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Saturday, February 19, 2005 - ore 14:05 Vizi Domenica 30 gennaio A seguito del televoto indetto (quando? Dove?) in merito a questo Blob, è emerso che gli spettatori hanno deciso all' umanità (cioè a maggioranza…che è dura da calcolare su 2 lettori!) una virata verso l' area “pubblica-utilità”. E così, per la puntata di domenica 30 gennaio (cazzo, lo so che mentre scrivo siamo oltre metà febbraio...anzi, stateve zitti!) farà il punto (e la virgola) sul il problema del mio non-rapporto con il cibo. Romanziamo: per vivere, mangiavo. Poi, nel 96, decisi di animare questa banale storia nutritiva introducendo dei divieti coranici, il primo dei quali riguardò i dolci (con tale termine intendendosi tutto ciò che va dalla zolletta di zucchero alla meringata, e relativi multipli). Vi chiederete: come è possibile fare una cosa simile, senza sviluppare manie psicotico-ossessive? Infatti, ho sviluppato manie psicotico-ossessive. Come un maniaco che si rispetti (???), alimentavo (è il caso di dire!) le mie fantasie con delle pubblicazioni in grado di eccitare gli istinti: i cataloghi delle ditte di surgelati che consegnano a domicilio. Notti insonni passate sulle pagine finali, quelle davvero ardite, con i primi piani del Tiramisù, della Torta della Nonna, del Profiterole. Ma nei momenti di crisi acuta, mi bastava anche il depliant del supermercato, quello che ogni mattina nasce spontaneamente dentro le cassette della posta di tutti noi. In quelle fasi di bramosia spasmodica, mi soddisfaceva anche la fotografia miniaturizzata delle merendine del Mulino Bianco, quando non addirittura le pedisseque imitazioni. Immaginerete che, così stimolata, poi mi accanissi su innocenti vittime, molestandone la tranquillità alimentare. Nel caso di specie, bersaglio della mia perversa persecuzione erano 2 ciccioni (ma sì, siamo pure politicamente scorretti) che, sì, mi avevano dato la vita, qualche anno prima, ma che, ogni giorno, a tavola, mi sottoponevano a strazianti tentazioni, cercando di corrompermi con krapfen, cannoli, bignè e sfogliatine. Ed allora finivo per sottoporli, a mia volta, al rito dell' “assaggio olfattivo”: praticamente annusavo per 5-10 minuti il dolciume di turno, poi lo lasciavo alle fauci del commensale, non senza seguirne tutte le operazioni con sguardo concupiscente. La cosa, ovviamente, non ha dissuaso le mie vittime (che ancora superano il quintale) dal continuare a consumare ipercalorici composti, ma ha scoraggiato me: piuttosto che continuare ogni giorno con quella contorta pantomima, meglio scordarseli, i dolci. Anzi, meglio dormirci su: e fu così, che, quando tutti andavano a mettere la forchetta al centrocampo, io, per principio (quello per cui “occhio non vede, cuore non ha fame”), me ne andavo di regola a nanna, ed arrivavo a pasto finito. Prendete nota, fu in quel momento (collocato pressappoco nel 1998 dopo Cristo) che nacque il mio “orario fuso”, in base al quale tutte le normali attività quotidiane sono spostate in avanti di almeno un paio di ore. Ah, scordavo di precisare un piccolo dettaglio. Dal 96 in poi, sconfitti i dolci, per non rimanere senza altri traguardi, misi al bando, nell' ordine: pane, carne, olio, qualsiasi entità (organica o meno) fritta (salvo l' aria fritta, di cui praticamente vivo), pasta, riso. Vi chiederete se, dopo questa compilation di sottrazioni, rimanesse qualcosa. Certo: frutta, verdura, crackers integrali (fate attenzione a questi, che poi diventeranno dei personaggi fondamentali della storia…un po' come quelli che entrano nelle telenovelas quatti-quatti e poi si rivelano essere figlio segreto del protagonista…), qualche pallido e magro pesciolino, qualche “piladelpìa-làit”, nonchè, nei momenti di grande euforia, yogurth anemici. Ma, soprattutto, in codesta sfilata di leccornie, primeggiava lui: sua Maestà il Minestrone! In pratica il menù di un campo di concentramento. Infatti, non è un caso se, in quell' autunno del 96, cominciai a rimanere senza capelli e pure senza qualche, come dire, fenomeno fisiologico precipuamente muliebre. Dettagli. Queste cosucce si recuperano con un po' di tempo e con una piccola pasticca (che non “andava