![]() |
|
|
![]() |
![]() Vitto, 5 anni spritzina di Paperopoli, ma periferia. CHE FACCIO? essere minchia, però con laurea. Sono middle [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO Francesco TRENTO, Aureliano AMADEI, VENTI SIGARETTE A NASSIRYA HO VISTO ho visto nascere il Torelli Sudati Rugby Club. e scusate se è poco. STO ASCOLTANDO PIXIES, DE ANDRE’ ABBIGLIAMENTO del GIORNO La felpa del Torelli Sudati Rugby Club ORA VORREI TANTO... Un passaporto malese. E chiamarmi Yanez. STO STUDIANDO... Sono alla ricerca di me stesso. Oh...eccomi! ero sotto al comò. OGGI IL MIO UMORE E'... non so dove sia. ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE 1) leccare il Poli !!! BLOG che SEGUO: JOHNTRENT MARILESA MIKNESIAC MRSTRENT THELMA RAC SPUATCH JANE_D LAFLETCHER ICY83 BEATRIX_K CHICKFIT ODUM VIOLANTE DRAMAQUEEN SHAULA BOPPE KILLERCOKE CERES SABRY8 APINA HARLOK CATEYE MENTIRA MIRò CHOBIN DANKO ZILVIO VAMPINA DI0 CRUSCA CARAVITA SQUALONOIR BAJI LAH ADEMARKI AZURA TELETE TEMPORALE OSHùN FECK-U DRAUEN ANDREA1000 MATAN TWILIGHT UèUè BOOKMARKS Nessun link inserito: Invita l'utente a segnalare i suoi siti preferiti! UTENTI ONLINE: |
Saturday, November 20, 2004 - ore 12:35 Draghi, Orsi, Soli all'alba, e tante tigri. All'ombra della grande muraglia qualcosa si sta muovendo. Questo qualcosa sono 400 milioni di persone che raggiungono decenti condizioni di vita, tali da poter definire questa massa la nuova "classe media" cinese...tutte in un colpo. Nella storia alquanto breve dell'umanità non era mai successo. Sull'ultimo numero de "L'Internazionale" trova spazio un reportage di "Der Spiegel", settimanale tedesco, che affronta il tema dell'evoluzione sociale dell'universo mondo cinese. E lo fa facendo anche notare come, contemporaneamente, alle spalle dell'avanguardia cinese si stiano muovendo, anche se a ritmi più lenti, due giganti come Russia e India. Il Primo può contare su riserve energetiche ben maggiori rispetto, ad esempio, alla penisola arabica, anche se finora meno sfruttate (e non è un caso che la Russia di Putin stia andando verso una lenta e mascherata rinazionalizzazione delle risorse, vedi i vari casi Yukos...ci scommettiamo che il prossimo si chiama Abramovich?). Il secondo gigante, l'India, può contare su un mercato interno competitivo quanto quello cinese, e ha la possibilità di sfruttare molto meglio i canali di formazione del proprio capitale umano aperti già da decenni con Inghilterra e Stati Uniti. Ma non ci sono solo questi tre grandi a rendere complesso ed affascinante, per quanto preoccupante, il quadro del grande dragone asiatico che si sveglia, dopo quasi un millennio di isolamento e sottomissione. Tra Cina e Russia prospera il Kazakhstan, grande repubblica ex sovietica (la più grande, dopo la Russia, nella C.S.I.). Il Kazakhstan deve la sua fortuna alla posizione strategica e alle riserve di gas naturale e petrolio, oltre al considerevole lascito sovietico sotto forma di arsenale atomico. Il presidente Kazako possiede personalmente tre reti televisive, e sua moglie dirige la rete statale... Al largo delle coste cinesi, il Giappone ha avviato cinque anni fa' il risanamento economico, ponendo mano al suo disastrato sistema bancario. Entro dieci anni, anche grazie ai nuovi contatti con l'oligarchia economica russa (leggi: burocrati vicini a Putin), l'Impero del Sol Levante avrà raggiunto nuovamente i livelli di crescita dei ruggenti anni 80, anche se tale livello di crescita sarà comunque ridicolo di fronte a quello attuale cinese (ma la Cina parte da una realtà economica sottosviluppata, il Giappone parte da posizioni di leadership mondiale) Nel frattempo, l'Indonesia, la Malesia e la Birmania sono dei veri e propri laboratori politico sociali. Qui, più ancora che in Cina, si sta testando un nuovo modo di far convivere una realtà politica non democratica (la democrazia in Asia non è mai esistita, almeno sua sponte) con un moderato liberismo economico, sempre sotto il controllo dello stato, soprattutto dopo il crollo dell'esperimento del liberismo selvaggio di metà anni novanta. L'Asia, con la sua crescita (che comunque rimane scoordinata, squilibrata, in qualche modo persino autodistruttiva...) sta dando il via al risveglio di una parte di mondo finora trascurata, come l'Africa. Il fabbisogno energetico ed alimentare asiatico sta crescendo a vista d'occhio, e parliamo di un continente che non è mai stato in grado di garantire autarchicamente il sostentamento minimo alla sua popolazione, e che fino agli anni settanta non sembrava preoccuparsi, a livello politico almeno, dei problemi annonari. Ora invece, soprattutto in Cina, si guarda all'Africa come ad un grande serbatoio di materie prime e cibo, indispensabile per lo sviluppo ulteriore del nuovo Core mondiale. Come l'europa ad inizio secolo? Non proprio. La Cina, per quanto invii i suoi soldati in Sudan sotto l'egida dell'Onu, non pare interessasta ad un rapporto eccessivamente squilibrato coi suoi nuovi partner africani. Il ministro degli esteri cinese ha compiuto un tour in vari paesi del Sud del continente per offrire contratti di collaborazione molto più vantaggiosi di quelli offerti per decenni da americani o europei, riuscendo a soppiantare questi ultimi nella corsa all'approvigionamento di risorse insostituibili. Alcuni europei (Toni Negri...ma è solo il caso più eclatante...) guardano con preoccupazione alla formazione di un "Impero", come espressione pura di potenza, slegata da qualsiasi potere o controllo statale, ma non si accorgono del sorgere di un nuovo ordine mondiale che rende tutte queste paure desuete e, fondamentalmente, arretrate. Sarebbe come aver paura di essere investiti da un calesse mentre si cerca di attraversare un'autostrada a quattro corsie... COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK |
|||