
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
CHE FACCIO? arranco
Sono sistemato
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Friday, November 19, 2004 - ore 22:19
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(categoria: " Vita Quotidiana ")
L’argomento più gettonato delle gite o dei viaggi tra amici prevede il resoconto dei ritmi intestinali dei partecipanti. Argomento non particolarmente nobile ma di pubblica utilità: ci si da consigli e si ride in amicizia delle disgrazie altrui. Cambiare aria spesso blocca l’attività di
scarico dei rifiuti. A me succede quasi ogni volta. Ora sono tornata e va meglio. La prossima volta che faccio un giro fuori porta, però, mi compro gli jogurt
Activia che mi aiutano a ritrovare la mia naturale regolarità. E se lo dice la stolta della Marcuzzi allora ci credo.
Elena Mirò e
Oltre mi hanno tirato pacco. Per chi non conoscesse queste due marche di abbigliamento spiego solo che vestono taglie forti. Le vetrine di questi negozi prevedono manichini abbondanti, camicioni larghi tinte scure che smagriscono ma anche magliettine più eleganti e fini per le donne che non curandosi dei chili di troppo vogliono essere al passo con i tempi. Adesso però Elena e Oltre mi hanno paccata. I manichini sono
improvvisamente dimagriti. Sarà pubblicità occulta a una cura dimagrante per omini di plastica o vogliono togliermi anche l’ultima soddisfazione di vedere indossati dei vestiti come veramente starebbero a me?
Riporto una barzelletta che ho captato in treno, raccontata da un ingegnere a un altro. Inizialmente non l’ho capita molto e non ho riso. Poi l’ho raccontata a due ingegneri e loro hanno riso. Allora l’ho capita per osmosi e mi ha fatto un sacco da ridere.
Ci sono tre ingegneri che vanno a fare un giro in macchina: un ingegnere meccanico, un ingegnere elettronico e un ingegnere informatico. Succede che durante il viaggio la macchina sembra avere dei problemi. Allora l’ingegnere meccanico dice: secondo me è il motore, lo so bene perché sono ingegnere meccanico. Allora l’elettronico dice: no, secondo me è la centralina e te lo dico io che sono ingegnere elettronico. E allora l’ingegnere informatico dice: secondo me è meglio che usciamo e rientriamo.
Chi pensa che fa ridere me lo commenti che se no non dormo la notte.
Il mio soggiorno triestino mi è anche servito a comprendere meglio una questione fondamentale, che adesso al raccontarla in giro suscita l’
ilarità generale: il mio potere sul sesso maschile è pari a zero. Forse zero virgola uno per l’impegno. Ma fa ridere e quindi mi sento molto me stessa. Che i maschi mi evitino non è una novità e al momento non è di vitale importanza. Certo un po’ di soddisfazione non mi farebbe male, ma ho un nuovo spunto su cui ironizzare e un nuovo elemento per prendermi bellamente gioco di me. Mi sto più simpatica perché sono degli sfigati.

Ieri sera però è successa una cosa memorabile che ci tengo a scrivere. Sono andata a vedere
Novecento – di A. Baricco per chi non l’avesse letto consiglio vivamente - al teatro di Abano Terme, interpretato da Arnoldo Foà.

Qualcosa di straordinario, estasi, entusiasmo, delizioso, perfetto. Iniziale crisi di pianto dovuta all’emozione, poi seria e appassionata visione di un’opera memorabile. Una semplicità nel raccontare che pare nulla ed invece è semplicemente naturale e serena. Come pochi sanno fare.

87 anni e non sentirli..
In un eccesso di megalomania ho pensato che io al posto suo lo avrei fatto diverso quel FRAN, lo avrei fatto più forte, più spaventoso. Il suo era sorpreso, divertito. Io Novecento lo so praticamente a memoria, e quel FRAN me lo ero immaginato un sacco di volte, lo avevo fatto un sacco di volte davanti allo specchio come mio solito. Io lo facevo pauroso, ma li è solo questione di come la senti, la parola FRAN.
Ognuno la senta a modo suo. Non si ha ragione o torto su un
FRAN.
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