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Sunday, February 27, 2005 - ore 16:17
Recensioni della Settimana
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Disco: "Burn" Deep Purple Abbandonato il gruppo dall'uomo dalle urla belluine Ian Gillan, e dal pilastro Roger Glover (al basso), i rimanenti Deep Purple (Blackmore, Lord, Paice) arruolano il leonino e caratteristico cantante David Coverdale e il virtuoso (non solo nel basso; anche come cantante è formidabile) Glenn Hughes, e si trovano in dovere di bissare i successi degli album precedenti con la nuova formazione. Il risultato è Burn, equivoco e potente album che mischia l'hard rock dei rimanenti Deep Purple con la strabordante vena funky di Hughes e il carattere di Coverdale. Cavallo di battaglia del disco è l'omonima "burn", che a tratti ricorda anche un po' troppo "Highway Star", ma che è veramente una canzone di puro e splendido hard rock, da alcuni ritenuta anche la migliore di sempre del gruppo inglese. Il resto dell'album si presenta in ambienti decisamente più funky, con le voci di Coverdale e Hughes a duellare, e non presenta alcun punto di cedimento. Decisamente lontano dall'energia esplosiva di lavori come "In Rock" o "Machine Heads", è questo comunque uno degli album più riusciti dei deep (anche da un punto di vista commerciale)Voto: 7/8------------------------------------------------------
Libro: "Se una notte d'inverno un viaggiatore" di I.Calvino Uno degli ultimi lavori di Calvino, ma non di certo uno dei più riusciti. L'intreccio "alla Calvino", il porre storie dentro storie, qui ha decisamente il sopravvento sulla comunque grande freschezza e classe dell'autore. La trama è di un libro che narra infinitamente sè stesso, e dei suoi personaggi intrappolati in mondi letterari oscuri. La trama si rivela confusa, arbitraria, caotica; nemmeno la leggerezza di penna di Calvino riesce a riscattarla. Rimane comunque la buona impressione per il coraggio di aver affrontato un esperimento così ardito di meta-narrativa.Voto: 6 e 1/2------------------------------------------------------
Film: "la 25° ora" di S.LeeIl film più "bianco" di Spike Lee segna il ritorno di un grande regista alla purezza e alla forza dei suoi primi lavori. Primo film di una New York "post 11 Settembre", è un traccaito crudo, disperato, contraddittorio e pieno delle strade dell'america. Un film di disperata rassegnazione e di angosciosa vita. La storia narra di uno spacciatore intento a vivere la sua ultima giornata a New York prima di essere chiuso in carcere per essere stato pizzicato con una partita di roba bollente. Attraverso ricordi,incontri e rimorsi, il protagonista prende coscienza di sè e dell'America. Affronta i suoi contenuti xenofobi e paurosi, per ritrovarsi, alla fine dei conti, con una fantomatica 25° ora, un ultima ora per capire veramente sè stesso, prima di entrare in carcere e affrontare il suo destino. Una venticinquesima che rappresenta tutta la possibilità di scelta dell'uomo, o il suo fato segnato.
Fantastica la regia di Lee. Bravissimo Norton, per come interpreta il suo ruolo con straordinaria intensità ma senza strafare e senza lasciarsi andare ad atteggiamenti da divo. Voto: 8
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Leonida, 23 anni
spritzino di Caldogno (Vi)
CHE FACCIO? Studente, aspirante giornalista, cantante
Sono sistemato
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