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Saturday, January 15, 2005 - ore 22:57
Teorie astratte
(categoria: " Vita Quotidiana ")
La vita è troppo normale e monotona.
Spesso cerchiamo o ci mettiamo in situazioni problematiche per complicarcela o per uscire da quella routine che avvolge inspiegabilmente tutti i nostri giorni.
La normalità nella storia è sempre stata una situazione irrilevante, senza alcun senso. Le epoche storiche che si ricordano e si studiano ai nostri giorni infatti sono sempre state caratterizzate da tempi positivi, di progresso sociale ed innovazione culturale e da tempi negativi nei quali la decadenza e l’arretratezza economica spingevano il mondo in un inesorabile buco nero, fino a quando naturalmente avveniva qualcosa a cambiare la situazione e allora era l’inizio di una nuova epoca.
Giambattista Vico, filosofo e letterato del 17°secolo descriveva quest’andamento tramite un grafico, il quale era composto da parabole con la concavità verso l’alto (coefficiente del termine di secondo grado negativo) tutte affiancate l’una all’altra e progressivamente una più grande dell’altra in ordine crescente.
Questa particolare schematizzazione proponeva un’interpretazione generale della storia delle attività umane, infatti ogni parabola stava a rappresentare ogni epoca; ogni periodo storico era caratterizzato da una fase di crescita, da un apice massimo di sviluppo e da una triste decadenza che portava alla fine di una parabola e all’inizio di una nuova.
Nonostante questo c’è sempre un guadagno, analizzando attentamente il grafico di Vico si può notare che nel passaggio tra le varie epoche non si perde tutto, ma c’è sempre una parte di progresso che rimane: il guadagno dell’umanità.
Comunque ritorniamo a noi e ai nostri infelici problemi.
Se avete capito qualcosa di quello che ho scritto noterete che secondo questa teoria la situazione di normalità nella vita non esiste.
Eppure esiste eccome.
Molti periodi della nostra vita ci appaiono annebbiati, ottusi da una realtà offuscata dalla normale tranquillità, che incombente si riflette sulla nostra mente e ci suggerisce di cambiare, di fare qualsiasi cosa per variare quello stato insignificante.
Persone con questi problemi per ovviare alla desolazione della normalità che li affligge sono disposte persino a compiere atti di autolesionismo, pur di sentirsi vittime di se stessi e paradossalmente felici di quella situazione che potrebbe essere normale, ma che non provocherebbe in loro nessuna soddisfazione.
Coca Cola e aspirina
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