo è anche per autodidatti. E la tecnica serve fin la. Io faccio buche lo stesso. E come piace a me.
Regola 2. Il biliardo è un gioco di
amicizia. Se la prima partita la vinci tu, la seconda la vinco io perché se no non sei più mia amica. E non serve sforzarsi più di tanto, la regola è fissa e quindi è destino. Succede e basta.
Insomma, ci rimorchiano questi due tipi, Enrico e Luca. Luca decisamente carino. Enrico una specie di elfo con il guanto da professionista. Più serial killer che giocatore di biliardo, ma questa è colpa della mia fantasia malata. Fatalità quando ci chiedono di fare un doppio, l’elfo sceglie me “io prendo la potenza – braccio forte, tu prendi chi va piano va sano e va lontano” e la Dany va col ciccio. Benissimo. Mi pare che la serata si concluda come era malamente iniziata.
Regola 3. Il biliardo è un gioco di
culo. Non solo per le buche da fare o le partite da vincere. Anche per i compagni di gioco che ti scendono dal cielo come maledizioni nere, che fanno i professionisti e poi ti sbagliano una buca che la faceva anche mia nonna con un braccio ingessato.
Ovviamente quello carino mi sta a distanza di sicurezza. Forse do l’impressione di mordere. Però era davvero pollice in alto, non notevole ma comunque fattibile. E comunque io e la Lela adesso ci torniamo più spesso.
Regola 4. Il biliardo è un gioco di
equilibrio: “io cercavo di fare la figa, e lui per farmi tirare mi faceva tenere una gamba su come un cane che deve pisciare” - Dany.
Regola 5. Il biliardo è un gioco di
figure di merda. Non importa quanto concentrato tu sia, succederà sempre che mentre ti guarda qualcuno, generalmente uno carino, fai uno di quei tiri nulli che non toccano nulla, o la bianca ti si va a infilare diretta come un missile dentro la buca più lontana, o canni alla grande un tiro sfiorando il boccino con un mignolo invece che con la stecca. Ma stai sicuro che se qualcuno ti guarda quel tiro meraviglioso di prima col trenino imbroccato alla grandissima e quella 8 in buca centrale con 3 sponde non ti vengono più.
Non ci hanno neanche offerto da bere. Neanche il gesto di dire “ve le buttiamo noi le birre”. No, neanche. Non ci sono più gli uomini di una volta.
Regola 6. Il biliardo è un gioco
da signori. Davanti al tavolo fai sempre bella figura anche se non giochi benissimo, anche se non sei professionista, il biliardo secondo me nobilita. Con la faccia concentrata, e l’espressione assorta, e la posizione elegante (cane a parte). E poi a me il verde del tappeto dona un sacco perché si intona con il colore dei miei occhi.
Regola 6. Il biliardo è un gioco
bellissimo.
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