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Monday, January 24, 2005 - ore 14:35
Moog Island
(categoria: " Vita Quotidiana ")
LINKRAUL MONTANARI
Da Covers nelle galassie oggi come oggi
Morcheeba
Moog island
Non hai capito, non hai mai capito,
ora Ti spiego bene cosa voglio.
Voglio soltanto cose morbide, e atomi
rotondi che mi scivolano addosso,
carezze d’aria e raggi come lingue,
raggi di sole, e pioggia come baci,
un picchiettio di spilli, ma per gioco,
solletico gentile dappertutto.
Voglio fare un lavoro in cui non pensi,
forse il modello, sempre con il walkman,
la musica che fa rincretinire,
io stravaccato su una poltrona firmata,
tutto un figame intorno e poi pasticche
a profusione, se ne avrò bisogno,
quei cocktail, non lo so, patè e caviale,
palestra tutti i giorni, ma leggera,
pagato per andare ai vernissage.
Non voglio più sudare o solamente
se c’è al mio fianco una che mi piace,
si china su di me, mi lecca via
le gocce a occhi chiusi, e mi sorride
e mi accarezza coi capelli. Pelle d’oca.
Mangiare solo dolci e patatine.
E senza rabbia, senza sforzo, senza
rammarico, senza ricordi orribili,
senza le grida con cui questa notte
mi hanno svegliato, ancora, come sempre
con gli occhi spalancati dentro il buio,
contare le giornate senza angoscia,
senza paura d’invecchiare, insomma
senza un sacco di cose. Senza il nero,
il ruvido. La morte. Chiedo troppo, eh?
Io voglio innamorarmi tutti i giorni
più o meno, però per qualche alchimia
che affido a Te, riuscire a non tradire,
amare sempre tutte e solo una,
tutte le donne, tutte le ragazze
che stanno in una vita, ma fedele
soltanto a una, Ti ripeto, vedi
Tu quello che puoi fare, Ti è riuscita
La Trinità, l’Immacolata Concezione,
se Ti ci metti so che ce la fai
a regalarmi l’amore infinito,
questa fontana e rivoli d’amore,
questa cascata, amore che ricade
a pioggia, e si divide e si conserva
e ancora schizza verso l’alto e piove
sopra di me, e sopra tutti. Sì.
Mi devi dare un mondo che mi calzi addosso,
un mondo in cui sono tutti belli
e non ci sono “No”, magari “Forse”,
soltanto perchè il “Sì” sia più gustoso
e che anche la sconfitta abbia qualcosa
di affascinante, l’odio ti rallegri,
e la vendetta...ma solo per scherzo,
poi si riazzera tutto, e c’è qualcuno
che ride piano, ma chissà dov’è.
Un mondo senza il male, anzi siccome
toglierlo proprio è un po’ pericoloso
che il male stia nascosto in un colore,
in un rumore che si sente, a volte,
non troppo spesso, solo a certe ore,
però se dormi non lo senti affatto.
L’orgasmo duri almeno tre minuti,
facciamo quattro e dopo ti addormenti
per una settimana, e sogni solo
tuo padre, quando stava ancora bene,
e i fiori di Saturno, e un orologio
fatto di oceani, e case in cui smarrirsi,
e ancora senti ridere qualcuno
ma non lo vedi, e lingue sconosciute,
labirinti di luce, e animali
che non Ti so descrivere, fai Tu.
Visto che chiedi amore, e gratitudine
comincia Tu a volermi un po’ più bene,
fai finta che sei Dio, per una volta
e non un sogno troppo lungo, il figlio
della paura, di questo silenzio,
della mia voglia di ricominciare,
degli anni che verranno, del dolore
che vuol rispondere a tutte le domande,
perfino a quelle che non faccio a lui.
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