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Thursday, February 10, 2005 - ore 23:06


Padri e figli
(categoria: " Poesia ")


In un racconto di Guareschi (quello di don Camillo e Peppone, per intenderci), si raccontava la storia di un padre e di un figlio.
Il padre era un tipo duro e senza cuore, proprietario terriero che si era fatto da solo. I primi due figli li mise sotto a lavorare. Il terzo, il più intelligente e sensibile, fu "sottratto" al padre dalla madre, che lo aveva fatto studiare.
Al ritorno dal servizio militare, il figlio "ruppe" violentemente col padre ed andò ad abitare in città.
Qualche contatto con la madre. Poi, dopo che questa se ne fu andata, più nulla.
Il vecchio continuò a tirare avanti l'azienda agricola, fino alla fatidica notte in cui si sentì male, si alzò dal letto, mise il vestito della domenica e si ridistese per l'ultima volta, self-made-man fino alle estreme conseguenze.
Al funerale il figlio giovane rivide i fratelli maggiori dopo tanti anni e venne a sapere le ultime volontà del padre.
Scoprì che ai due figli più grandi erano andate le fette più grosse.
Ma la prima azienda agricola, quella cui teneva di più, dove c'era la sua casa, il vecchio l'aveva destinata al figlio minore.
Figlio del quale aveva conservato tutte le pagelle scolastiche, tutte le foto di quando era stato ufficiale, tutti i ritagli di giornale in cui di lui, che si era fatto un nome in città, si parlava, rubati dal "cassetto dei tesori" di sua moglie.
Maledicendo il padre, il figlio si tolse la giacca, scese nell'aia e, afferrata per i manici una carriola, la spinse dentro la stalla. C'erano le vacche da governare.
Tanto fanno i cromosomi, e il cuore.

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