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Wednesday, December 29, 2004 - ore 00:46 Heavy Metal Orbene. Che poi è una congiunzione e non si dovrebbe mai mettere ad inizio di una frase. Ma chi vi dice che questa frase sia iniziata ora?… No, tutto è stato concepito già stamattina, mentre ero tranquilla nel mio bunker, a meditare con le mie perline. O forse è stato concepito ancor prima, secoli e secoli fa… Insomma, questa seconda puntata del mio blob (da non confondere con i blog) la dovevo scrivere, almeno finchè sono a piede (pardon, mano) libero e non arriva nessuno ad impedirmelo. Ah, per la cronaca, quel tizio (da non confondere col ben più famoso Tizio) che mi ha addirittura messo nel preventivo un futuro da scrittora su questi schermi, è in realtà mosso dal più sordido interesse personale. Egli, infatti, spera che il qui presente blob sottragga energie alla sottoscritta, in modo da non dover essere più costretto a leggere le missive (praticamente dei blobs privati) che, con frequenza preoccupante, gli faccio recapitare. Speme effimera, essendo egli ignaro che la mia principale attività è proprio quella di insozzatrice di fogli di Word, e che dunque si vedrà ugualmente la casella di posta inquinata di mail della sottoscritta, per di più aggravata dalla presenza dei particolari che non si possono esibire al pubblico. Orbene. Stamattina, dicevamo. Ma anche ieri sera (cioè, stanotte!). Per festeggiare il Santo Ponte che a sua volta sancisce il Santo Natale, ho fatto una di quelle classiche cose che richiedono tempo, che, nella fattispecie, consisteva nella ricerca, tra le mie musicassette (i più giovani si staranno chiedendo cosa siano, e per questo li rimando ai rispettivi genitori), di quella dei Judas Priest che conteneva “Victim of changes”(1974, per la cronaca). Secondo step: ascolto di quest'ultima canzone. C'è ancora, quell’urlo straziante nel finale; quell' urlo che ti viene da cacciare quando ti hanno pestato un piede oppure l' anima. Ed io l' ho ri-cacciato, insieme a Rob Halford, anche se era notte fonda. Poi, ovviamente, dato che la vita continua, mi sono sentita il cd automasterizzatomi di roba varia recentemente scaricata dalla rete (…se continuo così col cacchio che domani sono ancora a piede libero..): ebbene, con stupore mi sono accorta che al 50% era heavy metal. Lo sapevo, lo sapevo che prima o poi sarei tornata al metal. Forse sono sempre rimasta una metallara (e lo dicevo mentre facevo una collanina di perline….)! Certo, ricordo benissimo com’è iniziata. In terza media, quando sei una crisalide in crisi; il Mondo ti odia (il che è comunque vero, solo scoprirlo così di botto è sempre uno shock), e tu decidi di ricambiarlo. Le mie amiche erano tutte belle, ed io decisi di essere ribelle. Inutile negare: tutti noi che siamo stati metallari ci arruolavamo nella legione straniera per la delusione che qualcuno o qualcosa (quel cazzo di acne, ad esempio…) ci aveva rifilato nel didietro, e senza neppure preavvisare. Complessi per coprire altri complessi. Vallo a spiegare ai superiori! Quante prediche dai parenti, impauriti dall' idea che stessi per diventare una “atea adoratrice di satana” (a parte che se uno non crede in Dio non può neppure credere al Suo rivale…mah…). La Mamma è sempre la Mamma, per carità, e ricordo ancora quando mi regalò le spilette con i teschi per il mio 16° compleanno; papà, poi, mi scortava fino al glorioso “22+uno” (nome di un negozio di dischi patavino cui non voglio fare pubblicità occulta..) a fare incetta di dischi (sempre i soliti più giovani, che già avranno fatto una fatica boia a capire cosa fossero le cassette, si staranno domandando che diamine siano quest' altre diavolerie). Però, tutti tirarono un sospiro di sollievo quando “appesi il chiodo al chiodo”. Eppure, fu proprio lì che iniziarono i guai per la sottoscritta. È quando ho perso ogni interesse per la musica e l' esistenza è diventata solo una corsa verso il successo che, pian piano, sono scivolata verso l' autodistruzione... Cazzo, se l' ho odiato, l' heavy metal. Quante stronzate avevo rincorso! Quanti soldi avevo dato in beneficenza a quegli idioti sporchi capelloni. Buonianulla: mi impedivano la concentrazione per studiare, con quegli stupidi inni all' apatia che rappresentavano! C'è mancato poco che dessi alle fiamme (sì, proprio come facevano i nazisti) tutto il materiale (dischi, giornali, cimeli assortiti) faticosamente accumulato negli anni, ma per qualche tempo ne ho avuto la seria intenzione. Poi, con molta fatica (quella fatica