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Monday, February 21, 2005 - ore 19:49
Interrogativi di vario genere sul pubblico italiano
(categoria: " Cinema ")
Non ho niente contro le risate prodotte dalla bassa scurrilità. Ma le frotte di persone che vanno a vedere "Mi presenti i tuoi?" dovrebbero riflettere sul fatto che tra quel becerame e il vecchio nostrano "Cornetti alla crema", che magari guardano dall'alto in basso con austera superiorità non c'è alcuna differenza (per non parlare di "Christmas in love"...).

E poi: cosa spinge 350 mila persone a vedere un film assurdo come "Il mercante di Venezia"? E' diretto da un noto incapace, e puzza di muffa lontano un miglio (io stesso l'ho evitato per l'odore all'ultimo Festival di Venezia). Quindi, mi devo rispondere che è merito di Al Pacino. Pacino e De Niro, due attori americani ultrasessantenni che riescono a far fare soldi a film che altrimenti nessuno si filerebbe: da tenere a mente.
Il pubblico italiano nel contempo è attratto da un filmone in cui supremo e ridicolo convivono (anche nella stessa inquadratura) come "Alexander" (un milione e mezzo di spettatori, complimenti).

E da un prodotto truce e cruento, con dettagli sadici, come "Saw". Quindi, devo tenere a mente che agli italiani piacciono 1) film storici con contorni di star 2) film horror con trame ingegnose.
Nel contempo, a pochi sembra fregare di film belli e onesti come "Alla luce del sole" e "36", per non parlare di "Una lunga domenica di passioni", altro esempio di pellicola guardata con superiorità, solo perché qualche deficiente ha detto "Amelie è melenso!" e qualcuno l'ha ascoltato. Da questo deduco una cosa non nuova, ossia che gli italiani continuano più a dar retta a stupidi chiacchiericci da bar e a dibattitini del cavolo orecchiati qui e là piuttosto che pensare con la propria testa.
Concludo: stupide scorciatoie cognitive.
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