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Monday, January 03, 2005 - ore 19:41
We’ll keep on dreamin’ as long as we can
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Utrecht di cui hai sentito parlare e che vai a visitare nel (buon) 2005 (a chi non mi sta sulle palle, cioe'molte persone). Utrecht cosi'diversa da Amsterdam, cosi'paese, cosi'dannatamente bella da vedere che si nota perfino se una persona e'venuta a fare turismo polmonare in Olanda. Utrecht con i suoi negozi di dischi dove puoi trovare delle chicche che ti farebbero venir voglia persino di comprare un lettore DVD se qui non ce l'hai. Utrecht con i suoi hot/dog ad un euro ed il suo tempo mutevole. Utrecht che ti da la sensazione di non essere l'unico italiano ad averne sentito parlare bene visto che e'la lingua piu'parlata per le strade, a quanto pare. Utrecht delle cose pensate, Utrecht senza luci ed urla, Utrecht e la sua galleria che ti porta in riva al canale. Nomi esotici, nomi geografici, nomi che ricordano quelli di animali, nomi arabi, nomi scherzosi, nomi che incutono timore. Tutti girano, girano e si avvolgono nel tunnel dei pensieri della testa allo stesso modo di come farciscono le cartine nei locali, per farcire ulteriormente i cervelli. Dichiararsi guerra da dentro quando te l'han gia'dichiarata da fuori. E pure in quel caso sei stato tu.
LA BOMBA - DANIELE SILVESTRI
Riflettendo sui fatti, sui modi e sui tempi
c'è da finire matti a pensare che un attimo solo bastò
adesso lo so.
E non è che rimpiangi, nemmeno una volta
e non è la coscienza che brucia,
è l'assenza che il buio portò
e che un giorno riavrò.
Non c'era nemmeno un segnale
o il tempo di avere terrore
soltanto l'odore bruciato di plastica
e un cielo che ha sbagliato colore
è la luce che cambia, che cresce che esplode
è la rabbia che sale e col sangue corrode
e intanto intuire o persino sapere
che niente e nessuno
potrà mai spiegarmi perché
Ma tornando al presente, c'è un rumore costante
una nota stridente
che ancora la mente scordare non può.
E' il regalo che ho avuto,
da quel giorno per me il mondo è muto
e non chiedo un aiuto,
anzi evito meglio di dire di no
a chi cerca in quello che so.
Non c'era nemmeno un segnale
o il tempo di avere terrore
soltanto l'odore bruciato di plastica
e un cielo che ha cambiato colore
e la luce che cambia, che cresce, che esplode
e la rabbia che sale e col sangue corrode
e intanto intuire, o perfino sapere
che niente e nessuno
potrà mai spiegarmi perché
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