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![]() Bibbo, 30 anni spritzino di Padova CHE FACCIO? Collaudo lozioni per la caduta dei capelli Sono sistemato [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO Dante: Divina Commedia HO VISTO Tutto su mia madre STO ASCOLTANDO Jaaaazzzz e musica per ensemble di viole. ABBIGLIAMENTO del GIORNO Bho ORA VORREI TANTO... Dimagrire STO STUDIANDO... ABAP & SAP OGGI IL MIO UMORE E'... lumore è una cosa meravigliosa ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE 1) Inserire nel mio profilone una paranoia melensa e non riuscire più a eliminarla, così che tutti i tuoi amici ti prendano per il culo... 2) viaggi in auto con tua madre...per una volta rispetti i limiti...e lei urla di andare piano 3) Sentirsi completamente inutili, sentire che tutto quello che fai è inutile e ti porterà solo al nulla...e non avere nemmeno qualcuno a cui dirlo. 4) ammettere che non hai capito nulla... 5) E se alla mia morte venissi svegliato da qualcuno? Tutta questo sarebbestato solo un sogno.... 6) ..paura di restare uguale a ieri 7) Pentirti per essere stato zitto tutte quelle volte che invece avresti dovuto parlare. MERAVIGLIE 1) svegliarsi accanto alla persona che si ama 2) Sentire che per qualcuno tu conti davvero 3) Le castagne appena cotte.. un caminetto, una bella boccia di vino rosso e una persona speciale accanto.. 4) Essere felicemente sospreso da una persona che mai pensavi capace di un simile gesto. 5) Sentire le note che scorrono dentro di te come se attraversassero le tue vene ed iniziare a tremare dalla gioia provocata da una canzone |
Monday, September 15, 2003 - ore 15:38 Handicap (settembre 2003) Nessuno avrebbe potuto comprendere quello che lei sentiva in quei giorni. Per la grande stanza si librava come un battito continuo d'ali di farfalla e le pareti sembravano sparire per fare spazio ad alberi, fiori , profumi e suoni che aveva sempre desiderato conoscere, che aveva sempre desiderato assaporare in quello stato d'animo. Dall'altro capo c'era lui. Lui così diverso da tutti gli altri. Lui che sicuramente non sarebbe cambiato. Lui che la capiva, la consolava, l'ascoltava...in una parola:l'amava. Era da mesi che ormai si sentivano solo ed esclusivamente in quel modo così singolare. Non si erano mai visti ma, di questo ne era sicura, lui sarebbe stato diverso quando ne fosse venuto il momento. Si erano conosciuti per caso. Doveva mandare ad un'amica un messaggio di conferma per un'uscita serale e per sbaglio aveva digitato il nickname tutto in minuscolo; il sito non era fatto in modo intelligente e la lista utenti era sensibile alle maiuscole e alle minuscole. angel - guarda che devi aver sbagliato persona io e te non dobbiamo uscire stasera (purtroppo) Ucantseeme - Vuoi dire che tu non sei Monica? angel - no mi chiamo angelo e la tua amica deve avere il nick con la a maiuscola Ucantseeme - Scusami tanto...ma perchè purtroppo? angel - be contando che siamo nel 2001 è dal secolo scorso che non ho un appuntamento Ucantseeme - Forse non ci sai fare o sei un tipo timido? angel - il fatto è che io sono bello dentro e nessuno vuole guardarci! Ucantseeme - Ti capisco. angel - davvero?! [...] Cominciarono così a scriversi ogni giorno e, da cosa nasce cosa, si confidarono quello che nessuno dei due aveva mai osato. Così, come si sa, confidandosi le cose più intime, i cuori dei nostri due amici si aprirono e cominciarono ad abituarsi e desiderarsi l'un l'altro. angel - giovedì sarà il grande giorno Ucantseeme - Stai calmo. Pensa che sarà come fossi vicino a te. angel - ma sai che non è così Ucantseeme - Ne abbiamo già parlato. Non mi sembra il caso. angel - ti sentiresti in imbarazzo? Ucantseeme - Con tutti i tuoi amici e i tuoi