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4) far ridere le persone a cui vuoi bene, e stare in quella fase in cui qualsiasi cosa ti fa ridere ancora d più..
5) Gli amici...i loro sguardi, i loro abbracci, le loro parole, le loro feste fatte per te,le uscite improvvise...e tutto xke ti vogliono bene!



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Wednesday, December 15, 2004 - ore 15:07


Da Venezia, la laurea "mordi e fuggi"
(categoria: " Università / Scuola ")





A Venezia iniziativa provocatoria di docenti e studenti diciotto ore consecutive di lezione (e tanta cioccolata)


La laurea "mordi e fuggi" contro l'ossessione-credito
di MONICA ELLENA




Laurea breve, sempre più breve. Anzi brevissima. 3+2, 1+2+2, 4+1, percorso a Y, stages, imbuti? Tutto superato. Bastano diciotto ore non-stop e vi trovate in mano una bella pergamena della prestigiosa Cà Foscari di Venezia. Certo, avrete bisogno di una bella dose di energia, le materie non sono mica da ridere e la maratona di studio non dà sconti. Ma i coordinatori del corso di laurea hanno pensato anche a questo: crediti di cioccolato per aiutare la concentrazione.

Dopo le lezioni in pizzeria e gli esami in piazza l'ultima (dolce) provocazione arriva da Venezia: laurea-lampo a colpi di cioccolato. Docenti e studenti della facoltà di Lettere e Filosofia si chiuderanno nelle aule dell'ateneo per 18 ore consecutive - dalle 14 di domani fino alle 8 di venerdì - : per la pergamena più veloce della storia italiana basteranno 12 crediti, ovvero il 60 per cento della frequenza.

Ciascuno potrà scegliere le lezioni che più interessano e raccogliere le tavolette al termine dell'ora: alla chiusura, affidata al professor Luigi Ruggiu, preside della Facoltà, tra occhi pesti e stiracchiamenti saranno distribuite gli attestati.

Una corsa contro il tempo, insomma. "È diventato un'ossessione perché non ne abbiamo più - spiega Marco Cristante, al secondo anno di Storia contemporanea - c'è la rincorsa al credito che sta diventando più importante dello studio. Siamo arrivati a situazioni paradossali con moduli di trenta ore distribuite su tre mesi, poi subito gli esami e via un altro corso. Non c'è approfondimento, ma non è proprio quello che dovrebbe dare l'università?"

Studenti alla ricerca del tempo perduto quelli del collettivo Autoconvocati che rivogliono le ore di studio che sono state loro "rubate". Perché autoconvocati? Tutto nasce da un 'errore' di ricercatori e docenti. "Ad ottobre c'è stato un blocco generalizzato delle lezioni come protesta al ddl Moratti: sono state convocate assemblee, riunioni, manifestazioni. Senza un coinvolgimento diretto degli studenti, si parlava di noi come 'utenti', quasi fossimo un'entità esterna. Passata la settimana, la protesta è finita del dimenticatoio. Abbiamo deciso quindi di autoconvocarci, da qui Studenti autoconvocati, per sottolineare che non siamo solo utenti, ma parte integrante dell'università e per tenere accesa la fiamma di una riflessione. Perché così davvero non va..."

L'ossessione del tempo colpisce anche i docenti. "Cinque settimane per gestire un corso, la sesta per studiare, la settima per dare gli esami, e la chiamiamo preparazione superiore? L'università è cambiata, certo, ma abbiamo trasformato l'esamificio di ieri in un liceo superiore di oggi, l'eccellenza l'abbiamo persa per strada".

La professoressa Boheme Kuby è germanista con una cattedra di Letteratura tedesca all'Università di Udine e una supplenza "da anni" a Cà Foscari. "Si dice da più parti che l'università si deve adeguare alla realtà europea, ma l'università europea non esiste, non ancora, ciascun paese ha delle specificità. È un processo che non può essere fatto dall'oggi al domani, cambiare richiede tempo".

Ma il tempo è tiranno, tant'è che ci dobbiamo laureare in diciotto ore. Da non perdere allora la lezione della professoressa Kuby sul die zeitsparer, ovvero il risparmio del tempo di Kurt Tucholsky che nella Repubblica di Weimar del 1913 già ossessionata dal tempo parlava di una macchina dove ci si poteva infilare per risparmiarlo: il tempo è denaro, nessun divertimento, non c'è spazio per godersi la vita. Correre e battere il tempo. Un'ora (22-23) di estratti di Tucholsky, tedesco di Polonia, così ci mettiamo anche uno spruzzo di allargamento dell'Unione Europea ante-litteram.

La cultura mordi-e-fuggi messa in ridicolo perché l'università sta diventando "un fast food di sapere" che svaluta e non prepara al mondo del lavoro. La scelta dei corsi parla da sé: dalla Precarizzazione del lavoro del prof. Basso (16-17) alla Cultura screditata del prof. Tarca (17-18), dal Pasolini degli Scritti Corsari con la professoressa Ricorda (21-22) alla Miseria della vita studentesca spiegata da Gabriele Ferrario (5-6). La visione del film Alba tragica saluterà il sorgere del sole: al termine, se sarete svegli, ne potrete discutere con il professor Borin. Non dovrebbe essere difficile se avete doppiato la boa delle 3 del mattino con il prof. Camerotto e le Strategie della satira nella Grecia antica, dalle quali chissà che non si possa imparare qualcosa. E se vi sorgono dei dubbi, ci pensa il prof. Calimani, in cattedra tra l'una e le due di notte: le Domande e le risposte dell'assurdo.


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