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Friday, January 07, 2005 - ore 18:01
Berlino, una città strampalata
(categoria: " Riflessioni ")

Di ritorno da Berlino dove ho festeggiato l'arrivo del 2005 tra fiumi di birra bionda, bionde in generale e wrustel di mezzo metro (wrustel: specialità tipica tedesca, servita in panino o su piatto in 3500 modi diversi che non vi descrivo perchè tanto il sapore è quello...)
Sono partito il 29/12 e tornato il 3/01 con una bella scorta di grassi, brufoletti, due orsotti porta fortuna per le colleghe ed una fantastica magliettina modaiola da cittadino berlinese doc; non ho dimenticato lì i ricordi, ovvio.

Berlino è una città strana, veramente. Strana perchè sembra giustificarsi continuamente del suo passato ma, allo stesso tempo, vive il presente nel più cupo tradizionalismo, nel conservatorismo, nella più profonda identità tedesca.
Insomma, i Mc Donald's non hanno certamente proposto un'inversione di tendenza culturale, anzi...Balzac Coffe e Starbucks sono semplicemente i segnaposto di coloro che stanziano ancora milioni di dollari per poterla rendere vivibile, al caro prezzo del consumismo e della frivolezza cinica di chi vive il materiale, la marca, e non la sensazione che lascia un paese al ritorno in patria.
Berlino è fredda, come il suo popolo. Un popolo diviso, da una sorta di muro morale tra Ovest ed Est.
I festeggiamenti del 1989 sono solo una maschera di quello ch'è realmente.
Smantellato il muro, i pezzi colorati sono in vendita in tutti i botteghini del centro...
I cittadini sono tanti, le culture si incontrano, regna un pluralismo imposto ma, nella pratica, inesistente, e forse per quel che vale oggigiorno, inattuabile.
700 000 turchi, migliaia di italiani, una comunità russa imponente, francesi inglesi...ecc...
Un pout purì di culture sulle quali primeggia la comunità ebrea mi dico la più protetta ed evoluta del pianeta.
Quartieri dedicati a loro, scuole recintate da 4 metri di inferriate e telecamere,sinagoga con cupola in oro e guardie ovunque, un museo di 4 piani con monumenti alla memoria...
Se esattamente 70 anni fa Berlino era la tana del leone per un agnellino ebreo, oggi è la cornucopia della loro fortuna, del loro guadagno, della loro continua protezione.
D'altra parte vi sono quartieri interi di nostalgici del nazional socialismo, Skinheads rissaioli e quant'altro...

Prendere la metropolitana è un bordello per chi non sa una parola di tedesco (tipo me) per un paio di ragioni: 1, indicazioni solo in tedesco - 2, non ricevi aiuti di nessun tipo da un tedesco qualsiasi che ti riconosca come italiano e che sappia un barlume di inglese (cosa praticamente impossibile...almeno per quello che ho visto io).
UPs

Berlino proprio per questa sua particolare confusione è affasciante, piena di vita, fredda nei modi ma calda nell'animo. Pulsa di rinnovo, vuole uscire da una condizione scomoda, vuole rinascere, ma lo vuole da sola...senza turisti, senza complicazioni, senza americani di mezzo (anche se il Sony Center fa credere il contrario...ehm...una delle eccezioni)come ovunque, conservando quel poco che resta del loro senso di patria. Molto forte, da rispettare, da imitare forse, per certi versi.
Consiglio: andateci, val bene anche più dei tre giorni che c'ho passato io...forse per questo non l'ho capita così bene come avrei voluto...ma tanto, non mi scappa!!!!
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