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Friday, January 14, 2005 - ore 23:43
La nebbia
(categoria: " Vita Quotidiana ")
La nebbia ti abbraccia silenziosa...

...è difficile capire quando e come arriverà. Anzi, di solito non ti accorgi della sua presenza, e realizzi quello che sta succedendo solo quando le cose lontane, che stavi guardando solo fino a qualche momento prima, ti appaiono più oniriche e sfocate.
All'inizio, la nebbia ti innervosisce. Ti fa prorpio incazzare, perchè perdi di vista le cose intorno a te, la via che devi percorrere. E ti fa spendere una sacco di energie nel tentativo di rimanere in carreggiata, di non sbandare a di rimanere sulla strada giusta.
Questi sono stati giorni di nebbia.
La nebbia è scesa sul mio blog. La paralisi informatica che ha mandato il mio computer a ramengo è durata più di una settimana, e solo oggi io e mio fratello siamo riusciti a ripristinare le funzioni essenzaili di questo scassatissimo pc, che sembra avere una volontà (dispettosa) propria, visto il metodo che impiega nelle sue azioni atte ad incasinarci la vita.
La nebbia è scesa nella mia relazione con una persona (una lei, per la cronaca). Una persona che, fino ad una settimana fa, pensavo di aver ritrovato dopo molti anni, ma che da un po' non si fa più sentire. Nella nebbia, può capitare anche di perdere le persone che stanno a fianco a te. E se queste non ti parlano o non ti rispondono quando le chiami, rischi di perderle.
La nebbia è calata sul mio lavoro. Le vacanze di Natale sono finite da un pezzo, ma dal giornale nessuna notizia. Sì, è vero, forse è un po' presto per preoccuparsi, ma comunque questo silenzio prolungato non aiuta a mettermi il cuore in pace.
La nebbia è scesa sul concerto di ieri. Si è presentata già di primo pomeriggio, diventando di sera un muro impenetrabile, e impedendo a molti di venire al concerto che, da più di un mese, catalizzava quasi interamente la mia attenzione. La nebbia era sulle strada, e piano piano si è intrufolata anche nel locale, tra il gruppo, nella mia voce. Non condivido i commenti semi-catastrofici dei miei compagni musicanti. Certamente avremmo potuto suonare (cantare) meglio, ma alla fine non è andata così male. Il gruppo c'era, la presenza pure. Solo facevamo un po' fatica ad uscirne fuori splendidi e brillanti; come se fossimo avvolti da una leggera nebbia.
La nebbia ti immalinconisce e ti nasconde tante cose. Ti fa bestemmiare contro il fato quando arriva a rovinare tutto nella serata che aspettavi da mesi. Ti fa ricordare delle telefonate che non hai ricevuto. Ti fa presente che ti sei beccato del "leccaculo" quando hai dedicato una canzone ad una persona. Ti sbatte in faccia le cose che non arrivano. E tu rimani lì ad aspettarle, come se dovessero uscire da un momento all'altro da quell'universo che sembra agitarsi solo qualche metro davanti a te, oltre la nebbia, ma non si decidono ad uscirne fuori.
Ma, se la guardi bene, la nebbia ha anche un grande pregio. Certo, ti occlude le cose lontane, ma ti fa riscoprire le cose vicine. Ecco allora che, proprio mentre ti stai disperando per le cose che non arrivano, ti accorgi delle cose belle: della musica che porti dentro, degli amici che amano suonarla con te, delle persone che sfidano le avversità per poterti sostenere, dell'affetto dei parenti, delle esperienze che fai e delle cose belle che ti devono ancora capitare.
E alla fine, quando la nebbia si dirada, e rialzi la testa, queste cose ti appaiono più fulgide e splendide di prima. E ricominci con nuova forza, che punta ancora più lontano di quanto prima non potessi immaginare...

... e ora, la nebbia, si sta alzando.
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