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Monday, December 20, 2004 - ore 12:18
Recensioni della settimana
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Disco: "How to Dismantle an Atomic Bomb" U2 Questo album stupisce soprattutto per la sua incredibile eterogeneità qualitativa. Incredibile come certe canzoni, eccellenti per composizione e produzione ("Miracle Drug","Sometime you can't make it on your own", "Original of the Species") si affianchino a canzoni scarne, mal interpretate, senza anima e che sembrano essere state buttate là tanto per riempire il cd ("Vertigo","All because of you","Crubs from your table" e "Yahweh"). Nel mezzo ci sono alcune buone canzoni che spaziano dal solito oramai trito sound U2 ("city of blindin light") a sperimentazioni blues buone ma francamente incomprensibili nella scaletta ("Love and peace or else"). I musicisti: al solito ottima la prestazione della sessione ritmica, soprattutto di Adam Clayton che (al basso) a volte riesce a fornire un po' di verve a canzoni che, altrimenti, non avrebbero gran che da dire ("Vertigo" in primis). Solido, concreto e affidabile Larry Mullen (batteria). The Edge (chitarra) dimostra ancora una volta di essere un migliore compositore di melodie che un musicista a tutti gli effetti. Bravo nella ricerca dei suoni, ma non riuscire a fornire nemmeno un piccolo passaggio di chitarra arpeggiata in tutto il cd è decisamente un limite. Bono: che tristezza. Una delle più belle voci del pop/rock degli ultimi trent'anni è definitivamente perduta. Persino nel potente lifting di produzione e di lavoro in studio si sente che la sua voce è stanca, forzata, quasi di gola. Un'interpetazione sempre sofferta, sempre in sforzo, alla ricerca della brillantezza e del tono vellutato d'un tempo. Pesa non poco, nel bilancio finale del disco.
Comunque un lavoro, tutto sommato, buono. Io lo comprerei solo per sentire quelle tre ottime canzoni di cui parlavo all'inizio. Per il resto, si può vivere lo stesso (e, per alcuni pezzi, meglio) senza.Voto:6/7------------------------------------------------------
Libro: "Jack Frusciante è uscito dal gruppo" di E.Brizzi Un libro che è diventato un cult per una generazione. E come succede quasi sempre per i libri cult, è anche un lavoro assai sopravvalutato. Il grande pregio di Brizzi è la leggerezza di penna, l'espressione libera e gagliarda, il racconto diretto al cuore. Di certo, soto questo aspetto, il suo libro può sicuramente porsi come uno dei migliori nella bibliografia giovanil-incazzosa degli ultimi trent'anni. Ma, insieme ai pregi, si scoprono anche i limiti di trama e di descrizione di ambienti e personaggi.
Probabilmente il grande merito di questo libro è stato quello di affrontare tematiche e aspetti della vita dei giovani degli anni '90 ancora inesplorati, appagando una sete di pulsioni cristalline che aleggiavano nei giovani di allora. Non era facile, e Brizzi c'è riuscito. E per questo, nonostante i suoi limiti di scrittore, gli va reso merito.Voto: 6/7------------------------------------------------------
Film: "Blade Runner" di R.Scott Questo è un film che, almeno una volta nella vita, va visto. E va visto non per la regia, che è buona e competente ma che, a tratti, rivela grossi limiti di espressività; non per la prova degli attori, dove solo il roccioso ford si fa rispettare a dovere; non per la storia, originale e soprendente, ma lambiccosa e confusa a tratti. Il punto dove "Blade Runner" non ha rivali è la sua sconvolgente, delirante, geniale iconografia; il suo incredibile sfondo futuristico, animato da personaggi onirici ma concreti come la roccia, che aleggiano qua è la nel film entrandovi e segnandolo come lame scintillanti nel buio. Un incredibile orgia di scenari retro-futuristici apocalittici, uno scentimento sregolato di figure spigolose, eteree, immaginifiche, soprendenti. Non c'è da stupirsi se questo film è riuscito a colpire e influenzare di più artisti e pittori che cineasti.Voto: 7 e 1/2
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Leonida, 23 anni
spritzino di Caldogno (Vi)
CHE FACCIO? Studente, aspirante giornalista, cantante
Sono sistemato
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