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Wednesday, November 17, 2004 - ore 13:27
Galleria: Recensioni (film)
(categoria: " Vita Quotidiana ")
N.B. Alcune immagini potrebbero risultare non visibili. Questo potrebbe accadere perchè la pagina web a cui fanno riferimento è scaduta o non più esistente. Difficilmente tali immagini verranno rimpiazzate.------------------------------------------------------
Film: "lezioni di Piano" di J. CampionIl terzo film della neozelandese Jane Campion è il suo film più crudo e insieme maturo. Il più denso e insieme quello più potente. E' la storia delicata e insieme violenta di una donna muta, suonatrice di piano, che viene scaraventata in un nuovo e insidioso ambiente (bellissima la fotografia e i paesaggi; una nuova zelanda immersa nella cruda nebbia e nella pioggia fredda) combatte e sceglie nelle sue pene d'amore. Nonostante la grande poesia e la regia molto buona, il film si trascina forse un po' troppo lento fino a tre quarti. Ma il prefinale tira le fila di tutto il film, e sconvolge per potenza e abilità recitativa. Palma d'oro ex-equo con "Mia Concubina" a Cannes nel 1993. Da vedere.Voto: 7 e 1/2------------------------------------------------------
Film: "la 25° ora" di S.LeeIl film più "bianco" di Spike Lee segna il ritorno di un grande regista alla purezza e alla forza dei suoi primi lavori. Primo film di una New York "post 11 Settembre", è un traccaito crudo, disperato, contraddittorio e pieno delle strade dell'america. Un film di disperata rassegnazione e di angosciosa vita. La storia narra di uno spacciatore intento a vivere la sua ultima giornata a New York prima di essere chiuso in carcere per essere stato pizzicato con una partita di roba bollente. Attraverso ricordi,incontri e rimorsi, il protagonista prende coscienza di sè e dell'America. Affronta i suoi contenuti xenofobi e paurosi, per ritrovarsi, alla fine dei conti, con una fantomatica 25° ora, un ultima ora per capire veramente sè stesso, prima di entrare in carcere e affrontare il suo destino. Una venticinquesima che rappresenta tutta la possibilità di scelta dell'uomo, o il suo fato segnato.
Fantastica la regia di Lee. Bravissimo Norton, per come interpreta il suo ruolo con straordinaria intensità ma senza strafare e senza lasciarsi andare ad atteggiamenti da divo. Voto: 8 e 1/2------------------------------------------------------
Film: "Era mio padre" di S.MendesSi può dire che questo film è come la traduzione italiana del titolo (nell'originale "road to perdition"): sconclusionato e forzatamente rievocativo. Decisamente ci si aspettava qualcosa di più dal geniale regista che ha firmato un quasi-capolavoro come "American Beauty". Il film corre sulla falsa riga del Gangster movie classico, ma ne ricalca con troppa dovizia i crismi, senza dare qualcosa di veramente originale. A dire il vero, dovevano essere i tocchi di Mendes e degli attori (Hanks, Law e Newman) a rendere "diverso" questo lavoro; ma i panneggi registici veramente buoni sono appena due (ultime scene) e comunque troppo simili ad American Beauty, e gli attori (tolto Newman), seppur bravi, non si elevano. La trama è improbabile e mal condotta, il ritmo lento. Restano piacevoli i tocchi registici di Mendes, che pur non conquistando approvazione, dimostra di avere un talento davvero speciale.Voto: 6------------------------------------------------------
Film: "Il pianista" di R.PolanskiPolanski sembra essere uno dei pochi grandi del cinema che non si è dimenticato come fare capolavori (a parte picoli scivoloni come "la nona porta"). In questo suo ultimo lavoro riesce nell'incredibile impresa di parlare della nefandezze dell'olocausto e della seconda guerra mondiale mantenendo una leggerezza di racconto e una poesia di toni che non sono forti e un po' invadenti come ne "la vita è bella", ma veramente suggestivi e incisivi. Sorprendente la prova dell'inaspettato Brody. Alcune scene memorabili. E una gestione di personaggi, immagini ed eventi che supera la maestria.Voto: 8 e 1/2------------------------------------------------------
Film: "Ararat" di A.EgoyanDovrebbe essere un film coraggioso sulla denuncia di uno dei più grandi crimini dimenticati della storia: il genocidio armeno ad opera dei turchi. Invece, proprio il coraggio manca a questo film. Seppure ben recitato (soprattutto dal giovane Alpay) e girato discretamente, non riesce ad imporsi con vera forza. Non riesce a convincere della vera gravità dello scempio storico di cui narra. Il tutto rimane in aura favolistica che poco si addice al tema. Potrebbe essere una cosa voluta dal regista, visto che la trama parla della storia di un film sul genocidio armeno e i contrasti di questa realtà con quella amricana/hollywoodiana, ma se queste erano le intenzioni del direttore di scena, questi avrebbe dovuto attuarle con maggior coraggio.Voto: 6/7------------------------------------------------------
