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Wednesday, January 19, 2005 - ore 14:10
Vuoto a forma di Lei
(categoria: " Vita Quotidiana ")
E dunque venne Aristofane, il commediografo, e disse:
...Quando dunque gli uomini primitivi furono così tagliati in due, ciascuna delle due parti desiderava ricongiungersi all'altra. Si abbracciavano, si stringevano l'un l'altra, desiderando null'altro che di formare un solo essere. [...]E così evidentemente sin da quei tempi lontani in noi uomini è innato il desiderio d'amore gli uni per gli altri, per riformare l'unità della nostra antica natura, facendo di due esseri uno solo: così potrà guarire la natura dell'uomo.e ancora...
Se, mentre sono insieme, Efesto si presentasse davanti a loro con i suoi strumenti di lavoro e chiedesse: "Che cosa volete l'uno dall'altro?", e se, vedendoli in imbarazzo, domandasse ancora: "Il vostro desiderio non è forse di essere una sola persona, tanto quanto è possibile, in modo da non essere costretti a separarvi né di giorno né di notte? Se questo è il vostro desiderio, io posso ben unirvi e fondervi in un solo essere, in modo che da due non siate che uno solo e viviate entrambi come una persona sola. Anche dopo la vostra morte, laggiù nell'Ade, voi non sarete più due, ma uno, e la morte sarà comune. Ecco: è questo che desiderate? è questo che può rendervi felici?" A queste parole nessuno di loro - noi lo sappiamo - dirà di no e nessuno mostrerà di volere qualcos'altro. (Platone)

"nessuno dirà di no..."
Tutti abbiamo (lo si vede in maniera evidente anche in questo sito), in maniera latente o spudorata, la pulsione della metà. Ognuno la gestisce a modo proprio. C'è chi cerca di nascondere il proprio bisogno nell'angolo più buio della propria mente, avendo paura di sembrare debole. C'è chi lo sbandiera orgogliosamente, facendone un vessillo di gloria tempestato dai racconti di milioni di dubbie imprese amorose, avendo. lo stesso, paura di sembrare debole.
Il fatto incontestabile è, anche se molti si affretteranno a negarlo, che tutti stanno cercando di riempire, in qualche maniera, quel vuoto o forma di metà che hanno dentro. E' un vuoto che si sente, che fa male. Per riempirlo usiamo le pezze che ci passa la vita: cotte momentanee, ricordi piacevoli, relazioni equivoche, grandi amori incompleti, sofferenza, autocommiserazione.
Tutti a mostrare le nostre pezze; quanto bene sia coperto il nostro vuoto. Ma tutti che sentono che ancora il vuoto, piccolo o grande, cè. Tutti a d aspettare il tampone perfetto. La metà perfetta.
E tutto nel disperato tentativo di non apparire, ai nostri simili, soli.
Ora...
... molti sentono costante il vuoto dentro di loro nella loro vita. Io no. Non sempre, almeno. Molti giorni lo sento poco, concentrato come sono sulla glorificazione di ogni giornata, nella felicità di una vita splendida sotto tutti gli aspetti.
Meno uno. Quell'unico aspetto che in mattine come queste salta fuori e mi divora da dentro. Quel vuoto che mi fa pensare che tutte le cose che ho desiderato ed ottenuto, tutte le incredibili cose che ho ricevuto e conquistato nella mia vita, non siano altro che uno splendido acquario vuoto; un libro bellissimo ma di cui non ho capito il senso; una bevanda dolcissima ma che non mi ha mai dissetato.
E allora penso...
...penso a quello che non ho avuto mai. Tutto quello che non ho avuto perchè mancava lei: ansia nell'aspettare telefonate, corse per arrivare da lei in anticipo, gite improvvisate, il piacere di organizzarle una sorpresa, il rendersi conto di essere così innamorati da fare scemenze colossali per lei...
...penso a questo e vedo che le pezze sono troppo poche per riempire quel vuoto. E aspetto sempre quel pezzo perfetto, quell'essere umano perfettamente formato che riuscirà a riempire senza scarti quell'enorme vuoto a forma di lei.
Ci sono giorni che l'aspetto fiducioso sulla soglia.
Giorni in cui mi convinco che non verrà mai.
E intanto aspetto.
Ma, mio Dio, ogni giorno che passa senza di Lei...
...quanta sofferenza.
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