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Tuesday, January 25, 2005 - ore 21:16
Recensioni della settimana (un po' in ritardo)
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Disco: "What's the Story? Morning glory" Il "capolavoro" della band dei fratelli Gallangher, massima espressione della new wave del brit pop, ha forse il vero merito di incarnare appieno lo spirito della gioventù marchiata anni novanta. In realtà, l'album gode di alcune buone trovate, alcune ottime canzoni, e di un "packaging" di tutto rispetto. Ma nonostante questo, nonostante i "Wonderwall" e i "Don't look back in Anger", nonostante i milioni di copie vendute, gli Oasis non si riescono davvero a togliere di dosso l'impressione di essere una band fragile, passeggera, destinata, nonostante tutto, a non lasciare il segno.Voto: 7------------------------------------------------------
Libro: "Il giovane Holden (The Catcher in the Rye)" J.D. Salinger Libro manifesto di una genarazione e padre indiscusso del filone narrativo giovanil-memoristico, "The catcher in the Rye" è uno di quei libri che attraversano il cielo della letteratura come una fantastica cometa, illuminando la notte per un attimo e lasciando sgli spettatori la sensazione che tutto, nel misterioso ordine celeste, sia cambiato per sempre. Con la sua rivoluzionaria penna intrisa di rabbia giovanile, Salinger produce un mirabile lavoro di freschezza e sincerità. Un libro rivoluzionario, mai banale e sempre sorprendente, che non può che non colpire in pieno il cuore.Voto: 8 e 1/2------------------------------------------------------
Film: "Ararat" di A.EgoyanDovrebbe essere un film coraggioso sulla denuncia di uno dei più grandi crimini dimenticati della storia: il genocidio armeno ad opera dei turchi. Invece, proprio il coraggio manca a questo film. Seppure ben recitato (soprattutto dal giovane Alpay) e girato discretamente, non riesce ad imporsi con vera forza. Non riesce a convincere della vera gravità dello scempio storico di cui narra. Il tutto rimane in aura favolistica che poco si addice al tema. Potrebbe essere una cosa voluta dal regista, visto che la trama parla della storia di un film sul genocidio armeno e i contrasti di questa realtà con quella amricana/hollywoodiana, ma se queste erano le intenzioni del direttore di scena, questi avrebbe dovuto attuarle con maggior coraggio.Voto: 6/7
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Leonida, 23 anni
spritzino di Caldogno (Vi)
CHE FACCIO? Studente, aspirante giornalista, cantante
Sono sistemato
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