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I miei angeli custodi





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Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...



.. senza dimenticare Grace Papaia.


ABBIGLIAMENTO del GIORNO

Come un’adolescente in crisi di identità.



so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...



e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...



... oppure faccio porcherie come questa...



... o quest’altra...



Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..



ORA VORREI TANTO...




STO STUDIANDO...

Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo

OGGI IL MIO UMORE E'...

Arranco... ma con stile.


ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Dimenticare

MERAVIGLIE


1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...



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Monday, January 03, 2005 - ore 12:27


Non tutto il male viene per nuocere
(categoria: " Accadde Domani ")


ovvero
Chi ride a capodanno ride tutto l’anno
ovvero
Può solo migliorare
ovvero
Anche un calcio in culo fa fare un passo avanti

Serata a tratti disastrosa, ma era giusto così. Un aneddoto sull’altro a coronamento di una notte gloriosa, terminata nel trash del centro cittadino invaso di frustrati ragazzini di campagna e coppie ultra cinquantenni. Ma è l’inizio che sorprende e affascina, è l’inizio della serata che ha trascinato noi 4 superstiti di una generazione al di fuori delle feste in discoteca o in magazzini abbandonati nell’apocalittico scenario del centro cittadino: alive.
Cena intima per 4 a casa del mio amore. Decidiamo di cucinare cibi semi facili. Ma è una tragedia perché bisogna finire l’anno disgustati e iniziarlo piegati dalla sfiga.
Ma andiamo per punti – o meglio in lettere. Merita ogni singolo dettaglio.

