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ORA VORREI TANTO...

Poter ascoltare la mia donna quando mi dice "Ti amo", ma anche semplicemente tre orete di sesso andrebbero benone

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un benemerito cazzo

OGGI IL MIO UMORE E'...

generalmente buono, le uniche cose che mi preoccupano sono di carattere sentimentale, ultimamente frequento una bella donna dal carattere molto ma molto instabile, il che mi rende instabile

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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1) Chiederti se riuscirai mai a innamorarti ancora... ricordare che l'ultima volta che hai detto "ti amo" risale a tanto di quel tempo fa da farti pensare che forse non riproverai mai + quella stupenda sensazione... e chiederti se forse non sei uno scemo a voler cercare l'amore nelle chat, illudendo gli altri ma soprattutto te stesso...

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Wednesday, June 04, 2003 - ore 17:45


Sul Gazzettino di domani: contestazioni a Bionova
(categoria: " Accadde Domani ")


"Se c'è una protesta vuol dire che c'è qualcosa che non funziona. Questa fiera vorrebbe consegnare il controllo del cibo alle multinazionali, vorrebbe essere una bella vetrina per le biotecnologie e la mercificazione delle forme viventi, ma siamo arrivati a rovinare la festa". Parola di Luca Casarini, leader dei disobbedienti del nordest che sono arrivati ieri mattina intorno alle nove e mezza davanti all'entrata della Fiera per contestare l'inaugurazione di Bionova che proprio ieri apriva i battenti alla presenza del ministro Girolamo Sirchia. Sirchia è arrivato in elicottero e la protesta non l'ha neanche vista. Se ne sono accorti invece le centinania di automobilisti che sono rimasti intrappolati nella colonna formatasi a causa della chiusura di via Tommaseo, occupata dal camion dei disobbedienti e dagli striscioni dietro cui la trentina di manifestanti si era schierata a fronteggiare la polizia che sbarrava loro il passo a pochi metri dall'accesso principale del quartiere fieristico. Oltre ai manifestanti del centro sociale Pedro c'erano anche alcuni esponenti dei Verdi e del Comitato mense, nel folto gruppetto in mezzo alla strada: i manifestanti non hanno premuto per passare e tutto è filato liscio. Dal tetto delle ex Trafilerie e corderie venete un manipolo di "tute bianche", tra cui Max Gallob, ha srotolato uno striscione dove era scritto "disobbedire a Bionova", poi fumogeni e mortaretti sono stati lanciati all'indirizzo del padiglione otto dove stava per iniziare la cerimonia di inaugurazione.
"Noi non siamo contrari a priori alla bioingegneria applicata per esempio alla ricerca farmaceutica - ha chiarito Luana Zanella, deputato dei Verdi - quello che ci preme è garantire la biodiversità e le caratteristiche distintive della nostra produzione agricola che con l'omologazione degli Ogm andrebbe persa a vantaggio delle multinazionali che ne detengono i brevetti". Alla fine del corteo è venuto poi il momento degli ortaggi: mele biologiche sono state offerte ai manifestanti dalla cooperativa "El Tamiso" mentre pomodori e uova modificati geneticamente sono stati lanciati da Casarini e compagni contro la sede della fiera. I pomodori qualcosa di modificato dovevano averlo di sicuro tanto che invece di spiaccicarsi contro il muro rimbalzavano in strada: "miracoli della bioingegneria" sottolineava divertito al megafono Casarini.
All'interno della fiera intanto anche Legambiente e gli allevatori del Cospa erano presenti con un presidio ed alcuni trattori: Vilmare Giacomazzi in rappresentanza degli allevatori e Lucio Passi di Legambiente hanno chiarito la loro posizione sulle biotecnologie.
"Non ci preoccupa la ricerca sulla genetica in astratto - hanno sottolineato entrambi - ciò che preoccupa sono le conseguenze di una sperimentazione in campo aperto degli organismi geneticamente modificati. Si corre il rischio di assistere a un nuovo tipo di inquinamento: quello genetico". E' provato infatti secondo gli studi di Legambiente che le coltivazioni di piante quali la soya o il mais transgenico, in campo aperto tendono a contaminare ed a ibridarsi con le piante autoctone che crescono vicine. Quello che si è chiesto quindi, dentro e fuori la fiera è di porre attenzione a questo nuovo tipo di inquinamento, che rischia di far scomparire le tipicità delle culture italiane.

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