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lunedì 7 febbraio 2005 - ore 12:31
Rennes le Chateau
(categoria: " Riflessioni ")
«Questo è un luogo terribile»: è scritto così, in latino, sul portale di questa chiesa piccola e famosissima.

"Nel 1885 un giovane sacerdote viene destinato alla minuscola parrocchia di Rennes Le Chateau. Il curato, che si chiama François Berengere Sauniere ha pochissimi soldi a disposizione e una chiesa che cade letteralmente a pezzi. Con fatica riesce a dare il via ai lavori di restauro, durante i quali, spostando l’altare della Chiesa, trova alcune antiche pergamene. Sauniére porta questi documenti dal suo vescovo, nella vicina Carcassonne, e da questi viene autorizzato ad andare a Parigi, probabilmente per far consultare le pergamene a qualche sacerdote del seminario di Saint Sulpice.
A Parigi Sauniere fa anche altre cose: visita musei e circoli esoterici e diventa intimo della più celebre cantante lirica dell’epoca, Emma Calvé, appassionata di occultismo.
Tra bella vita ed esoterismo, Berengere si dedica anche all’arte e passa molte ore al Louvre, e precisamente nelle sale dove sono conservati i quadri di un grande pittore manierista del Seicento: Nicolas Poussin.
Rientrato a Rennes le Chateau, Saunière improvvisamente rivela una disponibilità economica impressionante. Senza badare a spese ristruttura la Chiesa – dedicata alla Maddalena – si fa costruire una casa con un ampio giardino e una torre-biblioteca.
Anche il suo tenore di vita cambia: si concede qualche lusso, fa dei viaggi e, soprattutto, inizia a ricevere visite misteriose e importanti. E nonostante la comprensibile curiosità di compaesani e delle autorità ecclesiastiche, non fornisce alcuna giustificazione del suo arricchimento.
Si sparge la voce che Sauniere abbia trovato un tesoro, magari sotto una di quelle tombe del cimitero dietro la chiesa che di notte scava e poi distrugge. Inspiegabilmente.
Sauniere muore nel gennaio 1917 portando con se i propri segreti. Accanto a lui la tomba della sua perpetua, Marie Denardau, l’unica a conoscere forse i segreti del sacerdote ma anche lei muta fino alla morte, avvenuta negli anni Cinquanta. Solo una volta, si lasciò scappare che «La gente che vive qui cammina sull’oro e non lo sa».
Cosa era arrivato a sapere Sauniere? Che tipo di tesoro aveva trovato?
Prima Ipotesi: C’è chi pensa al ritrovamento di un tesoro in senso classico: oro, gioielli, pietre preziose, denaro… E in questo caso si tratterebbe di valori creati in età molto lontane, anche tra loro… Perché il tesoro di Rennes le Chateau è diverso da tutti gli altri? Un po’ perché è il più antico e un po’ perché si tratta di un tesoro composto da tanti tesori che formatisi nel corso della Storia hanno, per una ragione o per l’altra, sempre finito per capitare da queste parti. Quella che fa capo a questo paesino è una straordinaria saga che parte dall’antico tesoro del Tempio di Salomone a Gerusalemme, passa per antichi romani e visigoti, transita per i catari, gli eretici sterminati non lontano da qui, a Montsegur, nel 1244 e arriva ai Cavalieri Templari.
Seconda Ipotesi: il tesoro di Sauniére non era un vero e proprio tesoro ma una serie di documenti in grado di confermare una leggenda antica, ambientata – tanto per cambiare – proprio in questi luoghi. Secondo questa leggenda, Gesù non morì sulla croce ma, salvato dai suoi, poté lasciare la Palestina e raggiungere il sud della Francia. Con lui, nel piccolo gruppo di ebrei cristiani fuggiaschi, ci sarebbe stata anche Maria Maddalena, la prostituta che, secondo la Bibbia, Gesù aveva convertito. Un’altra versione della leggenda vuole che invece da queste parti sia arrivata solo la Maddalena con pochi altri ebrei. Ad ogni modo, nella terra dove si dice che secoli prima si fossero rifugiati alcuni seguaci di Gesù, il Tesoro del Tempio di Gerusalemme trovò la sua nuova collocazione. Da quella piccola comunità di ebrei fuggiti dalla Palestina si sarebbe sviluppata la discendenza che avrebbe dato vita alla prima dinastia di re francesi, i Merovingi. La ricchezza di Berengere sarebbe quindi derivata dalla “vendita” di documenti relativi a questa storia o comunque ad un sapere arcaico ed esoterico.
Terza ipotesi: E’ quella più prosaica ed è relativa al fatto che François Berengere Sauniere fosse dedito ad un traffico di donazioni e messe che, per la verità, non si capisce come possa spiegare il gran movimento di personaggi e denaro che attorniò il sacerdote per tutta la seconda parte della sua vita.
Una cosa è certa: nel giro di pochi anni, da anonimo curato di campagna Berengere Sauniere divenne un uomo ricco e importante. Ricco perché spese a piene mani, facendosi costruire una casa lussuosa, il giardino, il Belvedere e la torre di Magdala per la biblioteca. Acquistò terre e fece beneficenza. Ma fece costruire anche una strada per raggiungere Rennes Le Chateau. Un’opera che possiamo mettere in relazione sia col fatto che sicuramente Sauniere volle condividere con i suoi conpaesani parte della sua fortuna sia però per rendere più agevole il viaggio ai Vip che lo raggiungevano. C’era Emma Calvè, la cantante lirica più celebre dell’epoca, una specie di Maria Callas, c’era il segretario di Stato francese per la Cultura, nobili e finanzieri. Ma il più sorprendente è forse l’arciduca Giovanni d’Asburgo, fratello dell’Imperatore d’Austria Francesco Giuseppe che versò a Sauniere somme ingenti.
È probabile che parte del segreto di Sauniere sia custodito dai tanti simboli contenuti nella chiesa restaurata e dedicata a Maria Maddalena. Ecco i principali:
1) sul portone d’entrata c’è una scritta in latino che dice “Questo è un luogo terribile”
2) l’acquasantiera è retta da un demone la cui figura è tratta da un libro della biblioteca di Sauniere. In quel libro il demone viene chiamato “Asmodèo”: nella mitologia ebraica era questo il nome del re dei demoni e il guardiano del tesoro di Salomone
3) In un mosaico sopra l’altare è raffigurata l’Ultima Cena con una donna, ai piedi del Cristo, con una coppa in mano. Un accoppiamento quello tra Ultima Cena e Maria Maddalena che non trova riscontro nel racconto della Bibbia
4) In un grande affresco murario si vede una borsa semi aperta da cui si intravede il luccichio dell’oro; inoltre le iniziali dei nomi dei santi raffigurati dalle statue collocate nella Chiesa formerebbero il nome di GRAAL.
5) Alcune caratteristiche della Chiesa richiamano il testo di una delle pergamene ritrovate."
Mi piaceva l'idea di inserire nel blog un sunto di alcuni articoli da me trovati su questo, uno dei misteri forse meno noti ma sicuramente intriganti che possono fornire qualche spunto di riflessione.
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