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Wednesday, November 03, 2004 - ore 23:19
Per la serie “Incontri del terzo tipo”…
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Non crederete alle mie parole, ma tutto quello che state per leggere è incredibilmente vero.
Oggi sembrava una giornata tranquilla, sveglia alle 6.30 come al solito, corsa alla fermata come tutte le mattine, autobus in ritardo, ok, prendo la seconda perché la prima è piena.. Mi siedo, dietro a me c’è Mela con Espo, accanto una bella bionda, davanti una signora di colore, alla mia destra Giacomino e in fondo la Francy..
Come tutte le mattine mi affloscio nel sedile e cerco di prendere sonno, ma improvvisamente qualcuno o qualcosa viola la mia condizione di bravo studente scaldasedilidellasita, il mio stato di quiete (o di moto rettilineo uniforme).
La percepisco, la sento arrivare, la vedo salire.
Lei sapeva che c’ero e aspettava solo me.
Un rapido sguardo, capelli lunghi e neri, arruffati, occhiali scuri, sui 30 anni, giacca nera lunga, tipo quella di Darth Vader, il cavaliere nero dell’impero in “guerre stellari”, che tralasciava vedere degli abiti inconfondibilmente da bagascia.

Appresso si portava una specie di borsa in pelle di serpente, anche questa rigorosamente nera.
Viene avanti e dice “caxxx, quest’autobus è pieno di studenti di mexxx!”.
Si siede sul sedile davanti a me, accanto alla donna di colore e dice “Vi accoltellerei tutti io, con le mie mani”.
Si gira verso di me, la vedo in faccia e tremo.
Da quel momento incomincia a bestemmiare e insultare me e tutte le persone dell’autobus in spagnolo, poi in francese e infine in arabo.
Io mi strofino gli occhi per essere sicuro di essere sveglio ma purtroppo tutto quello che mi era attorno era reale. Mi giro verso Mela e lo vedo ridere.
Ad un certo punto se la prende con l’autista perché “che caxxx di giri sta facendo questo? Pensa di fare tutte le vie di noventa? Devo partire io!”.
Penso tra me e me che è proprio folgorata.. se ti lamenti perché l’autista sta facendo il suo lavoro vai a prendere un taxi allora, no? Perché devi venire a rompere le balle a noi?
Si alza, fa un passo e si rigira dicendo “ provate a toccarmi la mia borsa e vi sparo a tutti, bastardi”, poi con l’aria scocciata va a parlare con l’autista. Io sono troppo lontano per sentire.
Torna indietro e incomincia a conversare con la donna di colore che le era accanto, poverina, non avrei mai voluto essere nei suoi panni.
La matta le dice che tutti noi (tutte le persone che c’erano nell’autobus) siamo dei razzisti, ed è meglio sedersi accanto ad un’extracomunitaria che accanto a chiunque di noi. Le chiede di che nazionalità era, la povera donna risponde che è somala, cercando di assecondare le richieste. Lei risponde che “la Somalia è una bella nazione, i somali hanno un bel fisico, sono delle brave persone, sia dentro che fuori dal letto”.
A quel punto una ragazza commette il mio stesso errore di guardarla, e la matta le chiede “ Eo gheto ciapà in bocca?” e poi “Do you have comprì?”. Risata generale.
Non credevo ai miei occhi.
La celebrolesa riprende il discorso con la somala (inserendo qualche offesa in russo) e le chiede perché è venuta ad abitare “in questa Italia di mexxx“ e l’altra le risponde perché nel suo paese c’è la guerra.
Non l’avesse mai detto.
La matta incomincia a dire che lei è una guerrigliera e andrebbe volentieri in Somalia a combattere, che ha studiato psicologia e ha imparato che tutti noi potremmo essere potenziali assassini, per questo si è messa a fare un corso di arti marziali e di qualche disciplina vietnamita in modo da essere capace ad uccidere un uomo o una donna (sempre rivolgendosi a noi).
La folgorata spiega alla somala (ormai terrorizzata) che lei sa 7 lingue diverse (inglese, francese, russo, spagnolo, arabo, non mi ricordo più..) e che tutte le cose che aveva detto prima sono delle bruttissime offese.
Le due si salutano e finalmente la matta esce dall’autobus.
Tutti tirarono un sospiro di sollievo, ma il terrore era ancora in agguato, dalla porta posteriore dell’autobus ancora aperta la donna si affacciò e pronunciò le seguenti parole: fuck off!
Non voglio prolungarmi troppo perché è tardi, ma lo dovevo scrivere, oggi la mia reputazione (oltre al mio sonno) si sono sentiti profondamente offesi.
Per cui, se quella malata di mente dovesse mai leggere questo scritto questo sarebbe quello che le direi: Donna dalla mente tutta bacata, se proprio devi parlare, non dire tante cazzate in 7 lingue diverse, basta che ne parli una sola ma le cose dille sensate, dille in faccia, non nasconderti parlando in altre lingue.
E vai di corsa a farti fare una visita da uno bravo.
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