Film: "Le invasioni barbariche" di D.Arcand Un anziano professore universitario, malato di cancro, con l'aiuto del mai completamente amato figlio, raduna intorno a sè tutti i suoi amici di un tempo e spende gli ultimi giorni della sua vita con loro in una casa sul lago, fino a che non chiede e ottiene l'eutanasia dai suoi parenti e amici, per morire in pace. Film che vive in un delicato intreccio di leggerezza e profondità; molto gradevole, ben recitato e ben girato. Tuttavia, il film pecca, in qualche punto, di una certa fastidiosa saccenza, e cade volentieri in una sufficienza che sembra avere del didattico. Un bel film comunque; che ammalia, ma non colpisce.Voto: 6/7------------------------------------------------------
Film: "The dreamers" di B.Bertolucci Bertolucci torna sul luogo del misfatto. Torna nella Parigi sessantottina del suo film-scandalo "Ultimo Tango a Parigi". Torna, e fa male. Il suo nuovo film, che parla della convivenza sessuale e non di tre studentelli in un appartamento nel centro della ville lumiere durante il 68 rivoluzionario, cerca di battere gli stessi sentieri del predecessore: l'ossessione sessuale, il tormento psicologico, la provocazione; ma lo fa in maniera scialba e senza dire niente di nuovo. Ma quello che veramente penalizza il film è che, guardando i tre giovani e volenterosi attori, ti viene in mente l'interpretazione di Brando in "Ultimo tango" (probabilmente la miglior piece interpretativa della storia del cinema) e il divario che si nota è davvero troppo per essere sopportato. Resta comunque la sempre piacevole maestria di Bertolucci dietro la macchina da presa, ma è davvero troppo poco.Voto: 6/7-------------------------------------------------------------------------
Film: "Spider" di David Cronenberg Film cervellotico, ma affascinantissimo, sulla psicosi e sulla solitudine di un malato di mente. Intensissima la regia e bravissimo Ralph Fiennes nel suo ruolo di protagonista. Il film però, sebbene molto inteso (ogni inquadratura ha un significato, nel quadro finale) spesso rimane privo di un certo ritmo narrativo, e di conseguenza a qualcuno potrebbe anche sembrare noioso. Ma, a ben vedere: come non rimanere affascinati dal ritrarro a tinte grevi che Cronenberg ci lascia della periferia inglese e della sua malattia sociale (non più grave di quella del protagonista)?Voto: 7-------------------------------------------------------------------------
Film: "Blade Runner" di R.Scott Questo è un film che, almeno una volta nella vita, va visto. E va visto non per la regia, che è buona e competente ma che, a tratti, rivela grossi limiti di espressività; non per la prova degli attori, dove solo il roccioso ford si fa rispettare a dovere; non per la storia, originale e soprendente, ma lambiccosa e confusa a tratti. Il punto dove "Blade Runner" non ha rivali è la sua sconvolgente, delirante, geniale iconografia; il suo incredibile sfondo futuristico, animato da personaggi onirici ma concreti come la roccia, che aleggiano qua è la nel film entrandovi e segnandolo come lame scintillanti nel buio. Un incredibile orgia di scenari retro-futuristici apocalittici, uno scentimento sregolato di figure spigolose, eteree, immaginifiche, soprendenti. Non c'è da stupirsi se questo film è riuscito a colpire e influenzare di più artisti e pittori che cineasti.Voto: 7 e 1/2-------------------------------------------------------------------------
Film: "Il colore viola" di S.SpielbergFilm profondo, ma non riflessivo, sulla condizione dei neri d'america degli anni trenta, e in particolare della segregazione femminile. E' la storia di una ragazza nera (Woopie Goldberg) che è sottoposta dalla vita e dai suoi simili ad una serie infinita di indicibili angherie. Ma con la sua fede incrollabile e l'aiuto di due donne incredibili, la nostra riesce a tornare alla vita e ad accogliere la forza del perdono. Bravissima la Goldberg. Spielberg per una volta decide di lasciar perdere extraterrestri ed esoterismi vari e adotta una regia molto efficace, distaccata, da documentario fondamentalmente, quindi molto pulita ed efficace, ma che sa spostare con maestria verso toni più emozionali nei momenti più intensi.Voto: 7 e 1/2-------------------------------------------------------------------------
