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Saturday, February 19, 2005 - ore 00:48
Il senso della vita
(categoria: " Riflessioni ")
Azz ragazzi non mi ero reso conto di quanto tempo avessi da perdere quella sera, comunque se avete voglia di farvi un trip accomodatevi pure

:
"La vita secondo me è l'opportunità di realizzare un sogno.Se guardiamo bene, che cos'ha un uomo nella vita?Tempo, solo quello.Con quello che ci fa?Forse è questa la domanda principale:il senso del tempo che ci viene concesso, tanto o poco che sia.Che cosa ci devo fare?La prima ipotesi è: nulla, sei qui per caso, ti viene prestata la vita e tu sei liberissimo di rifiutarla, che tu lo faccia o no, non importa, la vita e il tempo che hai sono inutili.Per quanto tu possa realizzare, alla Fine ti ritrovi al punto di partenza, con magari una discendenza che hai messo nelle tue stesse condizioni.La seconda ipotesi è: segui la tua religione/filosofia(esempio: taoismo) ed avvicinati al confine tra umanità e santità.Può essere una scelta plausibile, anche se non c'è la certezza della sua validità in quanto risultato: nel caso di errore, ci si ritroverebbe, alla Fine, nelle stesse condizioni dell'ipotesi uno.Ipotesi tre: vivila come vuoi.Nulla da dire sulle basi di questo modo di vedere, d'altra parte ho del tempo e nessuno mi impone delle regole, se non quella di avere a disposizione una sola vita: persa quella, game over.
All'interno dell'ipotesi tre, distinguerei vari casi:
1. vita sregolata; non mi impongo regole, soddisfo i miei bisogni e faccio quello che mi aggrada di più in un dato momento.
2. perseguimento della felicità; a volte la sregolatezza conduce anche a sofferenza, chi mangia troppo viene colpito da varie malattie e/o malesseri, chi si droga va incontro a rischi seri, ecc.Qualcuno potrebbe decidere, così, di darsi delle regole, morali o comportamentali, in modo da evitare alti e bassi derivanti dalla sregolatezza e preferire uno stile di vita più moderato, senza tuttavia raggiungere livelli da 'asceta'.Alla Fine, chi ha perseguito la felicità potrà dire di aver vissuto giorno per giorno, cercando la quiete nelle piccole cose.
3. realizzazione di un sogno; c'è chi sente molto forte in se il desiderio di realizzare qualcosa, un sogno, un'utopia, qualcosa.Vota la sua vita al raggiungimento di questo scopo, spesso soffrendo, come chi decide di diventare un campione olimpionico.Nel caso di successo, probabilmente alla Fine si sentirà realizzato, a meno che non abbia un sussulto e si trovi a considerare il suo sogno come meno importante di qualcos'altro: tragica situazione.
Tra tutte queste possibilità, ce ne potrebbe essere una più logica di altre da accettare?
Il primo caso, la vita sregolata, può trovare una critica nel secondo: a meno che non la si pensi in termini masochisti, chi vuole vivere lo può fare solo preservando il proprio corpo da eventi che ridurrebbero il tempo a propria disposizione: se non fosse così, si ricadrebbe nell'ipotesi uno, dove non si da valore al tempo che si ha.Nel secondo caso, però, vivere un giorno o un secolo non farebbe differenza: perseguire un proprio sogno richiede spesso sacrificio e questo comporta sofferenza, cosa che chi ricerca la quiete(= felicità, nel senso di beatitudine)non accetterebbe mai: neanche la seconda ipotesi quindi da valore al tempo, senza contare poi che questa cosiddetta felicità non è altro che assenza di patimento, non essendoci motivo di gioire se non la mancanza di una sofferenza."
(Continuerò in seguito, penso)
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