che non puoi capire quando premi il fast forward, come sto facendo in questo racconto), la vita è andata avanti e alfin uscimmo a riveder le stelle, anche se con qualche cicatrice. Il sig. Heavy Metal? Boh, incontrato di striscio, per la strada. Ho avuto una “giornalista” metal come amica (ed anche qui andrebbero le virgolette…), per qualche mese, ed ho avuto notizie dei miei ex idoli. Peraltro, la predetta mi ha tirato anche una serie di gravi bidoni (tipo: autoinvitarsi alla mia festa di laurea e poi non presentarsi neppure), ed abbiamo tosto troncato; quando, dopo diverso tempo, ho chiesto di lei agli altri redattori, mi hanno risposto che li aveva lasciati facendo perdere ogni sua traccia. Ecco, lo dicevo, io, che i metallari sono persone esattamente come tutti gli altri. O forse no. E (forse) me ne sono accorta oggi. Dentro ogni singolo metallaro c'è un modo di sentire che tutti gli altri non possono capire, c'è un pezzetto di notte in più. Le frequenze di quella musica sono fatte apposta per essere captate solo da determinati soggetti, e quelli siamo noi. Ridete pure delle nostre catene, o, peggio ancora, fatele diventare una moda. Ma l' heavy metal ti parla con un codice misterioso, irrazionale, sofferente, che solo alcuni possono percepire. Anche se nel frattempo ci con il metal hai litigato, anche se hai bruciato i dischi e poi scordato tutto, anche se hai messo la testa a posto, anche se fai un mestiere in cui indossi la toga ed applichi la Legge. Oh, non venitemi a dire che è tutto finto; che non è una religione; che è un genere musicale ormai saldamente inquadrato nel music-business da anni; che gli atteggiamenti comportamentali dei “metallari” sono diventati una macchietta (in un libro che ho appena finito di leggere- vedete cosa significa essere in vacanza!-, al quale, ovviamente, non farò pubblicità, il fratello del protagonista era un metallaro capace a malapena di fare il pastore e praticamente privo di un quoziente intellettivo, il quale, alla fin fine, era pure fan segreto di Minghi. Però l' ho amato più del protagonista!); che comunque il genere (quello classico) è stato completamente snaturato (infatti c'è chi ritiene che perfino Marilina Mansona sia metal….); che i Metallica si sono tagliati i capelli (non li ascolto più dal “Black album”….sti traditori..); che Ozzy si è fatto ville faraoniche con i nostri soldi; che i satanisti più abietti delle cronache nere erano spesso anche metallari. Non venitemelo a dire, perchè lo so già. Ma oggi mi sentivo di ringraziare l' Heavy metal, per avermi fatta arrabbiare, soffrire, per avermi aiutata ad essere come sono, mostrandomi la parte oscura del Mondo, ed anche di me stessa, avvisandomi, in un certo senso, che la vita non sarebbe stata tutta rose e fiori. E mi sento anche di benedire tutti i metallari, ovunque e chiunque essi siano, anche se, paradossalmente, non sono mai riuscita a penetrare la loro comunità, consumando la mia passione in solitaria; ma, si sa, io ho l' emarginazione nel sangue (non lo dico perchè fa figo, ma perchè ho cercato milioni di volte di integrarmi in un qualsiasi contesto collettivo, senza MAI riuscirci. È un dato di fatto, ed ormai mi sono pacificamente rassegnata.) e perciò mi addosserò tutta la colpa. Del resto, anche il mio attuale collega Camerata è stato un metallaro, e pure Scheletrino, oggi ingegnere in giacca e cravatta: tutti e due potrebbero capire quest' ode d’ amore nero, senza cervello ma con un'altra cosa al suo posto. Prego, cosa dicevate? Che ho scritto solo una marea di grosse cazzate? Può darsi. Ma come me la pensava anche una persona che era (ed è, perchè la sua morte è solo fisica) molto più intelligente della sottoscritta: Ivan mio, ovviamente. Quando ho letto il testo della canzone che segue per la prima volta, quasi mi sono commossa: una poesia dolcissima, una fiaba magica. Come l' heavy metal. I Metallari I metallari, i metallari sono cosi, i metallari sono fatti così: pezzi di miele che scende giù, una lama in gola. Innamorati, i metallari sono sempre innamorati e condannati a ricucirsi da soli, come antichi guerrieri. Sono brillanti, i metallari sono come diamanti che dalla notte nera sbucano in tanti a un concerto rock. I metallari, i metallari Innamorati, i metallari sono sempre innamorati e condannati a ricucirsi da soli, come antichi guerrieri. Sono brillanti, i metallari sono come diamanti che dalla notte nera sbucano in tanti i metallari, i metallari. LEGGI I COMMENTI (2) PERMALINK |
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