Film: "Il codice Mercury" L'idea non era male, ma la regia è scarsa, la tensione mal gestita, le situazioni non ben giustapposte. L'unica consolazione è vedere Willis nelle sua classiche pose da combattimento e ricordarsi con affetto dei vari film Die Hard. Un thriller che non mette tennsione è come una bevanda che non toglie la sete.Voto: 5-------------------------------------------------------------------------
Film: "Simone" di A.Niccol Andrew Niccol, il talentuoso sceneggiatore di "The Truman Show" che approda alla sua seconda regia, dopo l'originale "Gattaca - La porta dell'Universo", come per i precedenti lavori affronta le tematiche legate alla dicotomia tra apparenza e realtà, tra verità e finzione, tra vita e arte: la trama e l'idea sono molto interessanti. La regia è buona. Pacino è, come al solito, di un talento recitativo disarmante. Peccato solo che il film stenti un po' di decollare, ma si vede con gusto appena entra in scena l'incantevole Simone. Da notare la critica neanche tanto velata del regista al cinema-divistico di oggi, e la sua non celata nostalgia per il cinema dei bei tempi, dove era ancora il regista a decidere.Voto: 7-------------------------------------------------------------------------
Film: "Full Metal Jacket" di S.Kubrick Film che è una matrioska di significati, un intreccio spasmodico e lucidissimo di morte, guerra, follia, speranza. Le sequenze e le battute memorabili non si contano. La regia è semplicemente insuperabile (notare il comportamento della telecamera nella battaglia di Hue). Bravissimi gli attori (straordinario Vincent d'Onofrio nel suo "palla di lardo"). Una colonna sonora spiazzante. Un film che sa riproporre, ogni volta che lo si rivede, sempre la stessa angoscia, gli stessi pensieri, la stessa repulsione angosciosa verso la guerra; ma anche la sua orrida bellezza, la sua ammaliente mostruosità, che da sempre affascina l'uomo. Voto: 9-------------------------------------------------------------------------
Film:"In&Out" Film simpatico e divertente sull'omosessualità e sulla sua accettazione sociale. Bravi attori, un plot intrigante. Un bel filmino da guardare a cuor leggero ma, a guardar bene, gli spunti di riflessione non mancano.Voto: 6/7-------------------------------------------------------------------------
Film: "Il Gladiatore" di R.Scott Un tema affascinante, una trama ardita, un grande regista (Thelma e Louise, Blade Runner, Alien...), mezzi tecnici altissimi: paiono esserci tutti gli ingredienti per un gran film. Invece, in fondo in fondo, il film delude. Per carità, la sceneggiatura è coinvolgente, piena di ritmo, e il film è più che godibile. Ma ci sono anche le note dolenti. Il cast, a mio parere veramente di secondo ordine (oltre al sempre misteriosioso Crowe), e una computer grafica davvero piatta, che ci restituisce una Roma senza profondità, fredda. Ma, la cosa che stupisce di più, è la scarsa regia. Da uno come Scott non me lo sarei mai aspettato. La mano esperta si vede tutta, ma la telecamera è distaccata, non trasuda emozioni come richiederebbe un film così sanguigno. Per rendere l'idea basti un'esempio: nei combattimenti la telecamera non è nell'azione, ma sempre distaccata. Nemmeno uno schizzetto di polevere in quel masciamento del colosseo. Ah, Riddley, Riddley...Voto: 6 e 1/2-------------------------------------------------------------------------
Film: "Memento" di C.Nolan Protagonista assoluto, in questo film, è il tempo, la cui assolutezza viene scardinata dalla narrazione a ritroso, dal flashback utilizzato come elemento narrativo primario, dalle costanti reiterazioni dei gesti e delle battute degli attori. Christopher Nolan (il regista) tutto sommato naviga con buona tranquillità nel mare periglioso del montaggio "alla Tarantino", anche se (diciamolo!) durante la visione si fatica un pò a tenere a mente tutti gli eventi e a coordinarli tra di loro. Bisogna vederlo tre volte questo film per capirlo per intero. Comunque: forse proprio in questo sta la genialità del film. Lo spettatore è infatti costretto nella stessa prigione del protagonista, condannato a non avere la memoeria breve (ossia, non ricordarsi per più di due minuti ciò che si è appena fatto). Così anche lui deve metterre insieme i frammenti del film per scoprire chi è l'assassino della moglie del protagonista. Geniale, ma che fatica!
