Codici di geometrie esistenziali...
(categoria: " Musica e Canzoni ")
Sono passati dieci anni da quando il "maestro" della canzone italiana ha concluso il suo contratto con la EMI, la casa discografica con cui ha inaugurato un nuovo corso più pop dopo i dischi sperimentali ed ostici degli anni Settanta (come Fetus e Pollution), spesso premiati dalla critica - ha ricevuto un premio Stockhausen con L’Egitto Prima Delle Sabbie - ma non dal grande pubblico. Lo scorso novembre è stata pubblicata
The Platinum Collection, composta da tre CD (stessa regola applicata per tutte le antologie uscite finora, dedicate a Nomadi, Mina, Pino Daniele, Branduardi, ma anche Frank Sinatra, Bryan Ferry, Charles Aznavour e i Queen) che racchiudono ben 53 canzoni incise tra il 1979 e il 1995. Certo, di raccolte ne sono uscite già parecchie, con o senza l’autorizzazione dell’artista (la Studio Collection, la discutibile doppia Live Collection, La Cura, Introspettiva, Le Stagioni Del Nostro Amore, fino al live Last Summer Dance). Ma questa merita indubbiamente la palma della più sensata ed interessante, specie per chi non è in possesso dell’intera produzione EMI di Battiato, che inizia con L’Era Del Cinghiale Bianco e termina con
L’ombrello e la macchina da cucire, primo episodio di una fruttuosa collaborazione con il filosofo Manlio Sgalambro. Il libretto, privo di testi, contiene alcune foto, un’introduzione di Giacomo Pellicciotti e la discografia (sono elencati tutti i musicisti che hanno collaborato).

Il primo compact disc è dedicato quasi interamente ai primi dischi dell’artista di Jonia noti al grande pubblico: quattro i brani da
L’era del cinghiale bianco (la celebre title-track, pubblicata al tempo anche su 45 giri, Strade dell’Est, Il re del mondo e Stranizza d’amuri, cantata in siciliano), con la partecipazione di Alberto Radius (Formula Tre) alla chitarra. Lo stesso spazio viene dato al successivo
Patriots (1980): Up Patriots To Arms, Prospettiva Nevski (che cita Eisenstein e Igor Stravinskij...) e Le Aquile erano già state incluse in altre antologie, è invece curiosa la presenza di
Venezia – Istanbul (si menziona l’amore di Socrate per i giovani allievi, ma c’è spazio anche per D’Annunzio e per un’invettiva nei confronti della morale cattolica e delle guerre contro i pagani).
La Voce Del Padrone è stato il primo LP italiano a vendere oltre un milione di copie, e le sette canzoni sono diventate ormai dei classici. Qui ce ne sono cinque (manca la versione originale di Sentimento nuevo, qui presente in spagnolo, ma anche Segnali di vita, brano lasciato fuori forse per salvare le vendite dell’album – bella furbata, complimenti!).
Voglio vederti danzare, riportata in auge nelle discoteche da una cover di Prezioso, e Radio Varsavia sono le due canzoni più note del successivo L’Arca Di Noè, LP decisamente affrettato e di minore impatto, sempre contenente solo sette canzoni.

La seconda parte del cofanetto è dedicata alle produzioni successive arrivando fino a
Fisiognomica. Non solo sono emersi artisti che lo riconoscono come un maestro, ma si è rivelato autore di successo per Milva, Alice e mentore della recentemente scomparsa Giuni Russo, scrivendo Un’estate al mare insieme a Giusto Pio. Eppure né
Orizzonti perduti né
Mondi lontanissimi (entrambi molto interessanti) hanno eguagliato il riscontro commerciale de La Voce del Padrone. Tra i classici contenuti meritano attenzione
La stagione dell’amore, Chan-son Egocentrique, No Time No Space, I Treni di Tozeur (di cui esiste anche una versione cantata con Alice), Un’altra vita, Mal D’Africa e L’Animale, ma vale la pena riscoprire gioielli minori come Via Lattea, Risveglio di primavera e Tramonto Occidentale. Temporary Road è l’unica canzone estratta dal fallimentare album in inglese intitolato Echoes of Sufi Dances. Anche il secondo disco si conclude con un brano in siciliano,
Veni l’autunnu.

Ad aprire il terzo CD è il capolavoro
E ti vengo a cercare (ripreso anche dai C.S.I. in Linea Gotica), da Fisiognomica insieme all’altrettanto splendida
Nomadi e a L’oceano di silenzio. Non mancano in scaletta i tre inediti del disco dal vivo Giubbe Rosse: Alexander Platz (resa famosa da Milva), il brano che dà il titolo all’album e
Lettera al governatore della Libia (duetto con Giuni Russo). Mesopotamia è qui presente in una versione in studio, cantata in spagnolo. Ignorate le opere Genesi, Gilgamesh e Messa Arcaica e la colonna sonora della serie TV Benvenuto Cellini: Una Vita Scellerata (si sarebbero inserite male nel contesto pop dei CD). C’è invece l’intero primo lato di Come un cammello in una grondaia (il secondo consiste in riletture di lieder classici); il brano più famoso è Povera Patria, ma sono Le Sacre Sinfonie Del Tempo e L’Ombra della Luce a lasciare il segno. Generosa anche la porzione di Caffè De La Paix qui contenuta, compresa l’affascinante
Lode all’Inviolato, stranamente esclusa dalla doppia Studio Collection (1996).

Esiste anche un DVD, Dal Cinghiale al Cammello, con i video realizzati nello stesso periodo di tempo. Ma questa Platinum Collection è un prodotto valido? Direi proprio di sì; la scelta dei brani è difficilmente migliorabile: forse c’è un po’ troppa enfasi sul non brillante L’Arca Di Noè; un ulteriore sforzo da parte della EMI avrebbe portato all’inclusione dei tre singoli di maggior successo incisi per la Universal (
La cura, Strani Giorni e Shock In My Town). Ma non è un grosso problema. La rimasterizzazione a cura di Alberto Cutolo è buona, priva di errori grossolani come invece è accaduto nelle Avventure di Battisti e Mogol (di cui avrò modo di parlare in futuro...), anche se è palese il ricorso a tecnologie di Noise Reduction. I testi non sono nel libretto, ma li trovate tranquillamente nel sito Web del cantautore. Purtroppo la EMI usa ancora protezioni Copy Control, questa raccolta non fa eccezione. La durata totale dell’antologia supera i 200 minuti, il prezzo è ottimo (€ 29.90, ma lo si trova a
22.90 da Media World); peccato solo che la Platinum sia stata immessa nel mercato quasi contemporaneamente al nuovo disco di inediti, Dieci Stratagemmi, ostacolandone in qualche modo le vendite.