
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Friday, January 07, 2005 - ore 13:26
prendo atto della montagna
(categoria: " Viaggi ")
Parto per la montagna sabato e torno domenica. Giusto un paio di giorni per stare con gli amici, e per dire si, anch’io sono andata da qualche parte durante le vacanze di Natale – l’epifania tutte le feste porta via ma io sono sempre in ritardo e mi è concesso allungare fino all’8. Siccome ho 23 anni [quasi 24 ndr] e sono capace di intendere e di volere non chiedo ai miei genitori se posso andare in montagna e dormire fuori una notte. Lo dico educatamente.
Prima di solito lo dico alla mamma e preparo il terreno:
mamma senti, Franz ci ha chiesto se andiamo su un week-end da lui a S. Vito, e volevo andare su sabato mattina, ma per domenica sera sono a casa, ok? Punto di domanda comunque necessario. La mamma generalmente sorride e annuisce.
Qualche giorno dopo però devo dirlo anche al capo. Lui non vuole che io dorma fuori casa – 3 anni di università fuori sede e si lamenta ancora mah, non lo posso nemmeno proporre di solito, ma io sfido i saldi, figurati la sorte.
A lui non devo mettere la questione come già decisa. Devo metterla in modo da renderlo partecipe della decisione (già presa) come se fosse una domanda, a cui lui comunque non risponde. Non è facile da capire, bisognerebbe esserci e assistere anche alla mimica straordinaria a cui ci affidiamo durante i nostri dialoghi unilaterali e al tono delle nostre voci. La leccata di culo generalmente fa effetto.
“Papà, vado in montagna due giorni, parto sabato e torno domenica, veramente gli altri amici stanno su di più ma io ho pensato che dormire fuori una sera può bastare no? Che bello, vado sulla neve.. dicono che ci sia tanta neve su, e anche bella.. meno male che quando ero piccola TU mi avevi insegnato a sciare, così non faccio brutte figure”.
Mio padre non risponde, non da consensi o approvazione.
Mio padre prende atto.
Le sue risposte variano dal uhm, al ahn, ah, oppure oh. Sempre e solo monosillabi, e mai di senso compiuto. Ha una strana capacità di accoppiare consonanti e vocali per costruire lemmi inesistenti. Ma ha preso atto, e io domani vado in montagna. Prendo atto di andare in montagna. Uhm.
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