
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
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I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Wednesday, February 09, 2005 - ore 11:59
io non mi ammalo mai
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ci sono due tipi di persone. Quelli che si ammalano sempre e quelli che non si ammalano mai. Il problema di quelli che si ammalano sempre è che una settimana si e una no sono a casa col mal di testa, si imbottiscono di medicinali già a fine estate perché
prevenire è meglio che curare, prendono un po’ di freddo e il giorno dopo sono a letto con il mal di schiena e un termometro in bocca, e quando cambia il tempo vegetano sul divano davanti alla tv con dolori in ogni parte del corpo e quattro strati di coperte. Il problema di quelli che non si ammalano mai è che prima o poi capita anche a loro, e li è una botta, perché uno che non se lo aspetta, quando sta male, soffre le pene dell’inferno.
Avrei esempi a bizzeffe, ma prendo come campione la mia famiglia, che presenta tutti gli stereotipi di malato, ipocondriaco e paranoico riscontrabili sulla superficie terrestre.
Il signor Tiziano si ammala poco, e quando succede rovescia i bioritmi della nostra abitazione per stargli dietro e ascoltarlo nelle sue sfuriate contro gli acciacchi del tempo.
Mio fratello Marco quando sta male prende una qualsiasi medicina dalla scatola in credenza e si imbottisce come un arrosto ripieno.
Il fratellino Anni ha scoperto che per non mangiare quello che non gli piace basta dire di avere mal di testa o mal di pancia, e si inventa dolori lancinanti sempre il giorno del
minestrone.
Mia nonna si inventa tumori, lesioni al cervello, leucemie, cardiopatie, forse anche lebbra e tubercolosi x attirare la nostra attenzione gridando alla catastrofe e profetizzando la sua prossima fine (
ma state tranquilli vado in cielo da Gesù che mi ama), solo che appena sta leggermente male dobbiamo tutti correre da lei e curarla come una bambina.
Credo però che i casi più significativi siano i due che non ho ancora citato. La
mamma Gianna passa generalmente la domenica sera collassata in salotto, perché la mattina va alla partita di Anni e prende freddo – il che significa male inaccettabile che corre su tutte le ossa del suo metro e 56. Se il percorso in macchina fino allo stadio dura più di 2 ore state certi che oltre a una terribile emicrania, ai dolori alle ossa per il freddo, ai piedi congelati e alla schiena a pezzi, la mamma Gianna vi si presenterà con occhi piccoli come capocchie di spilli, arrossati e supplicanti, e lascerà qualsiasi conversazione in sospeso per risposare le stanche membra – mezzo grado di febbre la costringe allo stop totale di circolazione per almeno 24 ore. Se per caso va a fare la spesa la mattina in bicicletta apriti cielo, (le ho detto mille volte che non ha il fisico ma sembra non volermi dare ascolto) perché tornerà a casa con l’espressione di un’esule polacca bardata di ogni tipo esistente di lana e almeno 15 esemplari di fibre tessili avvolti intorno al collo. E comunque i dolori, gli occhi piccoli e il naso gocciolante ci saranno lo stesso, e molto più crudelmente.
Poi dall’altro lato ci sono io, che lavoravo in maniche corte da ottobre a febbraio (una sera ricordo di aver lavorato con 38.5 di febbre..
stoica), che non metto guanti né berretti a meno che non ci siano gli orsi polari che sciano davanti al mio portone, che non metto calzini di lana se non in montagna, che soffro il freddo ma come un comune essere umano a cui bastano un bel maglione e una sciarpa per sopravvivere a un gennaio o a un dicembre. Sono classica, diciamo, con raffreddori e tosse dovuti più a distrazione che a debolezza fisica. E lo dico pure, mi porto sfiga da sola:
io no mi ammalo mai!! Così quando prendo qualcosa, quella maledetta volta ogni 2 anni che mi ammalo davvero, quella volta che la febbre sale sul serio, il naso si chiude totalmente e la gola diventa una colonna dorica, allora li è proprio dura.
Inizio a supplicare, a volte parlo con Dio e gli chiedo di mettere fine alla mia sofferenza. Poi mi rendo conto di essere solamente ridicola e mi calmo, rifiuto qualsiasi medicina e cado nel silenzio più totale. Il riposo è la cura migliore.
Spero non sia questa la volta all’anno. Ieri ero davvero capottata, ma oggi reagisco e non mi spezzo, semmai mi piego giusto un po’, giusto perché sono malata. L'ho ammesso, è già mezza guarigione.
Non ho voglia di ammalarmi oggi, uffa.
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