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Monday, January 03, 2005 - ore 00:20
(categoria: " Riflessioni ")
Penso sempre a quel film, “Sliding doors”. In ogni momento della nostra esistenza ci troviamo a fare delle scelte, e spesso mi sono chiesta cosa sarebbe accaduto della mia vita se non avessi preso quella determinata decisione.
Lo stesso ora, solo che mi sembra di vivere due vite contemporaneamente, due realtà parallele. È da circa un mese che mi sento così, in mezzo tra due realtà.
È come se per anni il mio treno avesse continuato il suo percorso accanto ad un altro, ma sui miei binari ho trovato un ostacolo, e ho dovuto cambiare direzione. So che ho fatto bene a voltare strada, se no sarebbe stato peggio per me, avrei deragliato; ma continuo a chiedermi cosa sarebbe stato di me se non avessi trovato quel masso in mezzo alle rotaie della mia vita.
E lo vedo ancora quel treno, che viaggiava accanto a me: è ancora vicino, e così lontano.
Io sto vivendo senza rendermi conto veramente di quello che sta succedendo, nonostante il paesaggio sia cambiato, la direzione sia diversa. Da circa un mese provo una strana serenità, una strana consapevolezza e sicurezza che accompagna ogni minuto della mia giornata.
Sono sempre di corsa e al tempo stesso vivo al rallentatore, come se i minuti si fossero fermati per fare spazio ai miei pensieri. Lo vedo ancora quel treno che si sta allontanando, è ancora vicino il ricordo, e una parte di me crede ancora di vivere quella realtà. Io ogni giorno mi sveglio convinta che non sia cambiato nulla negli ultimi mesi, e al tempo stesso ho la certezza di aver effettuato delle scelte. Non sono insicura, terrorizzata, impaurita del futuro: sono convintissima delle decisioni prese, una sicurezza che mi fa quasi paura, una cosa troppo grande di me che mi dà una strana tranquillità e non mi fa tornare sui miei passi, la convinzione di aver fatto quello che volevo, che era giusto per me. A volte accadono delle cose sulle quali non si può transigere, solo un pazzo lo farebbe. Ci sono errori ai quali non c’è rimedio, ci sono fatti che restano nella memoria sotto forma di dubbio, che alienano ogni sentimento.
Vedo tutto con estrema lucidità, per la prima volta nella mia vita ho le idee molto chiare su tutto, so cosa voglio e cosa è giusto fare. Ho impresso nella memoria una sera, in una stanza, in cui me ne sono stata in silenzio per mezzora, dando il mio addio al mondo che mi ero costruita intorno; con una pace interiore sconvolgente, che mi accompagna fino ad ora.
Io sapevo di quel masso in mezzo alle rotaie: lo avevo visto da tempo, e ho aspettato fino al momento in cui ho dovuto prendere la decisione di svoltare. Da qui deriva la mia sicurezza. Non un fulmine caduto a ciel sereno, che mi avrebbe indebolita e spezzata; ma un bivio, che avendolo visto per tempo mi ha dato la possibilità di pensare, di scegliere.
Ora mi immagino ancora come prima, la mia vita non è cambiata, sono sempre la stessa. Ma il paesaggio è cambiato, e non voglio fare retromarcia. Una parte di me è ancora lì, e una parte sta guardando avanti. Sto vivendo due vite.
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