parenti lì... e tu che mi vedi per la prima volta e mi devi presentare a mezzo mondo! angel - però quando torno dalle ferie.. Ucantseeme - Quello sarà davvero un grande giorno. Per la nostra amicizia almeno. angel - già Sapevano entrambi che l'amicizia di cui parlavano era qualcosa di ben più importante, ma entrambi avevano paura che, quando fosse calato il sipario, i soliti meccanismi di difesa avrebbero rovinato tutto. Non c'era nulla in quello che si erano detti che li denotasse fisicamente, che li facesse incarnare l'uno nella mente dell'altro, che li portasse giù giù verso i meandri della corporalità, dell'attrazione fisica, del desiderio animale. Lei aveva capito che non aveva a che fare con un adone, decisamente no. Già il fatto che fosse un ingegnere non deponeva a suo favore: lo immaginava vestito con camicie a quadrettoni e jeans slavati e larghi, il tutto ovviamente abbinato ad un paio di belle scarpone da basket bianco calzettonate e un marsupio stile survivor dove riporre un'intera officina di attrezzi. Rideva al solo pensiero ma, quando si spingeva più in là coi sogni, sentiva come un senso di protezione e di pace, come non aveva mai potuto sentire da troppo tempo. Lui aveva capito che Barbara aveva un problema con l'accettazione di sè. E' vero, non avevano mai parlato del loro aspetto fisico, però lei quando parlava degli altri, uomini o donne che fossero, sprecava elogi ed apprezzamenti e lasciava trapelare quasi un senso di inadeguatezza, di non appartenenza a quel mondo di normali. Intendiamoci: nessuno dei due poteva essere un mostro. Entrambi avevano avuto una storia fissa per alcuni anni e... va da sè che dovevano rientrare nei canoni della più ampia normalità, perlomeno... [...] - Così quando torni hai già un appuntamento al buio... vecchio porco ne sai una più del diavolo! - Non stare a rompere. Sai che è solo la tipa con cui chatto da quattro mesi. - Se fosse "solo la tipa con cui chatto da quattro mesi" non ne parleresti così spesso. E Barbara di qua, e Barbara di là. E questo lo racconto a Barbara quando torno, e chissà se a Barbara sarebbe piaciuto e bla bla bla... - Va bene basta. Stop. Chiuso. Mi sono rotto le palle di questa storia...il fatto è che sono emozionato. Vorrei vedere te. Quattro mesi! - Magari è un rutto da chilo e appena la vedi sei lì a pensare come scaricarla. -Bè anche se è un rutto potrebbe essere una gran porca, vero Angelino, non è tua la teoria che più cessi sono più lo fanno meglio. Com'è che dici...come se... - ...non ci fosse un domani! Ti ho detto mille volte di non chiamarmi Angelino, cazzo! - Appunto! Come se non ci fosse un domani! - E se fossi io a non piacerle? in fondo... -... sei una schifezza! Effettivamente hai ragione! eh eh - Vaffanculo! - No dai calmi. Per me comunque la peggior roba è se è una gran strafiga, che ti si fila di brutto...ma che è una suora della madonna. - Questa è cattiveria! - Sai quante... - Basta adesso! Lo stiamo torturando. Deve concentrarsi, sabato sera il nostro uomo deve castigare! - Pucciare il biscotto! - Farsi sotto! - Volete smetterla!... [...] angel - bè le vacanze sono andate bene. Ucantseeme - E coi tuoi amici come è andata poi? angel - con quei due cazzoni lì si sta bene, anche se a volte sono pesanti Ucantseeme - Perché? angel - sempre a parlare di calcio e di ragazze...sai com'è! Ucantseeme - mica tutti leggono classici mentre vanno al cesso! Lo sai Angelino. angel - non è questo. Ucantseeme - Cos'è allora? angel - ...domani sera, allora, ...sì? Ucantseeme - Va bene, ...davanti al Piter Pan, alle otto. angel - sarò puntuale Ucantseeme - Lo sarò anch'io. [...] Quella notte il sonno fu impossibile. Tutto lo era. Chissà se dopo...? L'odore dei libri, i neon della biblioteca, le