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Thursday, January 06, 2005 - ore 22:18
beppe!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
lo pubblico, perchè mi è piaciuto.
di beppe severgininininininininini.
L'Estremino e l'Anarcone
Ogni volta che in Italia sta per entrare in vigore una buona legge, sbucano loro: l'Estremino e l'Anarcone. Sono due maschere nazionali, per le quali si finisce per provare una certa tenerezza. Ma rallentano, complicano e confondono una vita pubblica che è già rallentata, complicata e confusa. Sta accadendo con la legge antifumo, di cui avete certamente sentito parlare: da lunedì 10 gennaio, finalmente, non saremo obbligati a respirare il fumo degli altri. E i fumatori, costretti a contenersi, ci guadagneranno: in denaro e salute.
Tutto questo, all'Estremino e all'Anarcone, non piace. Il primo è un microestremista: non violento ma livido, capace di cattiverie inaudite e ira funesta. Pensa gridando; e se qualcuno non è d'accordo, guai. Prendiamo Forces, un acronimo che significa Fight Ordinances and Restrictions to Control and Eliminate Smoking (Lotta contro le ordinanze e le restrizioni per controllare ed eliminare il fumo). Ho visitato il sito italiano dell'organizzazione: a suo modo, è divertente.
Leggo: "E' VERGOGNOSO che si invada la proprietà privata semplicemente rinominandola pubblica. E' DISGUSTOSO che si obblighino privati cittadini a diventare delatori e poliziotti contro clienti che permettono loro di sbarcare il lunario. E' PREPOTENTE che i non fumatori-antifumo si arroghino il diritto di monopolizzare i locali (più o meno pubblici) dell'intera nazione per i loro porci comodi.".
Dunque chi chiede di non respirare il fumo altrui vuol farsi "i suoi porci comodi". Se ci pensate, questa è stupenda. E i medici, alcuni dei quali si battono da anni contro i danni da fumo? Ce n'è anche per loro. Gli Estremini di Forces non entrano in un reparto di pneumologia, dove imparerebbero qualcosa. No: sostengono che "l'establishment medico mondiale non ha la competenza per poter asserire fino a che punto questi stili di vita possano essere nocivi." Uno legge e si chiede: ci sono o ci fanno? Io credo che ci facciano. Scrivono, pubblicano: poi si riuniscono in una sala (non fumatori) e si fanno due risate.
L'Anarcone non è così truculento. E' un'anarcoide pasticcione, un filosofo a gettone secondo cui ogni tentativo di disciplinare la convivenza è un attentato alla libertà. In questi anni ce l'aveva con le cinture di sicurezza (libertà di spaccarsi la faccia!) e coi caschi per i motociclisti (libertà di rompersi la testa!). Perse queste battaglie, l'Anarcone s'è concentrato sul fumo.
Non invoca la tolleranza e il buon senso nell'applicazione della nuova legge: troppo ovvio. L'Anarcone parla di "proibizionismo". Una norma che impedisce di trasformare un bar in una camera a gas - poveri gestori, che ci passano la vita - per lui è "un attentato alla libertà individuale". La regola che qualche italiano testone continua a insegnare ai figli - la mia libertà finisce dove inizia quella degli altri - viene ribaltata. La tua libertà di respirare - ragiona l'Anarcone - finisce dove comincia la mia libertà di fumare.
Altre espressioni che adora: "scorrettezza politica" e "disobbedienza civile". Quando le pronuncia, l'Anarcone sente un brivido lungo la schiena: inneggia a vecchie abitudini e ai soliti egoismi, ma gli sembra d'essere modernissimo. Se scrive per un giornale - ogni organo di stampa ha il suo Anarcone, che viene scongelato in queste occasioni - si esibisce nel pezzullo indignato: "Fumo libero!". E tosse pure.
Come andrà a finire? E' ovvio: tra qualche mese - non anno: mese - non ci ricorderemo più com'erano i ristoranti puzzolenti di fumo. Lo stesso è accaduto con le cinture di sicurezza e i caschi delle motociclette: sono diventate buone abitudini di una società che cresce. Cosa faranno allora l'Estremino e l'Anarcone? Non preoccupatevi. Troveranno qualche altra causa assurda per cui sprecare la propria intelligenza.
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