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Monday, January 31, 2005 - ore 00:38 Evviva abbasso Cara me stessa, e scusa se ti chiamo “cara”, che so che ti dà fastidio. E scusa anche se parlo sgrammaticata, che parimenti ti irrita, ma sappi che non si può sempre essere alfieri dell' Accademia della crusca. Che poi la crusca è pure lassativa. Dicevo: cara me stessa, premetto che, in 30 anni, non ho ancora capito un cacchio di te. Detto per inciso, punto e a capo. Mi sfugge il mistero che ti porti dentro, che, nonostante le tue metamorfosi, fa sì che tu resti sempre uguale, sempre così…così ….beh, se è un mistero mica lo posso spiegare! Magari tutti sono lì a credere (bravi, corretti) che la vita sia un mezzo e solo tu hai capito che, in realtà, è un fine. Infatti, da quando sei venuta a sto mondo immondo, il tuo motto è :“O con me, o… con me!”. E fu così che partisti da sola, e pure in contromano. Ma forse (ed il sospetto mi pungola parecchio) era quello che volevi. Cioè: tanto ti sei affannata appresso al consorzio umano, piangendo “Vengo anch’io!” e poi ti sei autoespulsa con foglio di via. Ad un certo punto, quando hai saputo che il termine “compagnia” deriva dal latino “cum panis”, ossia condivisione del cibo, hai smesso anche di mangiare. Poi hai scoperto l' acqua calda, e te la sei bevuta (e tutt'ora lo fai). Ma quando ti accorgi che vai in una direzione diversa da quella che tu stesso vuoi, allora significa che al timone c'è qualcun altro, forse più vecchio di te, tanto più vecchio di te: il tuo Dna (Dannatissimo Nascosto Antenato), che ti ha bell’e programmato il sistema operativo in base al quale ti comporti. Sempre più elementi mi fanno ritenere che fosse un tizio solitario, uno che in guerra si è separato dagli altri (sto scemo!), e si è ritrovato a stringere le chiappe da solo nella notte (quando la verità sulle tue origini te la svela un enterologo: “Signorina, ma non si rende conto che in modo inconsapevole lei scarica la tensione nervosa contraendo le pareti anali?”). E con quel buio maledetto, non riesci neanche a capire se quello che ti arriva alle spalle è un nemico o un commilitone, e tu, intanto, gli spari, che non si sa mai…Peccato che nessuno riesca mai a capire che questo è un sistema che usi per distinguere gli amici veri, e così passerai alla Storia per una persona cattiva…e peccato che la tua strategia non ti sia servita per capire quando si trattava di un avversario travestito da alleato, e non ti abbia evitato delle sonore inchiappettate… Ma forse sei pure contenta, perchè la parte dell' offeso ti riesce benissimo.. “Me ne fotto, me ne fotto!”, esclami, in quelle mitiche scene mentre guidi la macchina, come Rocky IV che torna a casa dopo che Ivan Drago gli ammazzato l' amico Apollo Reeves e rivede mentalmente tutti i fotogrammi della propria vita (possibilmente, far partire in sottofondo “There’s no easy way out”: viene meglio). Ed invece poi non te ne fotti per niente ed inizia l' alacre attività della tua segheria mentale, con giornate intere passate a chiederti: perchè il resto del mondo non osserva il tuo stesso inflessibile codice d'onore militar-mafioso (“io non sgarro mai, pertanto, se tu sgarri, sei morto”) e perchè nessuno vede le cose come le vedi tu, o bianche o nere? E poi, come potrebbero capirti loro, se, esimia me stessa, non ti capisco neanche io! Ma tu, forse, non vai capita. Con quell' aria lì (che non ti si darebbe 5 centesimi…neanche in mutuo!), magari sei capace anche di sfidare il destino! Una fervente sostenitrice dello studio e del lavoro fino al martirio, una kamikaze del Dovere, una minorata ormonale ed integralista esaltatrice dell' ascetismo dai vizi dei comuni mortali (unica astemia su un sito chiamato “Spritz.it”…) che contemporaneamente è fanatica dell' heavy metal, prova simpatia per Andy Capp (anzichè per i supereroi) e, quando è in compagnia di bambini under 10, è indubbiamente più infantile di loro. Per non parlare dell' inquietante identità parallela (anzi, sghemba) di pagliaccio professionista che si sostituisce a te ogni qualvolta ti trovi di fronte al pubblico, pagante o meno. E non cantarmi “No, pagliaccio non son/ se il viso è pallido”, che lo so anch’io e li vedo i solchi che hanno scavato le tue lacrime. Mi è spiaciuto tanto (tanto!) non esserti stata di sostegno quando ti sei persa, ma nessuno (nessuno!) ti ha aiutato: come avrei potuto farlo io? Ed allora, pian piano, hai cominciato (anzi, stai cominciando!) a capire che il metodo migliore per camminare nell' oscurità è andare avanti alla cieca. Ancora mi fai una pena infinita quando ti “butti via” (nel secco non riciclabile): coraggio, sai che le lacrime lavano le ferite…anche se le cicatrici restano per sempre (E non c'è iniezione di cortisone che rimedi, cacchio, noi due lo sappiamo!!). A volte vorrei chiedere il divorzio, ma ogni tanto mi ritrovo a ringraziare il Padreterno per avermiti(-ci-vi-si) fatta incontrare. Una che va in giro con la scarpa slacciata. Una che ascolta gli Squallor, gli Slayer e gli Spandau Ballet. Una che non beve, non fuma, non mangia i dolci (e non……….). Una che parla con i cantanti morti. Una che ha una mamma pittrice. Una che crede che siano celati misteriosi messaggi ultraterreni dentro le targhe delle auto (???) e nei testi delle canzoni. Una che vive per poi scriverlo nel Blog. Una che canta e, soprattutto, balla mentre guida (….). Una che è sempre all' ultimo minuto, anzi, a quello dopo. Ma sì, chi se ne frega! Mettiti le stelle più brillarelle che c'hai, che stasera ti porto fuori!! LEGGI I COMMENTI (5) PERMALINK |
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