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![]() Vitto, 5 anni spritzina di Paperopoli, ma periferia. CHE FACCIO? essere minchia, però con laurea. Sono middle [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO Francesco TRENTO, Aureliano AMADEI, VENTI SIGARETTE A NASSIRYA HO VISTO ho visto nascere il Torelli Sudati Rugby Club. e scusate se è poco. STO ASCOLTANDO PIXIES, DE ANDRE’ ABBIGLIAMENTO del GIORNO La felpa del Torelli Sudati Rugby Club ORA VORREI TANTO... Un passaporto malese. E chiamarmi Yanez. STO STUDIANDO... Sono alla ricerca di me stesso. Oh...eccomi! ero sotto al comò. OGGI IL MIO UMORE E'... non so dove sia. ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE 1) leccare il Poli !!! BLOG che SEGUO: JOHNTRENT MARILESA MIKNESIAC MRSTRENT THELMA RAC SPUATCH JANE_D LAFLETCHER ICY83 BEATRIX_K CHICKFIT ODUM VIOLANTE DRAMAQUEEN SHAULA BOPPE KILLERCOKE CERES SABRY8 APINA HARLOK CATEYE MENTIRA MIRò CHOBIN DANKO ZILVIO VAMPINA DI0 CRUSCA CARAVITA SQUALONOIR BAJI LAH ADEMARKI AZURA TELETE TEMPORALE OSHùN FECK-U DRAUEN ANDREA1000 MATAN TWILIGHT UèUè BOOKMARKS Nessun link inserito: Invita l'utente a segnalare i suoi siti preferiti! UTENTI ONLINE: |
Sunday, December 12, 2004 - ore 11:23 Naomi Klein, sul Guardian di alcuni giorni fa, risponde all'ambasciatore americano a Londra, il quale l'aveva accusata di mentire per via di un suo articolo a proposito dell'eliminazione di tutti coloro che cercano di contare le perdite umane da parte irachena, operata a suo dire dall'esercito americano. Posto che le fonti giornalistiche non sempre son pienamente attendibili, e che la suddetta (brava) giornalista è cmq l'autrice di uno pseudo saggio, No Logo, con cui ha ampiamente esplicitato le sue convinzioni, se non politiche, quantomeno economico-sociali, non partticolarmente tenere nei confronti del "Satana" americano, bisogna cmq considerare il fatto che l'ambasciatore non si è rivolto alla magistratura, dopo la mancata rettifica da parte della Klein; ha semplicemente lasciato cadere la questione, confermando così implicitamente l'impossibilità di dimostrare come non vero quel che l'articolo della discordia enunciava. Cosa enunciava? Presto detto. In un'era in cui siamo ormai abituati ad un raffinato controllo sulla diffusione delle notizie, da parte di governi o di forze di sicurezza, assistiamo basiti (e inconsapevoli) ad un nuovo esperimento, da parte delle truppe del comando americano. Nel secondo assedio di Falluja, a ottobre novembre, si è scelto non tanto di impedire la diffusione di notizie, quanto piuttosto di eliminarne le fonti: i medici, che negli ospedali contavano i morti (l'ospedale di Falluja è stato occupato il primo giorno dell'attacco in quanto "covo" di terroristi), e che nel primo assedio di Falluja ad aprile avevano inviato un disperato appello all'Onu senza chiederne il permesso all'allora plenipotenziario Paul Bremer; i giornalisti indipendenti, non embedded, quindi senza la divisa, soprattutto arabi (ad Al Jazeera e ad Al Arabya non è consentito inviare reporter in città da maggio); i capi religiosi, anche moderati, che ad aprile avevan chiesto aiuto al consiglio degli Ulema, non sapendo come gestire una città piena di profughi, nel momento in cui il consiglio era inviso al suddetto Paul Bremer. Erano questi gli unici tre canali che garantivano una certa informazione a riguardo dei morti per parte irachena. Il Comando americano in Iraq non si interessa dei morti altrui. Già si infastidisce nel parlare dei propri. A Washington Dc, vicino al Lincoln Memorial, il mausoleo per Abraham Lincoln, cìè il famoso muro, Tha Wall: una parete di pietra nera, con incisi uno per uno i morti dei 40.000 morti americano in Vietnam. Se dovessimo scrivervi ora i nomi dei morti iracheni nelle due guerre del golfo quel muro non basterebbe. Se dovessimo scrivervi i nomi dei circa due milioni di morti in Vietnam, Laos e Cambogia, non basterebbe tutta la superficie parietale della Casa Bianca. Dal 1961 ad oggi, i morti per interventi americani all'estero vengono stimati in circa tre milioni. La fonte è il Foreign Office britannico, non il segretariato generale del Pcus, se qualcuno se lo stesse chiedendo. LEGGI I COMMENTI (1) PERMALINK |
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