scritte sui muri e il ticchettio dei tasti , insomma tutto il mondo ordinario e freddo che la circondava sarebbe rimasto quel paradiso straordinario che la aveva avvolta e coccolata in quei mesi? Ci sono cose che non ci è dato sapere in anticipo. Cose che per essere scoperte devono solo essere vissute, con tutti i rischi che la vita comporta. Lo sapevano entrambi. La paura sarebbe stata padrona, e non solo lei... Il viavai davanti al bar era notevole. Angelo si era già mangiato tutte le dieci unghie a portata di mano e si stava scarnificando le dita. Si guardava in giro guardingo, come un cacciatore di frodo. Voleva avere il vantaggio del primo avvistamento. Voleva avere qualche decimo di secondo in più per... non si sa mai. Il suo polso ruotava continuamente. Setteequaranta, Setteequarantacinque, Setteequarantanove, Ottomenodieci...alle otto e due minuti, un secolo dopo, passò! Doveva essere lei! In una frazione di secondo si sentì alleggerito di una tonnellata. Era un bel tipo, tonica, non tanto alta, ben messa nei punti giusti... "Scusa...Barbara?", "Come?"... Non fece in tempo a vederla allontanarsi stupita che una voce gli arrivò da dietro come da un altro mondo:"Non pensavo che il giallo canarino andasse tanto di moda... sono qua Angelo!". Il suo collo ruotò anticipando di una frazione di secondo tutto il resto del corpo e per un attimo gli occhi gli si sbarrarono e lo pietrificarono in quella posizione. Silenzio eterno... "Ebbene, eccomi qui..." Il volto di lui cambiò impercettibilmente. "Ciao"... Entrarono dentro e si sedettero. Gli occhi di tutti cominciarono a posarsi su di loro. Su quella strana coppia. Lui vestito come per un matrimonio di paese e lei...bè... lei qualsiasi cosa si fosse messa in testa di indossare, fosse anche un tubino giallo canarino... L'aria si poteva tagliare a fette. Le frasi che Angelo cominciò a tirar fuori diventavano sempre più affettate, artefatte, calcolate. Lei capì. Il suo volto mutò. Gli occhi di tutti erano puntati su di loro. Nessuno riusciva a racimolare un pò di pudore e a rimanere impassibile. Il ritorno alla tragica realtà fu così amaro che a stento tratteneva le lacrime. Angelo era cambiato in una frazione di secondo. Era diventato come tutti gli altri. Alcune persone uscirono dal locale apparentemente senza motivo, come per liberarsi di un peso. Quando ci si trova davanti qualcosa che esprime assolutamente ciò che è stata chiamata a ricordarci, il suo valore di verità e l'impotenza che ne consegue diventano insostenibili. Barbara era la prova vivente che non siamo niente altro che Forma, inesorabilmente suoi schiavi. Se lei era così un Dio doveva esistere e doveva essere sicuramente un essere superiore e spietato. Lui non fu capace di ricordare i mesi passati ad esplorarsi vicendevolmente nell'anima. Non riuscì a credere di poter ergersi sopra la massa e di essere capace di contare qualcosa per quella persona più di chiunque altro. E lei capì. Capì che avrebbe distrutto anche lui, che non sarebbe stato in grado di sostenerne il peso. Che si sarebbe dovuto violentare per comportarsi in modo normale vivendo una vita normale. Pianse, dentro. Dopo l'ultimo saluto e i propositi di rivedersi si allontanò a passo spedito, col capo leggermente piegato verso il suolo, lasciando Angelo in uno stato di inatteso sollievo. Tra le lacrime che stavano quasi per sgorgarle dagli occhi poteva quasi sentire le voci di chi nella vita era stato forse più fortunato. -Hai visto?... -...darei la vita per essere come lei! ---------------------------------------ogni riferimento a fatti e persone realmente esistenti è puramente casuale COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK |
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