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![]() ZIETTA, ** anni spritzina di PADOVA CHE FACCIO? sono un prodotto di nicchia Sono sistemato [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ]
STO LEGGENDO SONO MEDIAMENTE METEOROPATICA E CICLOTIMICA!!! HO VISTO STO ASCOLTANDO ![]() DI DONNA ...Le infuocate carezze l’invidiabile savoir faire dolce intenso e brutale ah! Quanta nobile poesia padre, amante, padrone nel tuo conto corrente ah! In salute ed in malattia finché morti non ci separi Vorticosa passione o mia belva insaziabile nel tuo caldo e accogliente harem In salute ed in malattia finché morte non ci separi Fai di me la tua geisha fai di me la tua umile serva... CARMEN CONSOLI CONFUSA E FELICE Sai benissimo che una goccia inonda il cielo È così piccolo il mondo che ci osserva Sai benissimo che non chiedo tanto adesso È così limpido il mare che ci ascolta che ci addormenta Rit. Vorrei tentare Vorrei offrirti le mie mani Vorrei tentare Vorrei difendere questo momento E penso di sentirmi confusa e felice E penso di sentirmi… Sai benissimo che sto tremando e non c’è freddo e sono vittima di questa gioia immensa Sai benissimo che nulla può scalfirci adesso È così fragile il mondo che ci aspetta, che ci spaventa.... CARMEN CONSOLI ABBIGLIAMENTO del GIORNO ![]() ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO...
PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE 1) CARPE DIEM! 2) la libertà sempre e comunque |
Wednesday, February 09, 2005 - ore 11:28 AMOUR IN TRANCE A Parigi per incontrare di persona il tizio che scrive "Amour" su tutta la città e raccontarlo sulla versione di carta di questo giornale non posso non mettere qui la storia di mio prozio, Ettore Martelli e di sua moglie Odette, anche se è un vecchio racconto che all'epoca chiamai "L'ultima magia". "Quando Odette me lo raccontò era nella cucina della sua casa di Parigi e condiva l'insalata piangendoci sopra. Odette aveva perduto Ettore, che lei chiamava Hector. Lui era il mio prozio, scappato dall'Italia negli anni del fascismo. Era fuggito in Normandia, dove aveva conosciuto Odette, che gli arrivava all'altezza del cuore, e lui non era un colosso. Si erano sposati quasi subito e trasferiti a Parigi. Quel che importa qui ricordare è che Ettore, da giovane, aveva imparato a ipnotizzare. Con un corso per corrispondenza, dieci dispense arrivate per posta a Castelguelfo. Divenne il terrore del paese: spedì il macellaio a fare pipì dal campanile, indusse la fioraia a spogliarsi in piazza, fece confessare al sacrestano la sua relazione con la vedova Costa. Cominciò a esibirsi nelle fiere locali. Poi scappò in Francia per salvarsi la vita e dividerla con Odette. Non ipnotizzò più, fino al giorno in cui morì. Hector era nel letto d'ospedale, ormai alla fine. Lei gli era accanto, disperata. Lo guardava andarsene e non riusciva a farsene una ragione. Lui lo capì e con un soffio di voce disse: "Ora conterò fino a tre e quando dirò tre tu chiuderai gli occhi e ti ritroverai in un posto dove sei stata felice. Ti sveglierai soltanto quando non sentirai più il mio battito" Lei avrebbe voluto opporsi, (UNO!) urlare che no, voleva restare con lui fino alla fine (DUE!) ma lo sguardo di quell'uomo morente era più forte del suo, più dello spazio e del tempo e la stava già spedendo lontano da lì. (TRE!) Lontano, sulla costa di Normandia, in un pomeriggio ventoso del '37, il torace di lui a farle da scudo, la sua voce che, per la prima volta, le diceva: "Tu mi arrivi al cuore". Quando si svegliò, il cuore di lui era una linea retta. Lui se n'era andato e lei tornava da un posto dove era stata felice e non avrebbe mai voluto farlo. (G.R.) COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK |
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