Buona prova dell'attore protagonista, Guy Pearce.
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Film: "Il posto delle fragole" di I.Bergman Un delizioso racconto malinconico sulla vecchiaia, sui ricordi, sulla vita. Girato con una delicatezza senza precedenti, questo film riesce ad incantare pur con un ritmo lento riflessivo e il livello figurativo basso (siamo nel 57!). E' una di quelle opere cinematografiche che ti getta una luce dentro, che ti costringe a pensare, a fare un ricorso di coscienza. Insomma: uno di quei film che fanno bene.Voto: 8-------------------------------------------------------------------------
Film: "Io non ho paura" di G.SalvatoresTratto da un racconto/romanzo di Niccolò Ammaniti, è uno di quei rari casi in cui la versione cinematografica è migliore di quella letteraria. Include quello che Ammaniti aveva messo di buono (paesaggi, personaggi) ed elimina quello che c'era di cattivo (salti narrativi, tendenza a scioccare). Molto interessante l'uso che Salvatores fa della telecamera. A volte poco convincente la fotografia. Peccato solo che il finale sia scialbo nel racconto e scialbo rimanga nel film.Voto: 7-------------------------------------------------------------------------
Film: "Chocolat" di Lasse Hallstorm.Graziosa commedia sulla gioia di vivere, con buoni attori, una brillante colonna sonora e una convincente sceneggiatura. Peccato che il film, di tanto in tanto, si conceda qualche stucchevole scivolone di plot e, soprattutto, di fotografia. Pare quasi che in alcuni punti attori, ma soprattutto regista, si siedano sugli allori, rallentando il film ed eccedendo negli scenari da fiaba. Comunque un film grazioso: averne di commedie così!Voto: 6/7-------------------------------------------------------------------------
Film: "Amadeus" di M.FormanFilm profondo, suggestivo, sul più grande genio della musica di sempre: Mozart. Il film si srotola abilmente in due parti: la prima, ilare e spensierata, e la seconda tragica e pensosa. In questo dualismo sta tutta la sregolatezza del genio, tutta la sua carica di diversità. Forman usa la telecamera per entrare nei personaggi, affrontando temi profondi, sempre traccaiti dal dualismo: il rapporto genio/pazzia, grandezza/mediocrità, uomo/Dio. E' quindi negli opposti che si svolge questo film. opposti miscelati sapientemente.Voto: 8-------------------------------------------------------------------------
Film: "Dogville" di L. Von TrierFilm spiazzante, lirico, essenziale fino alla presa in giro. La scenografia inesistente disorienta assai, ma dà un messaggio fortissimo che non si scorda. Questo film è il quadro più crudele che si possa immmaginare di un'umanità gretta, ipocrita, malvagia, rappresentata da un paesino di venti abitanti sperduto nelle montagne rocciose. Film potente come pochi, il finale è come un pugno sullo stomaco. Il film arriva solo coi titoli di coda: quello che precede è solo un lunghissimo e spiazzante prologo teatrale, lirico, dove si sente l'odore del sangue in ogni scena, in ogni espressione. Eccellente la Kidman.
