
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
CHE FACCIO? arranco
Sono sistemato
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Tuesday, February 08, 2005 - ore 13:54
Carnevalismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Se ce la faccio stasera vado a una festa in maschera dopo tanto, tanto tempo. Penso di non essere più andata a una festa in maschera da quando andavo all'asilo, e il martedì grasso si arrivava tutti camuffati e sporchi di zucchero a velo – le frittelle a colazione sono una delle gioie del carnevale. Mia mamma mi diceva che ero vestita da Colombina e cercava di convincermene dicendo che ero in coppia con mio fratello che era Arlecchino, ma appena lei girava l’angolo io dicevo a tutti che ero una
Principessa che, sinceramente, faceva più figo. Mi ricordo che c’era una bambina più popolare delle altre all’asilo, si chiamava Alice ed era bionda e con gli occhi azzurri, e per questo piaceva a tutti i bambini perché noi (quelle normali) avevamo occhi e capelli scuri e lei si distingueva dalla massa. Io avevo solo il mio sempre fedele Simone, che aveva anche fatto la recita con me e mentre lui cantava
Me compare Giacometto io cantavo
Me comare Pasquaina: eravamo tipo Minghi-Mietta, tipo Baldi-Alotta, ma avevamo 5 anni ed eravamo vestiti da Zorro e Colombina [o Principessa che dir si voglia].
Ma per dire, questa Alice invidiava il mio vestito perché sua madre l’aveva vestita da zingara e non aveva niente di rosa, mentre il mio vestito ne aveva tantissimo. Mi ricordo che all’asilo quando le altre bambine mi chiedevano il mio colore preferito dovevo dire
rosa, perché la volta che avevo detto giallo non mi volevano più con loro. Dicevano che le femmine
dovevano dire rosa e i maschi quello che volevano tranne rosa.
Il mio colore preferito era il giallo. Invece adesso è il rosa. Ma solo perché non mi obbliga nessuno.
Credo che i miei anni all’asilo siano da approfondire. Su un lettino da psicanalista, ma uno davvero bravo. Sinceramente non sono molto pronta per stasera, perché non sono convinta del mio costume – nonostante alle prove fosse davvero galattico. La settimana scorsa a Bologna ho comprato un vestitino carino da Zara, e volevo usarlo per la mia maschera carnevalesca, ma non sono abituata a mettere minigonne. Io quel vestitino l’ho preso da mettere come maglia lunga da portare con la cintura per coprire il culo, e sinceramente metterlo da solo mi crea un po’ di imbarazzo, perché le mie gambe non sono esattamente quello che ci si aspetterebbe da una Trilly di un metro e 68. È il mio sogno da sempre di essere
Trilly a carnevale, di fare la fatina dell’Isola Che non C’è, io e la mia ossessione per Peter Pan. Potrei fare la furba e vestirmi come la Trilly di Hook che era niente popò di meno che la Julia Roberts, perché la cosa straordinaria è che nella scena del bacio aveva un vestito lungo e largo – e rosa.
Che truffa sarebbe, però. Trilly da che mondo e mondo ha un vestito piccolo e ridotto. E io vorrei essere per lo meno una Trilly simile all’originale, quella che piace a me.
Con 60 chili in più.

Devo decidere se voglio ascoltare i miei sogni o la mia dignità
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