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Tuesday, November 23, 2004 - ore 17:09
un anticamera di brezza
(categoria: " Vita Quotidiana ")
IL GORGO
(Salvare il padre)
di B.Fenoglio
Nostro padre si decise per il gorgo, e
in tutta la nostra famiglia soltanto
io lo capii, che avevo nove anni ed
ero l'ultimo.
In quei tempi, stavamo ancora tutti
insieme, salvo Eugenio, che era via a
far la guerra d'Abissinia.
Quando nostra sorella penultima si
ammala. Mandammo per il medico di Niella e alla seconda visita disse che non ce ne capiva niente; chiamammo il
medico di Murazzano ed anche lui non le conosceva il male; venne quello di
Feisoglio e tutt'e tre dissero che la
malattia era al di sopra della loro
scienza......
.....Uno di quei giorni, nostro padre
si leva da tavola e dice con la sua
voce ordinaria: - Scendo fino al
Belbo, a voltare quelle fascine che mi hanno preso la pioggia.
-Non so come, ma io capii a volo che
andava a finirsi nell'acqua, e mi
atterrì, guardando in giro, vedere che
nessun altro aveva avuto la mia
ispirazione: nemmeno
nostra madre fece il più piccolo
gesto, seguitò a pulire il paiolo, e
sì che conosceva il suo uomo come se
fosse il primo dei suoi figli.
Eppure non diedi l'allarme, come se
sapessi che lo avrei salvato solo se
facessi tutto da me.....
[...]
.....Ma arrivammo insieme alle nostre
fascine. Il gorgo era subito lì,
dietro un fitto di felci, e la sua
acqua ferma sembrava la pelle di un
serpente. Mio padre,la sua testa era
protesa, i suoi occhi puntati al gorgo
ed allora allargai il petto
per urlare. In quell'attimo, lui ficcò
il forcone nella prima fascina. e le
voltò tutte, ma con una lentezza
infinita, come se sognasse.
E quando l'ebbe voltate tutte, tirò un sospiro che l'alzò di un palmo. Poi si girò.
Stavolta lo guardai, e gli vidi la
faccia che aveva tutte le
volte che rincasava da in festa con una
sbronza fina.
Tornammo su, con lui che si sforzava di salire adagio, per non perdermi d'un
passo, e mi teneva sulla spalla la
mano libera dal forcone ed ogni tanto mi grattava col pollice, ma leggero
come una formica, tra i due nervi che
abbiamodietro il collo."
il mare ora era uno sdegno amaro...
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