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Saturday, November 13, 2004 - ore 19:50
sono le sette e mezza...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
fuori piove, dentro di me lo stesso, nelle mie orecchie anche...sono le prime note di Ba ba ti ki di do, in nuovo album dei Sigur ros, le note che si strusciano tra loro producono un rumore di fondo che sembra pioggia, a volte greve, a volte dolce. Piove! Piove dentro.
Pioveva anche giovedì sera, sulla strada per Vicenza, piccola pioggia, fastidiosa, a tratti irritante...la strada scorreva sotto la macchina, la bella macchina della maya, le note dello stereo erano più scure quella sera, erano quelle di un sound scuro, black... ci aspettava una serata fuori dal normale quella sera, sulla strada per vicenza andavamo incontro a qualcosa di nuovo (almeno per me), di coinvolgente, di ritmico a non finire, di sentimntale... Piove. Arriviamo al locale, come all'aeroporto, siamo squadrati e controllati nella prenotazione, non compariamo nella lista...come nei film!!! Passiamo poco dopo comunque... il locale si apre subito ai miei occhi, grande, illuminato troppo, candelabri accesi e sporchissimi di cera, gente grande, alta, donne belle, vecchie, giovani ma grandi, alte. Piove! vestite di nero, quasi tutte, gli uomni, grandi, vestiti di nero, tutti sorridono e mangiano tranquilli. Mi sento osservato, non a mio agio...avevo la camicia chiara! ... dopo molta incertezza ci sediamo, accompagniati pure alla sedia, prenotata a nome del capellone unto... Aspettiamo! dopo mille chiacchere uno inizia a parlare, presenta persone sconoscite a me, sembra felice, fuma! uno a uno entrano in scena degli uomini, tutti vestiti di scuro, classici, ma non formali, due sorrisi alla gente seduta per raccogliere un timido applauso e iniziano...batteria, semplice rullante, tom e piatti, inizia il visto batterista, allegro, andante, via veloce, sempre più veloce, si muove, si dimena sullo sgabello, spesso guarda verso noi, cerca lo sguardo della gente...poi subito il pianista dà saggio di cosa sa fare, ci butta in faccia mille e mille note, snocciolate da quelle dita così veloci, da quei tic fulminei della testa su e giù, destra e sinistra, nemmeno lui riesce a star fermo, e poi ancora il contrabbasso, ritmoso, coinvolgente, bravo e poi i due sassofoni, uno ligio, l'altro era più cazzaro nell'azione, a volte arrivava all'ultimo a prendere fiato per la nota successiva, ma il suo dovere lo faceva poi eccome, di gran grinta soffiava dentro allo strumento...e ne usciva una montagna russa di suoni, acuti, bassi, profondi, giocava con le note, sembrava le mescolasse tanto di non poter riuscire a terminare il rigo con il fiato, ma con un colpo di diaframma in più eccolo superare la salita improvvisa delle note e concludere l'assolo...
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