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Tuesday, December 07, 2004 - ore 19:14
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Tom non sapeva quanto a lungo fosse durato quel bacio.
Poté soltanto immaginarlo, scorgendo un mutamento nell'ombra che egli stesso proiettava sul volto di Annie. Si scostarono per guardarsi negli occhi. Lei gli rivolse un sorriso triste, levando lo sguardo alla luna che, dalla nuova posizione assunta nel cielo, le si rifrangeva negli occhi. Tom poteva ancora avvertire sulle labbra l'umida dolcezza della sua bocca e sul volto il tepore del suo alito. Le accarezzó le braccia e la sentí rabbrividire.
«Hai freddo?» «No.»
«É la notte di giugno piú calda che abbia mai passato quassù» Annie abbassò lo sguardo, gli prese una mano fra le sue e se la posò in grembo a palma in su, seguendone il tracciato con la punta delle dita.
«Hai una pelle così dura.»
«Già. Una gran brutta mano.»
«Non é vero. Riesci a sentire le mie dita?» «Altroché.»
Annie non sollevò lo sguardo. Oltre la curva scura dei suoi capelli Tom scorse una lacrima rigarle il volto. «Annie? »
Lei scosse il capo senza guardarlo. Tom le prese le mani fra le sue.
«Annie, va tutto bene. Davvero, va tutto bene.» «Lo so. Così bene che non so come affrontarlo» «Siamo due persone, tutto qui.»
Annie assentì. «Che si sono incontrate troppo tardi.» Finalmente lo guardò, sorridendo e asciugandosi gli occhi. Tom ricambiò il suo sorriso, ma non rispose. Se anche quanto aveva detto Annie fosse stato vero, lui non l'avrebbe sottoscritto. Le ripeté invece ciò che molti anni prima, in una notte simile a quella ma illuminata da una luna ben più tenue, aveva detto suo fratello. Le spiegò come Frank avesse espresso il desiderio che il presente durasse in eterno e come il padre avesse risposto che l'eternità non era che una lunga catena di istanti, che andavano vissuti sino in fondo.
Gli occhi di Annie non lo abbandonarono neppure un attimo e, quando terminò il racconto, lei rimase così a lungo in silenzio che all'improvviso Tom ebbe timore che avesse frainteso le sue parole, leggendovi una sorta di egoistica esortazione. Dietro di loro, fra i pini, il gufo ripeté il suo richiamo cui fece eco un richiamo identico dal lato opposto.
Annie gli si avvicinò e tornò a posare le labbra sulle sue con un'urgenza nuova. Tom assaporò le lacrime salate agli angoli della sua bocca, in quel punto che da tanto tempo desiderava toccare ma che non avrebbe mai sognato di baciare. E mentre la stringeva a sé, accarezzandola sentendo premere contro il petto i suoi seni, non pensò che quello che facevano era sbagliato, ma si rammaricò all'idea che lei potesse crederlo.
Ma se questo era sbagliato allora cosa c'era di giusto nella vita?
Quanto amo questo libro...
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