Una presa di coscienza. Da vedere.Voto: 8 e 1/2-------------------------------------------------------------------------
Film: "psyco" di A.Hitchcock.Un film che nessun amante del thriller può permettersi di non aver visto, non solo perchè è l'antisignano del genere, ma perchè forse ne rappresenta l'inarrivabile vetta. L'eccentrico regista inglese traccia un perfetto cerchio di tensione, che si sviluppa per grado sempre crescente fino al finale. Troverete come un film in bianco e nero, senza effetti speciali e senza "colpi di paura" possa angosciarvi più di quanto non riesca a fare nessun film horror di questi anni.
Straordinario Anthony Perkins. Da oscar istantaneo.Voto: 8 e 1/2-------------------------------------------------------------------------
Film: "Hot Shots!" di J.AbrahamsIl padre di tutte le parodie demenziali, questo film offre un'ora e mezza di scemenze divertenti. Diretto da uno dei padri nobili del genere, gode di diverse trovate allegre, tra le quali la più riuscita è il cast. Sebbene nessuno tra gli attori sia da annoverare tra le fila degli attori comici, il regista riesce a trarre da loro le occasioni più ghiotte per le risa più sfrenate.Voto: 6/7-------------------------------------------------------------------------
Film: "Matrix" dei Fratelli WackowskyUno dei film più sopravvalutati della storia, ma comunque un buon prodotto. La scenografia, l'idea, l'ambientazione e i personaggi sono tutti riusciti. La recitazione un po' meno (solo L.Fishbourne molto bravo). La regia si fa rispettare. I contenuti non sono poi così profondi e innovati (l'idea che i nostri sensi siano solo un inganno ha almeno 3000 anni...) ma comunque non da sottovolature. Coraggiosa l'idea di coniugare filosofia e action movie. Lo ammetto: forse il voto è un poco condizionato (negativamente) dal fanatismo che molta gente ha per questo film. Comunque sia...Voto: 7 e 1/2-------------------------------------------------------------------------
Film: "Rosemary's baby" di R.PolanskyQuesto non è un film horror. E' IL film horror. La tensione si svolge magistralmente attraverso l'uso della telecamera e degli ambienti, attraverso la splendida interpretazione di Mia Farrow, attraverso la magistrale regia in un crescendo continuo di tensione. E' un orrore psicologico quelloc he sale nello spettatore, scavato dallo stesso dubbio della protagonista: partorirà l'anticristo?Voto:8 e 1/2-------------------------------------------------------------------------
Film: "Jackie Brown" di Q.TarantinoRitorno al cinema di Tarantino dopo lo strepitoso successo di Pulp Fiction. Il talentuoso ed eccentrico regista decide di affidarsi all'interopretazione di un famoso romanzo noir degli anni '60, coinvolgento una significativa troupe d'attori redivivi e non (Irrestistbile Jackson, DeNiro inutile per quasi tutto il fim salvo esplodere come un fuoco d'artificio nel finale). Trama ben congegnata, la regia (come succede solo ai grandi) non va a scovare i personaggi ma li accoglie. Ritmo non serrato ma continuo, montaggio non nervoso come in pulp fiction ma accurato. Un ottimo prodotto, di classe, ma, forse per paura di scottarsi, qui tarantino non rischia troppo, e il film un po' ne risente.Voto: 7 e 1/2-------------------------------------------------------------------------
Film: "11 Settembre 2001" di AA.VVImperdibile film collettivo per non dimenticare. Splendido LeLouch, straordinario Penn, capolavoro Inarritu.Voto: 9-------------------------------------------------------------------------
Film: "Speed" di Jan de Bont.Sono pochi, a mio parere, i film d'azione che meritino veramente la denominazione di "bei film". Questo è uno di quelli. Seguendo la falsa riga di "Die Hard", questo film sviluppa un'idea abbastanza innovativa, dei bravi attori e una regia frenetica per confezionare un piccolo prototipo dell'alta tensione. Il grafico "thrilling" del film non cede mai, eppure la storia non stufa nè pare inverosimile (eccezion fatta per "salto dello svincolo"; vera e propria caduta di stile). Comunque un buon prodotto. coinvolgente.Voto: 7-------------------------------------------------------------------------
Film: "2001: Odissea nello spazio." di S.KubrickSu certe cose spenderei milioni di parole. Ma una sola, in questo caso, è quella giusta: capolavoro.Voto: 10-------------------------------------------------------------------------
Film: "Pulp Fiction" di Q.TarantinoCos'ha questo film: sorpresa, classe, spirtio, violenza intelligente, scene memorabili (passaggio dell'orologio, Ezechiele...), grandi attori, ottima regia, sagacia, perfidia. Cosa non ha questo film: pretese maggiori di quante non ne dimostri, violenza gratuita, fame da botteghino, puzza sotto il naso.