A come Apocalisse – cioè lo scenario presentatosi al nostro arrivo in centro. Cocci ovunque come fossero piovuti dal cielo. E disastro, catastrofe naturale, con Treviso assaltata, assalita, distrutta, demolita e sporcata all’inverosimile.
B come Borsa dell’acqua calda – cioè Maury che scalda la borsa dell’acqua calda per sua madre malata mettendola nel microonde [la borsa, non la madre.. anche se credo ci abbia pensato..].
C come Corona e Champagne – a raffica le due catastrofi alcoliche della serata. Prima Maury tira fuori la bottiglia di suo padre per brindare, bottiglia che notiamo subito avere un colorito più arancione che champagne, una specie di aceto dolciastro da far accapponare la pelle. Ipotesi più che confermata dall’assaggio simultaneo all’inizio del nuovo anno con espressioni disgustate dei presenti. Non importa, abbiamo ancora le birre! Io lancio iatture ridendo che manca solo la Viola con il suo disastro personale. E non tarda ad arrivare, cioè la bottiglia di birra ancora piena non tarda a scaraventarsi sul pavimento inondando piastrelle e divano (bianco). Da mezzanotte e 5 a mezzanotte e 15 a tirare su vetri e birra. Viola confusa ma divertita, perché insomma era letta, doveva capitare qualcosa anche a lei. E io in estasi, felice, soddisfatta, anzi in preda a risa isteriche, compiaciuta del crescendo di situazioni catastrofiche procurateci l’un l’altro. Incantata, esterrefatta, meravigliata. Tutto ciò non ha assolutamente senso.
D come Dessert - pesche sciroppate e budino. Avevano insistito i nostri uomini maturi, prendiamo le pesche e i budini! Fatta, 2 confezioni, 5 pesche per barattolo. Ovviamente io e Viola 2, loro 3. Non ho capito la spartizione: la mia massa corporea è doppia di quella di Fede. Tutto ciò non ha il minimo senso. Poi secondo dolce: budini assortiti. Ma in una confezione troppo stretta e profonda per non sporcarci le dita di panna. Ma buoni, era quello che veramente volevamo, e così è stato.
E come E non è tutto...
F come Fede – messo all’opera nella preparazione del primo, concentrato come un tubetto di pomodoro si mette ai fornelli. Dopo poco la pasta è sui piatti. Buon appetito, brindisi, alla faccia del 2004 e iniziamo, affamati come faine. Gioco di sguardi: manca sale sulla pasta. Nessuno fiata finché non ricordiamo di aver visto fede versare più di qualche manciata di sale nell’acqua, e li il terrore. Maury va a prendere il “sale” di Fede: zucchero. Sbigottito, umiliato e rosso paonazzo Fede si scusa con tutti noi, ma zitto zitto non finisce la pasta e la butta. Io siccome il sugo lo aveva fatto il mio amore cerco di finirla. Il più possibile. Poi sfido chiunque a mangiare pasta fresca zuccherata condita in superficie con del sale fino. Tutto ciò è assurdo, il purè, la pasta.. ma non crediamo alla sfiga e festeggiamo.
G come Giostra – io e Viola che alle 3.10 di notte chiediamo al giostraio in Piazza dei Signori se ci fa fare un giro sulla giostra con i cavalli. Saliamo con sorrisi da bambine di 3 anni, con i nostri morosi vecchi che ci guardano da giù e discutono di università, ONU e missioni umanitarie. Il famoso gap generazionale. E mentre la nostra radio mentale programmava canzoni di levatura mondiale, dal palco di radio Company a pochi metri da noi si alzavano le canzoni di Corona e What is love. Un tuffo nel passato, inutile perché ero già su una giostra con un cavallino su e giù.
H come Ho freddo – credo di aver ripetuto questa frase random per tutto il tempo che io Maury Viola e Fede siamo rimasti in centro. Viola super bardata con cappuccio super peloso e super sciarpa rossa natalizia. Io piuminata e sciarpata come una pastorella himalaiana. Fede in semplice giacca di pelle e Maury a collo aperto nemmeno fosse una ballerina del Moulin Rouge. Finchè non ho assistito all’inizio di assideramento dei due uomini credevo che il gelo fosse prerogativa femminile. Mai mi sbagliai con tale gaudio e soddisfazione. Piccola puntualizzazione sul cesso del bar della colazione, con finestra sulla strada chiusa da una semplice griglia, quindi con aria filtrante e ghiacciante, e asciugatore elettrico ad aria fredda – è un complotto, protesto.
I come Incremento – del prezzo delle sigarette. Maledetti loro, riaprono i distributori automatici e contemporaneamente fanno il brutto scherzo di rincarare i prezzi. Vogliono farmi smettere di fumare. Con tutti i soldi che gli ho dato, con tutto quello che ho fatto per loro, con tutto quello che ho fatto per l’economia del nostro Paese adesso mi fanno questo. Non è riconoscenza, è un sopruso, abuso di potere. Credevo fossimo amici.
L come Lingua – Steven ha una lingua lunghissima. E a capodanno l’ha usata, mezzo metro di lingua. Gabry no, ma perché è innamorato anche se non vuole ammetterlo della cameriera della Proseccheria. FedePiscina invece è diventato Fede ”amo le donne, le amo tutte”.
M come Maury – l’uomo che sa di pop corn: si preparano i pop corn al microonde in cucina, tutti presenti, e l’unico che assorbe l’odore di pop corn fino a sembrare un tutt’uno con quei fiocchetti bianchi è il mio uomo. Il mio uomo pop corn.