giù con un po' di zucchero”, ovviamente!). Quel che conta, è che, nel lustro 96-2001, mi erano riservate prerogative stimolanti ed esclusive: alte probabilità di superare un provino per un'opera di Dario Argento con una sola fototessera, possibilità di frequentare abitualmente il reparto “Bambino” nei negozi di abbigliamento, e, non ultimo, di esibirmi nel famoso gioco di prestigio “della sogliola” (se ci si mette di profilo, si scompare). Non ho pensato alla carriera di spogliarellista per necrofili solo perché, ormai, mi stavo per laureare in giurisprudenza (ed ero convinta che le due cose si escludessero a vicenda). I miei genitori, chissà perchè, condannavano il mio stato, ma probabilmente, erano solo morsi dall' invidia, così come i miei conoscenti, che fingevano di non conoscermi. Intanto, io controllavo le calorie pure nel dentifricio. Ma, quando ormai da tempo vedevo il Mondo da 39 chili (vestita e con le scarpe…), e pianificavo anche di raggiungere altri traguardi negativi, tutti i miei sogni di Onnipotenza si sono infranti e sono stata tradita proprio da quegli apparentemente innocenti pezzetti di materiale panificato avvolti nel cellophane! Probabilmente, dopo la mia laurea in giurisprudenza (sempre quella di cui sopra), devo aver sviluppato qualche pernicioso enzima che mi imponeva il consumo esponenziale di crackers; processo favorito, probabilmente, dal mio ingresso nel girone infernale forense, e dalle sevizie cui mi sottoponevano i miei primi due cerberi, l' Avvocato Bin Laden e, (in)degno successore, l' Avvocato Suino. Ma questa è un'altra storia™ (all rights reserved to Squallor). Da quel punto in poi, dicevo, la situazione mi sfuggì di mano, e finì dritta dritta nella mia panza, fino ai 50 kg. E oltre. I minestroni mi guardavano attoniti: avevo resistito a dietologi, s-p-s-psicologi, esorcisti; com'era possibile che adesso non entrassi più in una taglia 40??? Ma la causa di questa maledetta metamorfosi era tutta racchiusa nello scrigno della notte, dalle 24 (fine cena) alle 2 (ora della nanna): i miei incontri immorali con quei pacchetti di crackers, in un loop scellerato! E non finisce qui: qualche mese fa (coraggio, stiamo quasi arrivando al presente!) la deboscia ha toccato l' apice. Sono passata alla roba pesante: crackers non integrali, dapprima, poi grissini, fino ad arrivare addirittura a pacchi di crostini (o che dir si voglia!essendo prodotti alimentari molto subdoli, cambiano molto spesso denominazione), magari pure aromatizzati. Pareva che, in certe situazioni spazio-temporali, caratterizzate da un moto interiore di disagio (=scazzamento), il consumo delle predette sostanze fosse altamente probabile. Ciò è dimostrato dal fatto che la sottoscritta, negli ultimi mesi in cui ha prestato servizio presso il suo ultimo (almeno al momento) studio legale (ossia fino a settembre 2004), si premurasse di portare con sé ogni pomeriggio un pacco intero di grissini al burro, uscendo alle 19 senza più nemmeno il cadavere dello stesso. Anche la sosta davanti al computer di casa costituiva (e costituisce) una circostanza altamente rischiosa, specie dopo la scoperta (causale, lo giuro!!!) dell' esistenza in commercio del mais tostato (il “Misto Cameo”, invece era già noto da tempo, ed è stata bella la rimpatriata…burp!). Il che, considerato che la sottoscritta presenzia davanti a sto monitor per più della metà delle 24 ore che ci sono concesse ogni giorno, complica non poco il quadro. Ah, il tutto tenendo conto della mia nota dipendenza dal succo di frutta, di cui non ho mai minimamente accennato nel corso di questa puntata del Blob, tanto è risaputo. Va da sé che anche lo Skipper era alleato dei maligni crackers, nell' obiettivo di farmi perdere il record negativo dei kg; ed il suo trionfo è parso chiaro quando, non più tardi di qualche settimana fa, la mia ormai cronica panzetta mi ha impedito tassativamente di esibire al mondo i miei pantaloni di pelle. Ovviamente, a questa vicenda ha fatto commento la mia genitrice, che, per il solito spirito di contraddizione che viene dato in dotazione a tutti i genitori al momento della loro nascita, ha sostenuto la necessità di porre fine alla mia “dipendenza dalla schifezzina mangereccia”. Grazie tante: e mo’ come lo sfogo io il rancore che ho per l' umanità, che non fa mai nulla per andare d'accordo con la sottoscritta (quando si dice la mancanza di buona volontà, eh?)