In questo lavoro Tarantino riesce forse nella prova cinematograficamente più difficile: far applaudire i critici senza fargli smettere di storcere il naso.E senza contare il successo di pubblico.Voto: 8 e 1/2-------------------------------------------------------------------------
Film: "A Beutiful Mind" di R. HowardEcco un altro esempio di un film che parte con una buona storia, dei discreti attori, un regista competente e si impantana in un film mediocre; una passerella di sentimenti senza capo nè coda e che non riesce a convincere. Se a Howard và dato il merito per aver scelto una storia così bella, bisogna anche ammettere che ha decisamente scelto male come rappresentarla. Poteva essere infatti un film cardine sulla dualità pazzia/genio (due faccie della stessa medaglia?), oppure, se si voleva rimanere terra-terra, sulla volontà che supera le avversità. Invece se ne esce fuori con la solita solfa che l'amore risolve tutto. Che palle!
Sibillino Russel Crowe (è bravo a fare lo schizofrenico o è imbranato a recitare?). Orrende certe scene: quella dei "disegni sulle stelle" avrebbe meritato di rimanere sul pavimento dello studio di sceneggiatura.
Comunque, tutto sommato, è un film che si vede. Diciamo: un film che partiva con grandi premesse per un risultato deludente. Riuscito a metà.Voto: 6-------------------------------------------------------------------------
Film: "I soliti sospetti" di Brian SingerQuesto film è uno dei migliori nel suo genere, e uno dei più coinvolgenti. Ottime interpretazioni (in primis Spacey, oscar per il non-protagonista), sceneggiatura mirabile e dai colpi di scena mai scontati, montaggio assai espressivo, regia leggera e sapiente. Davvero un ottimo prodotto. E' uno di quei film che non vorrete rivedere una seconda volta, nel senso che le emozioni che colpiscono alla prima visione sono irripetibili. Vi basti sapere che quando lo avrete finito di vedere avrete un'altra frase fatta nel vostro ruolino di citazioni cinematografiche: "Chi è Kaiser Soze???"Voto: 7/8-------------------------------------------------------------------------
Film: "Secret Window" di David KoeppTratto da un racconto di Stephen King ("Finestra segreta, giardino segreto", che pure, a mio parere, non era un gioiello) questo film non ne riesce a riprodurre la carica psicologica. Facendo perno su di una idea anche troppo sfruttata, (a partire da "Psyco" in poi) quella del colpo di scena con la psicosi del protagonista, il film non riesce a imporre il suo ritmo, a convincere veramente lo spettatore nell'intrigo. La regia tenta timidamente di uscire da canonico, ma lo fa in maniera titubante e poco convincente. Salva questo film con la sufficienza solamente lo straordinario Johnny Depp. Si capisce perchè il più grande attore di sempre, Brando, lo avesse indicato come suo erede. Se scegliesse meglio alcuni film (vedi piraterie varie e thriller poco convincenti come questo) Depp sarebbe davvero impareggiabile.Voto: 6-------------------------------------------------------------------------
Film: "Traffic" di SoderberghFilm potente, dai lineamenti duri e con accorgimenti stilistici che rasentano la genialità. Il film è ben girato, la trama ben manovrata, bravi gli attori (sornione Douglas, professionale la Zeta-Jones, eccelente Dal Toro). Tuttavia è nei particolari che il film si sa elevare. Nel ristrarre i personaggi minori (Salazar, Eduardo, Flores) e soprattutto in quel geniale contrasto blu/giallo che marchia le scene di diversa estrazione sociale, e che partono come due universi opposti per poi mescolarsi nel finale. E' un film, intenso, che porta alla scoperta di due mondi: uno sotterraneo e uno altolocato, e ci conduce in essi, sviscerando il problema della droga senza cedere nè alla spettacolarizzazione nè al documentarismo, ma semplicemente raccontando quello che c'è da raccontare.Voto: 7 e 1/2
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