N come Nato – copio incollo un messaggio della Dany datato 1/1/05 ore 15.34 “il primo nato a Treviso del 2005 è un muso giallo. Questo è troppo”. Dany sempre un gradino più su. Grande Dany.
O come Orco Boia – ho dimenticato a casa il regalo che volevo dare a Maury alla mezzanotte del nuovo anno. Sono lo zimbello di me stessa. Ho dimenticato a casa un regalo, anzi IL regalo. Non mi era mai successo, mutismo e rassegnazione. Sono da buttare via.
P come Purè - Io mi piazzo al purè, quello in scatola. A casa lo faccio spesso, ormai sono bravetta. Invece il deghejo: viene liquido. La Viola si alza per rincuorarmi e gettiamo un’altra mezza busta. Diventa cemento a presa rapida. Dilapidiamo un litro di latte per renderlo agibile e digeribile. La mia vergogna sale, perché gli antipasti della Viola e la pasta di Fede stanno venendo bene. Il mio uomo in tutto questo dava solo ordini e diceva: non di qua facciamo di la! Senza spostare una paglia. Solo perché siamo insieme da poco se no vedeva lui. Tutto ciò non ha alcun senso.
Q come Quante risate - che bello guardarsi e non sapere di chi ridere per primo! Ognuno che ritiene peggiore la figura dell’altro, scaricatori di barili a tradimento, catalessi sul divano per 2 ore a guardare la tv inebetiti, cercando di evitare Costanzo e i suoi per finire con i Blues Brothers, caffè alle 2.40 e in centro per vedere cos’è successo al mondo mentre noi 4 ci siamo allontanati.
R come Radicchio stufato – il mio amore sa anche cucinare. Non mi fidavo inizialmente, ma poi ho constatato che il radicchio lo sa cucinare bene. Sevo solo fargli amare i supermercati e alla faccia della casalinga.
S come Supermercato - Spesa comunitaria [Io, Viola e morosi – mi fa ridere dire morosi. Sono due bambini!!] in un supermercato di media importanza – niente Panorama per evitare le mire capitaliste e i prezzi gonfiati nelle ultime 24 ore, niente discount per non accontentare Fede che voleva far spesa mettendo 2 euro a testa in un posto marzo. Apprezzabile sforzo di mantenerci economicamente sorridenti ma per capodanno insomma... comunque niente Panorama che sta vicino a casa mia e mi fa sentire centro dell’universo. Peccato.
Il mio uomo che sta per svenire all’ingresso perché odia i supermercati – NB devo lavorarci sopra – è una chicca che devo mostrare alle mie amiche il prima possibile.
T come Televisione – dopo la mezzanotte tutti e 4 per 2 ore distesi sul divano a coccolarci assistiti da Maurizio Costanzo e gli amici di Maria de Filippi. Cioè, io e il mio amore coccole da coppia neonata, Fede e Viola che litigavano “te le ho già fatte prima le gatte gatte!” – “Si ma non sulla schiena!” Nemmeno questo aveva senso, ma nell’apatia generale di non voler controllare i minuti su orologi e cellulari abbiamo preferito l’alienazione sociale con Buona Domenica. Da li in poi la disperazione.
U come Ubriaco - Aperitivo in centro con gli amici che la sera si chiuderanno in uno stanzone a guardarsi negli occhi e bere per ottimizzare i 30 neuri dell’ingresso. Gabri con la camicia su misura, Steven esaurito completo, Piscina che pregusta le mille minigonne della disco. Il mio uomo che dopo uno spritz e mezzo smette di bere perché gli da alla testa e io che finisco il suo bicchiere è un’altra chicca da mostrare alle amiche – NB non dire queste cose troppo in giro o ne va della mia reputazione. Mozza dalla Gigia e poi a prepararci.
V come Viola – addetta agli antipasti, burro sui crostini e fettina di salmone. Fede in agguato, pronto a coglierla alle spalle e a rovinare un piatto quasi riempito per saziare il suo mai domo istinto cacciatore. Fede vuole anche regalarci un colesterolo per l’anno nuovo, spalmando il burro come muratori con la malta. Ma io che sono dietista nata faccio la divisione e salvo tutti dalla cellulite. Tranne me stessa che sono già in fase avanzata ma non perdiamoci in quisquiglie che ce l’ha anche la Canalis. Io e la Viola ci capiamo al volo, è proprio carina questa cosa. Niente tacchi alti o vestiti sexy. Basta avere un proprio stile, e noi modestamente lo abbiamo, e poi per una cena a 4 a capodanno cosa mi devo mettere? Ma ci capiamo anche sui bibanesi e sui budini e sui crostini al salmone, e su un sacco di altre cose. Pensavo che siccome i nostri uomEni si amano alla follia io e la Viola ci potremmo amare di conseguenza tantissimo e lasciarli ai loro discorsi sulle chitarre.
Z come Zucchero – ci penso ancora. Quando a pranzo l’uno gennaio mia madre mi ha fatto trovare spaghetti al pesce, volevo ringraziare il Signore con una lauda, un osanna e un sonetto alla Shakespeare. Poi all’assaggio ho appurato la pasta essere scotta, al punto da far colla di pesce. È stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Sto ancora aspettando della pasta decente.
Ho un 2005 di tempo. Speriamo bene.


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