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Thursday, January 20, 2005 - ore 15:45
venti di gloria
(categoria: " Vita Quotidiana ")

Il venti gennaio 1985 in un giorno di neve a Udine esordiva nel Milan il sedicenne Paolino, per tutti il figlio di Cesare Maldini.
Aveva le scarpe strette e si domandava se avrebbe potuto reggere la serie A, esordire gli sembrava una possibilità remota.
Sono passati venti lunghi anni, fatti di successi e qualche delusione e quel giovane ragazzo intimorito dalla massima categoria è diventato il Milan. Il capitano dei record, dei trionfi, del Milan che piace e diverte.
Dalle fotografie di famiglia, raccolte con cura dalla sorella Donatella, Paolo è entrato nei poster, nei cori della curva.
Un campione unico, sul campo e fuori, per tutti senza distinzione di colori e maglie.
Un gioiello di famiglia da esporre ancora per lungo tempo. Paolo ha entusiasmo, voglia di vincere e il campo gli regala emozioni.
Paolo Maldini non si pone limiti.
Il faccione di Paolo, occhi da capitano ed un’unica sintetica ma significativa frase: ‘ Gioiello di famiglia…’
Lo slogan si erge sulle pagine dei più importanti quotidiani italiani, un modo semplice, raffinato per festeggiare un campione, per celebrare i suoi vent’anni di Milan.
Il Milan, Milanello, la partita. Il lavoro gli piace, si allena tutti i giorni con la stessa voglia e la stessa passione di sempre. Sono cose semplici, Paolo Maldini è così entrato nella storia.
Non è facile raccontare venti lunghi anni di calcio, coglierne le emozioni più profonde, assaporarne gli odori e i sapori, ci stanno dentro tante vittorie, tante delusioni, tanti racconti, tante emozioni che arrivano dal campo.
E’ bello ricordare quel venti gennaio 1985, come fosse oggi.
Poalo con le scarpe strette e il cuore che gli batte addosso come una donna che si va a sposare.
Il Barone che si alza dalla panchina: ‘Preparati' dice Nils.
Paolino entra in campo, il Milan è sotto di un gol contro l’Udinese. Tutti a chiedersi ma è bravo il figlio di Cesare?
‘Più bravo di suo padre’ bofonchia Liddas.
Cesarone ferma la macchina, accende la radio, Enrico Ameri, forse si forse no, magari fanno ancora il nome di Paolo…
Venti lunghi anni sono passati. Dalla prima vittoria, quella che non si scorda mai, alla notte di Manchester, la più bella, quarant’anni dopo suo padre, Paolo che alza una Coppa dei Campioni da capitano, per giunta in terra inglese, come Cesarone.
Il Paolino che faceva le elementari nella scuola Leonardo e tirava calci al pallone meglio di tutti è diventato il Milan, il Capitano che batte tutto e tutti, che stende primati, frantuma record.
San Siro, quello che l’amico Billy chiama ‘Lo stadio dei sogni’, è diventato la sua casa.
Il piccolo Paolo è uscito dalle fotografie di famiglia ed è entrato nei poster, negli striscioni, nei cori della curva, nel cuore dei milanisti ma non solo.
Non si ricordano a memoria d’uomo slogan contro di lui, nemmeno dai più acerrimi nemici.
A volte la gente quasi si intimorisce a salutarlo, a chiedergli un autografo, Paolo Maldini ha un’aurea magica che lo circonda, infondo lui è un tipo socievole, ma questo si chiama rispetto, ammirazione per un campione unico, sul campo e non.
Non sa quanti anni ancora giocherà, gli stimoli non gli mancheranno mai, il piacere che gli da il campo è impagabile. Si dice abbia a disposizione un giorno di riposo in più di tutti, ma lui si presenta ugualmente a Milanello. Paolo Maldini non pone limiti, e poi l’amico Billy fino a quarant’anni proprio non gli va giù…
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