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Thursday, November 11, 2004 - ore 10:58
SAN MARTINO
(categoria: " Accadde Domani ")

--- IL SANTO (317-397) --- Non è un santo qualsiasi. E’ un grande della storia della Chiesa dei primi secoli, specialmente per quanto riguarda l’evangelizzazione della Francia. E chiamato infatti "apostolo delle Gallie" perché la sua metodologia di evangelizzazione e la organizzazione ecclesiale, frutto della sua intelligenza e zelo apostolico, si estesero e furono di esempio in tutta la Gallia. Anche se era di famiglia romana, nato nella odierna Ungheria (la Pannonia per i romani) è considerato il santo francese per eccellenza (un po' come San Francesco per l'Italia). Anche per questo motivo, Martino è il patronimico più diffuso oltralpe e più di 500 paesi ne portano il nome. Il suo culto si è esteso ben presto oltre la Francia, a cominciare dall'Italia, dove sono numerosissime le chiese a lui dedicate. Lo stesso fenomeno lo riscontriamo anche in Spagna, in Inghilterra, Olanda e naturalmente in Ungheria. In Germania gli è stata dedicata una delle più belle chiese romaniche (il Gran San Martino di Colonia). Il poeta Fortunato aveva ragione quando scrisse: "Dove Cristo è conosciuto, Martino è onorato".
Martino, ufficiale romano per forza, vescovo per dovere, monaco in tarda età per scelta.
E’ conosciuto come santo della carità. Molte opere d’arte e chiese a suo nome. In Gallia (Francia), nel 338 aveva 22 anni e durante un giro di ronda a cavallo in una notte piovosa d’autunno, aveva incontrato un povero infreddolito che chiedeva aiuto. Non avendo con sè denaro o altro, con un colpo di spada tagliò a metà il suo mantello. La notte sognò Gesù che gli sorrideva, grato.
Fra realtà e leggenda si dice che a seguito di questo gesto di carità il clima migliorò miracolosamente e da allora in prossimità di quel giorno si ripete ogni anno l’Estate di San Martino, con almeno 3 giorni di fila di sole.
--- LA TRADIZIONE E LE FESTE PAESANE---E’ con le più importanti feste d’autunno, di origine contadina antichissima, infatti coincide con il giorno di chiusura dell'annata agraria.
Celtica prima e poi cristiana (come Ognissanti), concomitante a feste locali e Mercati. Molto bella è quella dedicata al
Zogo dell’Oca di Mirano

e c’è la
Fiera delle oche e degli stivali a Portogruaro (Venezia). Molte scuole la festeggiano uscendo per strada la mattina.
E’ una festa che genera racconti, filastrocche e la rituale questua che richiama lo spirito caritatevole in questo periodo in cui la terra riposa e solo il raccolto è una risorsa. I bambini girano tradizionalmente soprattutto per strada, ma anche per negozi, di casa in casa con pentole mestoli e coperchi (anche musiche, candele), inchini fra l’ossequioso e l’irrispettoso, a seconda della generosità della casa e tutti rigorosamente in rima: Ea signora tanto bea, quando che ea vardo me par ‘na stea (e giù un inchino…)…
I cibi tradizionali sono stagionali: le caldarroste, il vino e l’oca. E la sagoma del cavaliere a cavallo di pasta frolla.
La filastrocca più diffusa in Laguna a Venezia parla di novizia (sposa novella, si legge novisia o novissia).
San Martin xè ‘ndà in sofita
A trovar ea so novissa
La so novissa non ghe gera
El xè ‘ndà finir par tera
El xé ga roto meza ciapa
El xé ga messo un boletin
Viva, viva San Martin
San Martin xé ‘nda sui copi
a trovar i vovi rossi
vovi rossi no ghe gera
el xe ‘nda finir par tera
"San Martino" di Giosuè Carducci
La nebbia agli irti colli
piovigginando sale
e sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar.
Ma per le vie del borgo
dal ribollir dei tini
va l’aspro odor dei vini
l’anime a rallegrar.
Gira sui ceppi accesi
lo spiedo scoppiettando,
sta il cacciator fischiando
sull’uscio a rimirar
fra le rossastre nubi
stormi d’uccelli neri
com’esuli pensieri
nel vespero migrar
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