STO LEGGENDO
Più che quello che leggo si tratta di quello che c’è sul comdino...
Allen Carr, (lo consiglio) Smettere di fumare è facile se sai come fare
James Joyce, Ritratto dell’artista da giovane
Walt Whitman, Foglie d’erba (quella buona!!!)
Aldous Huxley, Le porte della percezione (da cui i Doors trassero il loro nome) e Il mondo nuovo
Emily Dickinson, Poesie (in fondo sono un romanticone)
Melville, Moby Dick
Jim Morrison, vita, morte, leggenda
ed immancabile Kerouac con On the Road
HO VISTO
ho visto che le fossette di bricius così come sono ritratte dall’artista Marino sono gradite all’amico turco che fuma sigarette come jighen mentre il suo cock raise like a new sssun in the day even if we are in a cold paris at nite!!!
Ho visto che se non stai rischiando di perdere il controllo significa che stai andando troppo piano
STO ASCOLTANDO
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
non so cosa ma troppo di sicuro!!!!!
OGGI IL MIO UMORE E'...
Me ne sto qui seduto davanti al computer
ingobbito con un pigiama giallo addosso
fingendo ancora di essere
una persona seria.
Una maledetta sfacciataggine
a 27 anni
con le cellule cerebrali divo-
rate dalla vita!!!!!
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) quando il biscotto troppo inzuppato si spezza e cade dentro la tazza del tè, spappolandosi definitivamente...
MERAVIGLIE
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Tuesday, December 07, 2004 - ore 15:51
(categoria: " Riflessioni ")
Lo sgrillo: quando la vita è questione di un attimo
“a tutti miei amici, compagni di ventura e di sventura, perché insieme a loro anche le tragedie diventano commedie”
Prologo
“le cose di recente sono cambiate, finalmente ho messo ordine al casino che avevo dentro, ho capito che tu ti stavi legando troppo a me e che forse era meglio prendere tempo….ma non sono riuscita a dirtelo e adesso, ormai, è successo tutto quel caos partenogenetico (creatore delle nostre nuove, separate, vite)…..mi dispiace, io ti volevo bene e ancora te ne voglio…..dopotutto ci si può far masturbare anche senza malizia”. Tua Neva
“è solo un attimo, non può certo cambiarci la vita e quello che si è difficilmente costruito nel corso degli anni”; uno dei tanti luoghi comuni, una delle tante menzogne costruite ad hoc per dare un senso di continuità a quelli che, in realtà, sono solo una serie di istanti differenti – frammenti di vita – atomi di esistenza, a sé stanti, indipendenti, in cui ogni risultato che si pensa ormai acquisito viene continuamente rimesso in discussione: la lunga millenaria ed infelice lotta del genere umano.
Un attimo che ci cambia profondamente, che sgretola i castelli costruiti dalle nostre elucubrazioni-seghe mentali, in cui confluiscono realtà antinomiche, ma fino ad allora parallele e quindi compatibili, producendo comunication breackdown intergenerazionali.
Un attimo, un attimo solo, in cui l’ombra filtrata da un finestrino appannato è in grado di mettere a repentaglio ventennali amicizie, è in grado di svelare lunghe menzogne, di far conoscere inaspettate perversioni segrete: l’attimo dello sgrillo è questo e molto altro, è il ganglio vitale su cui si è retto l’ultimo peccaminoso anno di vita mondana a S.V..
Lo sgrillo, la parvenza di un contatto tra umide labbra, un sussurrio ansimante che sfiora tutti i sensi, si è manifestato a noi in tutta la sua primigenia potenza di un freddo venerdì notte; le sue onde amplificate dall’iride critica di un apparato visivo amico: la consuetudinaria immagine riflessa sullo spazio retineo a cui tutti si erano assuefatti, pur non comprendendola (“ma che tipo de problemi gai quei la!!!????”

aveva lasciato il posto ad una immagine via via più nitida e definita.
La pugnalata, potente e precisa, aveva trapassato le potenti fasce muscolari di una amicizia da lungo tempo allenata alla palestra della vita.
“padre ho peccato” fu la prima , ma non del tutto completa, confessione fatta. Dopo aver espiato le sue presunte colpe, confessandole, il reo si avviò così, in un febbricitante sabato sera (la discoteca cui erano diretti i nostri novelli Tony-Giuda-Manero era il New York Jazz) all’uscita del confessionale, una uscita lunga ed irta attraverso la fitta giungla del rimorso per non aver confessato tutta la sacrosanta verità. E così fu: il confronto prolungato con la propria coscienza caricò il peccatore di un fardello insostenibile, nonostante l’acquatico allenamento cui si sottoponeva periodicamente, che lo costrinse ad ammettere tutte le sue colpe: colpe delle quali si era macchiato in parte involontariamente a causa di un ulteriore, e ben più grave tradimento, messo in atto da un’anima libidinosa (la Neva), alla continua ricerca di avvinghiare con i suoi tentacoli sessuali più vittime possibili, e questo al solo fine di compiacere la sua anima insicura e bisognosa di venerazione.
(da qui in poi c’è una mia personale interpretazione della vicenda)
E come in ogni umana vicenda, o meglio “dato come si vuole finisca ogni umana vicenda”, è stato creato un colpevole, un “capretto” espiatorio da sacrificare, su cui poter scagliare i nostri strali, la nostra rabbia e le nostre frustrazioni al solo fine di convincerci che la nostra anima è invece monda da peccato, che la mela marcia non contagerà più i frutti sani.
Ma ricordate voi, giudici della corte più spietata (la corte dell’orgoglio e dell’amore, dove il passato non conta), che quella che ora è stata incolpata di essere la mela marcia, e su cui si è scagliato il vostro ostracismo, un attimo prima dello sgrillo era il frutto più lodato, più assaggiato, più baciato…..
La vita è sempre una questione di attimi!? O è la nostra incapacità critica che la rende tale!!!?
Per non scoprire un giorno, in un attimo, che un’altra Neva o Nevo, come Doriano Gray, ci mostrava sempre e solo il quadro bello mentre celava in gran segreto, nella soffitta di casa, quello più brutto ma veritiero…….
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