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1) Sentire che per qualcuno tu conti davvero
2) Essere consapevole di aver realizzato tutto quello che sognavi...



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Monday, February 28, 2005 - ore 00:08


Il SENSO della VITA 2
(categoria: " Riflessioni ")


Uè ragazzi, sarà un po' lungo come testo ma riporto papale papale una mia masturbazione mentale del 19 febbraio, di quelle che di solito faccio e poi cestino perchè non mi va di complicarmi la vita, ma che sembra riscuotere un notevole successo.La ripropongo con gli interventi di chi mi ha risposto:

"Azz ragazzi non mi ero reso conto di quanto tempo avessi da perdere quella sera, comunque se avete voglia di farvi un trip accomodatevi pure :

'La vita secondo me è l'opportunità di realizzare un sogno.Se guardiamo bene, che cos'ha un uomo nella vita?Tempo, solo quello.Con quello che ci fa?Forse è questa la domanda principale:il senso del tempo che ci viene concesso, tanto o poco che sia.Che cosa ci devo fare?La prima ipotesi è: nulla, sei qui per caso, ti viene prestata la vita e tu sei liberissimo di rifiutarla, che tu lo faccia o no, non importa, la vita e il tempo che hai sono inutili.Per quanto tu possa realizzare, alla Fine ti ritrovi al punto di partenza, con magari una discendenza che hai messo nelle tue stesse condizioni.La seconda ipotesi è: segui la tua religione/filosofia(esempio: taoismo) ed avvicinati al confine tra umanità e santità.Può essere una scelta plausibile, anche se non c'è la certezza della sua validità in quanto risultato: nel caso di errore, ci si ritroverebbe, alla Fine, nelle stesse condizioni dell'ipotesi uno.Ipotesi tre: vivila come vuoi.Nulla da dire sulle basi di questo modo di vedere, d'altra parte ho del tempo e nessuno mi impone delle regole, se non quella di avere a disposizione una sola vita: persa quella, game over.
All'interno dell'ipotesi tre, distinguerei vari casi:
1. vita sregolata; non mi impongo regole, soddisfo i miei bisogni e faccio quello che mi aggrada di più in un dato momento.
2. perseguimento della felicità; a volte la sregolatezza conduce anche a sofferenza, chi mangia troppo viene colpito da varie malattie e/o malesseri, chi si droga va incontro a rischi seri, ecc.Qualcuno potrebbe decidere, così, di darsi delle regole, morali o comportamentali, in modo da evitare alti e bassi derivanti dalla sregolatezza e preferire uno stile di vita più moderato, senza tuttavia raggiungere livelli da 'asceta'.Alla Fine, chi ha perseguito la felicità potrà dire di aver vissuto giorno per giorno, cercando la quiete nelle piccole cose.
3. realizzazione di un sogno; c'è chi sente molto forte in se il desiderio di realizzare qualcosa, un sogno, un'utopia, qualcosa.Vota la sua vita al raggiungimento di questo scopo, spesso soffrendo, come chi decide di diventare un campione olimpionico.Nel caso di successo, probabilmente alla Fine si sentirà realizzato, a meno che non abbia un sussulto e si trovi a considerare il suo sogno come meno importante di qualcos'altro: tragica situazione.
Tra tutte queste possibilità, ce ne potrebbe essere una più logica di altre da accettare?
Il primo caso, la vita sregolata, può trovare una critica nel secondo: a meno che non la si pensi in termini masochisti, chi vuole vivere lo può fare solo preservando il proprio corpo da eventi che ridurrebbero il tempo a propria disposizione: se non fosse così, si ricadrebbe nell'ipotesi uno, dove non si da valore al tempo che si ha.Nel secondo caso, però, vivere un giorno o un secolo non farebbe differenza: perseguire un proprio sogno richiede spesso sacrificio e questo comporta sofferenza, cosa che chi ricerca la quiete(= felicità, nel senso di beatitudine)non accetterebbe mai: neanche la seconda ipotesi quindi da valore al tempo, senza contare poi che questa cosiddetta felicità non è altro che assenza di patimento, non essendoci motivo di gioire se non la mancanza di una sofferenza.'
(Continuerò in seguito, penso)"

COMMENTI:
tommy81:
"ddddunque... a parte che non e' facile rispondere perche' ci si mette un bel po' anche a leggerla, pero', visto che la prima impressione vale, rispondo di getto... tu chiedi qual'è tra tutte queste possibilità, una più logica di altre da accettare. A livello di logica, forse sono tutte e tre delle fregature, io andrei su un altro livello, IL LIVELLO dell'esperienza, di quello che hai vissuto e che la vita ti porta a concludere su questo tema. Ovviamente questo "livello" non è paragonabile a quello della logica, perchè in quanto esperienza personale, dipende da persona a persona, e addirittura la stessa persona potrebbe avere nel corso della vita un cambiamento d'opinione.
Premesso quindi che sto rispondendo "per esperienza" (quindi con tutti i limiti possibili), Io, tommaso pepi, da qualche ANNO ho in mente questa frase, non so chi me l'ha detta, cmq non vuole andarmi via dal cervello: DAI A UN GIOVANE UN PROGETTO GRANDE, BELLO PER CUI LOTTARE, PER CUI IMPEGNARSI, per CUI SUDARE E QUESTO GIOVANE SARA' FELICE.
ok, su questa frase si può discutere, anche a me alcune cose non tornano, però in ogni modo coglie secondo me una grossa verità.Ovvero che è difficile, molto difficile sapere per cosa valga veramente la pena vivere, per cosa o per chi spendere il proprio TEMPO, come dicevi tu.
Però di fatto le persone più felici che io ho conosciuto in vita mia sono quelle che vedevi che dai loro occhi erano presi da un progetto, da un modo di vivere, da un energia che li faceva appassionare, che li faceva anche penare a volte, ma che pian piano nella loro vita avevano scoperto essere "ciò che dovevano fare della loro vita".
quindi piuttosto di "capire cosa devo fare del mio tempo" parlerei piuttosto di una specie di "consapevolezza" crescente nella vita di cosa sei chiamato a fare. Non è facile spiegarlo per scritto, mi viene da parlare...
appunto, non riesco a spiegarmi bene per cui ritorno sempre alla mia esperienza personale, che è quella che conosco meglio e quella di cui riesco a parlare meglio, ovviamente.
Quindi, nella mia breve esperienza di vita ho come verificato che io ero felice, sentivo di impiegare bene il mio tempo quando mi vedevo impegnato in progetti che mi prendevano tutto, spirito e corpo, nella loro realizzazione... tu jacopo conosci la mia vita. Quello per cui ho "lottato" e che mi ha dato soddisfazione, tipo i grest per cui abbiamo lavorato tanto, i campiscuola, soprattutto quelli ultimi coi bambini, ma anche il progetto che abbiamo messo in piedi con il mio gruppo musicale.In queste esperienze ho notato come dire... che cresceva in me la consapevolezza di dire "si, cazzo, è proprio questo quello che voglio fare", oppure "mi sono fatto due palle per portare su questi bambini al camposcuola ma guarda che gruppo che abbiamo creato, quanta gioia, quanta VITA, anche grazie al mio tempo speso per loro"
mi riesci/riuscite a seguire? a parole mi viene molto meglio..."

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