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Monday, January 03, 2005 - ore 01:26
Recensioni della settimana
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Azz... m'ero dimenticato...
oggi è domenica; bisogna recensire.

Disco: "West Coast Collection", Creedence Clearwater Revival Una collection ragionata e ben confezionata di un gruppo che ha segnato la storia del rock (anche se non proprio in profondità) con il suo stile particolarissimo, a mezza via tra il rock e il folk. Le tantissime canzoni gradevolissime miste a successoni ("proud mary","have you ever seen the rain?"...) fanno di questo album una bella panoramica su questo sempre trascinate gruppo e sulla voce graffiante del rimpianto Fogarty. Chicca finale... una versione estesa di "pagan baby" coinvolgentissima. Voto:7 e 1/2------------------------------------------------------
Libro: "L'ultimo teorema di Fermat" di S. Singh Simpatico libro attorno a uno dei più grandi misteri della matematica: l'ultimo teorema che il genio francese Fermat lasciò ai posteri, e cioè la supposizione che non esistessero due numeri cubi la cui somma potesse dare un altro numero cubo. I matematici si sono arrovellati per anni per risolvere questo semplice ma terribile dilemma, tanto che, nell'ambiente, il teorema di Fermat era diventato una maledizione. Il libro racconta con leggerezza la storia dell'umile inglese che, in decine di anni di lavoro, è riuscito finalmente a risolvere al questione, e che per questo è diventato famoso. Bisogna avere un minimo di passione per i misteri matematici per leggere questo libro, ma vi assicuro che, per come è scritto, lo si può trovare divertente e carino anche se si è ancora intrigati con le tabelline.Voto: 6 e 1/2------------------------------------------------------
Film: "The dreamers" di B.Bertolucci Berolucci torna sul luogo del misfatto. Torna nella Parigi sessantottina del suo film-scandalo "Ultimo Tango a Parigi". Torna, e fa male. Il suo nuovo film, che parla della convivenza sessuale e non di tre studentelli in un appartamento nel centro della ville lumiere durante il 68 rivoluzionario, cerca di battere gli stessi sentieri del predecessore: l'ossessione sessuale, il tormento psicologico, la provocazione; ma lo fa in maniera scialba e senza dire niente di nuovo. Ma quello che veramente penalizza il film è che, guardando i tre giovani e volenterosi attori, ti viene in mente l'interpretazione di Brando in "Ultimo tango" (probabilmente la miglior piece interpretativa della storia del cinema) e il divario che si nota è davvero troppo per essere sopportato. Resta comunque la sempre piacevole maestria di Bertolucci dietro la macchina da presa, ma è davvero troppo poco.Voto: 6/7
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Leonida, 23 anni
spritzino di Caldogno (Vi)
CHE FACCIO? Studente, aspirante giornalista, cantante
Sono sistemato
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