? e come li imbriglio quei 20-30 chiletti di adrenalina che sono l' effetto collaterale della mia esistenza? Non rispondete “andando a dar pugni ad un saccone”, perchè l' ho già fatto, e mi ha dato più nervosismo di prima (anche perchè vinceva sempre il saccone, con quella sua aria di sufficienza!). No, per distrarmi dal fatto che la mia vita non assomiglia neanche da lontano a quella che vorrei, mi restava solo da andare a fare la scaricatrice. E così ho fatto: alla faccia delle miopi fibre ottiche connesse alla mia linea casalinga (non parlatemi di Adsl, che è già tanto se dalle mie parti è arrivata l' elettricità), ho cominciato a scaricare, scaricare. Roba assurda (vi ricordate “Faccia di cane” dei New Trolls? Probabilmente neanche loro sanno più di aver scritto un pezzo del genere!), roba metal, con una connessione che balbetta, che cade in continuazione, sbucciandosi le ginocchia, e bisogna starle dietro. Insomma, prendete nota, perchè ha funzionato. Oggi, domenica 30 gennaio, ho infranto la viziosa regola del “bisogna mangiare a stomaco pieno” e, dopo pranzo, anziché far fare gli straordinari al mio stomaco, ho cercato di fare altro, anche una attività idiota come scaricare mp3 con Win Mx. Ho perfino riscoperto l'abbiocco, della cui esistenza mi ero scordata, dopo tanto tempo (quando mangi in continuazione la digestione non parte, e non hai mai sonno, neanche alle 2 di notte!), ed ho intenzione di parlarne con Piero Angela, affinchè dedichi una puntata a questo mirabile processo. Io intanto scarico e, siccome non sono più aggiornata sull' andamento della musica, ritorno nella casa del metal, come una figliola degenerata. Pazzesco: torme di capelloni stanno rientrando nella mia esistenza per salvarmi dalla stupidità dell' esistenza medesima (eh, come vedete non manca mai l' angolo dell' assurdo, nel mio Blob!)…. Ma, tra gli altri mp3, ho fatto mio anche un bellissimo hit di Peter Gabriel, ovviamente degli anni 80: “Shock the monkey”, che era pure accompagnato da un video tutto sommato semplice, ma di impressionante efficacia (ah, i bei video degli anni 80, liberi dalla schiavitù visiva “tette-&-culi” oggi imperante!). Questa canzone mi ricorda sempre il fascino che esercita su di me la teoria di Darwing, che forse non è così ridicola come tutti sostengono…guardare negli occhi un primate (NON alludo alla Scimmietta, la mia ex-collega di facili costumi!) ed esclamare “Papà”! Ma, molto probabilmente, Peter Gabriel si riferiva ad un'altra bestia: la droga, la scimmia che si è posata sulla sua spalla per molto tempo, come tutti sappiamo. Ed è dura da vincere questa maledizione, per cui noi siamo esseri così stolti da dover trovare la forza per andare avanti in un elemento esterno da cui dipendere…a costo di non andare più avanti. A costo di non voler più mangiare la pappa, a costo di voler pesare 39 chili. Buon appetito. ![]() Shock The Monkey Shock the monkey to life Shock the monkey to life Cover me when I run Cover me through the fire Something knocked me out' the trees Now I'm on my knees Cover me, darling please Monkey, monkey, monkey Don't you know when you're going to shock the monkey Fox the fox Rat the rat You can ape the ape I know about that There is one thing you must be sure of I can't take any more Darling, don't you monkey with the monkey Monkey, monkey, monkey Don't you know you're going to shock the monkey Wheels keep turning Something's burning Don't like it but I guess I'm learning Shock! - watch the monkey get hurt, monkey Cover me, when I sleep Cover me, when I breathe You throw your pearls before the swine Make the monkey blind Cover me, darling please Monkey, monkey, monkey Don't you know you're going to shock the monkey Too much at stake Ground beneath me shake And the news is breaking Shock! - watch the monkey get hurt, monkey Shock the monkey Shock the monkey Shock the monkey to life COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK |
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