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Sunday, November 21, 2004 - ore 23:44
How to dismantle an atomic bomb
(categoria: " Musica e Canzoni ")
Un altro grande album by Bono & Co.

Ebbene, dopo molti mesi di speculazioni sul titolo (Vertigo? Solaris?) e news sullo smarrimento della copia di The Edge in Francia, il nuovo album degli U2,
How To Dismantle An Atomic Bomb, è uscito a ben quattro anni di distanza dal precedente, che già aveva segnato un ritorno "a casa" dopo le (non del tutto riuscite) avventure elettroniche di Zooropa e Pop. Nel 2002 è arrivato nei negozi anche un best con due inediti, purtroppo rovinato da una scaletta contraddittoria: curiose assenze, qualche inspiegabile inclusione, quattro nuove versioni che - con la possibile eccezione di Gone - non aggiungono praticamente nulla.
Come se non bastasse, dopo aver reinciso i brani di
Pop, Bono e soci ci hanno fornito un bonus CD con remix dance non esattamente imperdibili... Sentiremo parlare di Bono nelle prossime settimane anche per la sua partecipazione alla nuova versione dell'hit Do They Know It’s Christmas della Band Aid, dove canta la stessa frase di vent'anni fa.
Una cosa è certa: ricorderò questo nuovo disco perché il mio primo acquisto notturno (RicordiMediaStore ha aperto per l'occasione a mezzanotte), in compagnia del fido The Fly. Ho scelto l'edizione limitata con un DVD, un libro di 48 pagine e una bonus track, Fast Cars, in origine destinata inizialmente al solo mercato giapponese (e britannico).

Le dodici canzoni di questo album già giravano nei circuiti P2P, e avevo quindi ascoltato due/tre pezzi, escludendo il singolo
Vertigo (diciamolo: brano leggerino e una strana scelta come singolo apripista), il tutto per non rovinarmi la sorpresa. Le recensioni lette in diversi siti Web sono state un po' ingenerose verso il disco: dicono non abbia nulla di nuovo, che il team di produttori sia troppo assortito, che i testi siano demagogici. Da 'vecchio' fan, l’unica vera critica che mi permetterei di esprimere riguarda la voce di Bono, purtroppo non all'altezza dei dischi storici della band.
Il DVD dell'edizione limitata dura una quarantina di minuti; contiene un interessante filmato in studio con interventi di ogni membro della band, più i produttori Flood e Lillywhite. Irrilevante il Temple Bar Mix di Vertigo, più interessante la versione acustica di Sometimes You Can't Make It On Your Own. Manco a dirlo,
non ci sono i sottotitoli
in italiano. Il packaging dell'edizione limitata è molto curato, ma avrei apprezzato l'inclusione dei testi delle canzoni. Il prezzo, ammettiamolo, è eccessivamente alto; visto che c'erano, potevano includere anche il video ufficiale di Vertigo e le due b-sides del singolo, tanto per evitare ai fans una ulteriore spesa. Detto questo, veniamo alla musica...

Ascolto dopo ascolto, mi convinco sempre di più che questo nuovo disco sia il loro più consistente
dai tempi di Achtung Baby. Il punto di forza è la semplicità, l'immediatezza delle melodie; ci sono molti possibili futuri singoli. Vertigo non è un singolo al livello di Beautiful Day, ma già dalla seconda traccia (
Miracle Drug) l'impressione migliora; un pezzo maturo, con la chitarra di The Edge bene in evidenza.
Toccante
Sometimes You Can't Make It On Your Own, dedicata al padre di Bono - un brano da antologia e un sicuro successo nei prossimi concerti.
Love And Peace
Or Else è un blues elettronico che richiama sia Zooropa
che il disco solista di Dave Gahan;
City Of Blinding Lights ha una sezione ritmica davvero trascinante e si avvicina
ai migliori episodi degli ultimi New Order.
All Because Of You è un ritorno al rock più radiofonico, con risultati più convincenti rispetto a Vertigo. Si conclude la prima parte.
A Man And A Woman si distingue per un mix di chitarra acustica, chitarre elettriche, tastiere ed archi sintetizzati riuscito particolarmente bene. Ancora più convincente si rivela
Crumbs From Your Table (un altro probabile hit);
One Step Closer ha uno stile vicino a The First Time, come ha già giustamente osservato Wis nel suo blog. L'episodio più beatlesiano è Original Of The Species;
Jahweh è forse
il brano di chiusura meno ombroso degli U2 da molti anni a questa parte (mi riferisco a "Love Is Blindness", "Wake Up Dead Man" e "Grace"). L'edizione in mio possesso contiene anche l'esotica
Fast Cars, dal cui testo proviene il titolo del disco: se Beautiful Day assomigliava vagamente ad un hit single degli svedesi A-Ha del 1985, questo nuovo brano, nella strofa e nel mood generale, ha qualcosa in comune
con Cake And Eat It dei Dead Or Alive (da Youthquake).
Tirando le somme, How To Dismantle An Atomic Bomb non
è un capolavoro, ma
un disco onesto; certo, Bono sarà antipatico ad alcuni perché sposa cause pur essendo un arci-miliardario, tuttavia questo non è un disco politico.
Pensiamo a quanti artisti hanno pubblicato negli ultimi due anni album non all'altezza dell'illustre passato: Madonna, David Bowie, Sting, i Metallica, i R.E.M.; persino un mostro sacro come Leonard Cohen è riuscito, con Dear Heather, a confezionare il peggior disco della sua carriera. Al contrario, credo che
How To Dismantle An Atomic Bomb occuperà
uno slot nel mio caricatore CD ancora per molto. Hola!
U2 - SOMETIMES YOU CAN'T MAKE IT ON YOUR OWN
Tough, you think you’ve got the stuff
You’re telling me and anyone
You’re hard enough
You don’t have to put up a fight
You don’t have to always be right
Let me take some of the punches
For you tonight
Listen to me now
I need to let you know
You don’t have to go it alone
And it’s you when I look in the mirror
And it’s you when I don’t pick up the phone
Sometimes you can’t make it on your own
We fight all the time
You and I… that’s alright
We’re the same soul
I don’t need...
I don’t need to hear you say
That if we weren’t so alike
You’d like me a whole lot more
Listen to me now
I need to let you know
You don’t have to go it alone
And it’s you when I look in the mirror
And it’s you when I don’t pick up the phone
Sometimes you can’t make it on your own
I know that we don’t talk
I’m sick of it all
Can you hear me when I sing,
you’re the reason I sing
You’re the reason why
the opera is in me...
Where are we now?
I’ve got to let you know
A house still doesn’t make a home
Don’t leave me here alone...
And it’s you when I look in the mirror
And it’s you that makes it hard to let go
Sometimes you can’t make it on your own
Sometimes you can’t make it
The best you can do is to fake it
Sometimes you can’t make it on your own
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