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shaula, 32 anni
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Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...



.. senza dimenticare Grace Papaia.


ABBIGLIAMENTO del GIORNO

Come un’adolescente in crisi di identità.



so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...



e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...



... oppure faccio porcherie come questa...



... o quest’altra...



Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..



ORA VORREI TANTO...




STO STUDIANDO...

Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo

OGGI IL MIO UMORE E'...

Arranco... ma con stile.


ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Dimenticare

MERAVIGLIE


1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...



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Tuesday, November 23, 2004 - ore 22:41


sogno pazzesco ma molto Shaula
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Eravamo una decina, non so dire quanti. Dovevamo fare un colpo in una gioielleria/banca piena di schifezze dorate, lingotti e banconote taglio grande, ci dovevamo fare un sacco di soldi. Avevo progettato io il colpo, ero qualcosa come il capo, il boss, avevo studiato ogni possibile mossa, circondandomi di persone altamente specializzate in materia, scelte accuratamente previa selezione. Avevo inoltre creato intorno a me un alone di menzogne e falsità da far impallidire chiunque, e sinceramente mi piaceva assai. Mi ero mescolata tra le guardie, la sorveglianza e la polizia che brulicava nel centro commerciale – all’improvviso era diventato un centro commerciale enorme – ed ero rispettata e temuta. Intanto avevo accesso al caveau e ai depositi perché ero della polizia.
Ero un po’ Ocean’s Eleven, lo ammetto: questo film ha un fortissimo ascendente su di me. Mi viene voglia di sfoggiare le mie doti di stratega, so che sarei formidabile. Modestia a parte.
Veniamo al dunque. Mi metto la mia maglia blu scritte bianche NYPD presa a New York, un berretto sempre della polizia americana [che in realtà è di Gabri] e mi aggiro tra gli scaffali del supermercato – i miei sogni cambiano ambientazione molto rapidamente per poi tornare al punto di partenza in modo inspiegabile ma decisamente divertente.
Si inizia, mi calo sugli occhi sto cazzo di berretto della polizia americana e vado verso il caveau sicura di me, con uno della mia banda a fianco. Non so perché avevo scelto lui, ma sicuramente c’era un motivo no?
Insomma entriamo nella gioielleria silenziosi come faine, veloci come furetti e scaltri come volpi e troviamo i gioielli, i soldi, i lingotti e il pane. Si, era pieno di pane. E il mio compagno non voleva lasciarlo li, così abbiamo preso anche i sacchi di pane, quei panini piccoli bianchi che ti vendono da surgelare con la BoFrost. Erano enormi e ingombranti, e usciti dal caveau siamo passati in mezzo alla gente, noi due in divisa [lui italiana io americana] e ci siamo avviati verso l’uscita. Fattostà che lui inciampa e sta per perdere tutto il pane. Allora io incrocio una della mia banda, passandole a fianco le lascio lesta e fugace il sacco con le cose di valore e torno indietro a raccogliere il pane. Riempio di parole l’ebete che stava per rovinare il mio piano e riparto.
La clientela del centro commerciale mi rispetta, mi salutano togliendo il cappello, i bambini mi offrono caramelle, io saluto la gente con questi sacchi di panini in mano, e rassicuro tutti che è il mio lavoro e che devo portarli nel furgone blindato per trasferirli nella banca centrale. Continuo a mentire e sentirmi particolarmente a disagio – stavo pur sempre facendo una rapina – ma a testa alta vado verso l’uscita. La polizia sono io nessuno mi può fermare. Invece il mona che mi ero portata dietro non aveva tolto l’etichetta magnetica dai panini e quando ho varcato la soglia del supermercato sono scattate mille sirene, tutti che urlavano, la gente che gridava al ladro! E io? io mi sono messa a correre dietro a uno, lanciando in aria i panini per correre meglio, gridavo Sono la polizia fermati ladro! I miei compagni mi aspettavano in un furgone. Allora io sono salita e siamo scappati con i soldi, i gioielli e i lingotti.
Ma io ero triste perché avevo perso tutto il pane.

Quando ho raccontato il mio sogno a Maury ha detto che gli faccio paura.




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