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Thursday, March 03, 2005 - ore 14:37
E vinceee!!! (non diciamo chi! ;p)
(categoria: " Vita Quotidiana ")
E per tutti i fan di Daniela (che non somiglia a me...magari...) ecco il capitolo 6!!!

Dopo alcuni mesi inaspettatamente Daniela e Matteo erano ancora insieme. Lui, che aveva saputo sciogliere il ghiaccio che regnava nel suo cuore le era rimasto accanto. Si vedevano spesso, un po’ nel mini appartamento di Daniela, un po’ nella casa che lui divideva con il suo batterista.
La vita di lei però non era semplice, già allora infatti fra un lavoretto part-time e l’altro, aveva preso l’abitudine di commettere piccoli furti. Lui era un po’ spaventato da questo: ad ogni concerto prendeva una piccola somma, ma questo non bastava per mantenere anche lei.
Così Daniela aveva continuato e lui non riusciva a dirle nulla.
Un giorno mentre leggeva un giornale di musica lei l’aveva guardato con uno strano luccichio negli occhi e gli aveva detto: “Perché non rapiniamo una banca?”
Matteo prima si era messo a ridere, poi aveva capito che Daniela non stava scherzando.
Era passato qualche giorno e non avevano più toccato l’argomento, ma Daniela non trovava più lavoro e l’ultimo concerto di Matteo era saltato. Non sapevano cosa fare e avevano veramente bisogno di soldi.
Matteo chiese a Daniela se voleva vivere con lui e il suo batterista, così non avrebbe più dovuto pagare l’affitto del mini appartamento. Ma non era così semplice e una scelta così le sembrava troppo definitiva e imprigionante.
Matteo la capiva, o almeno si sforzava di capirla. Senza volerlo probabilmente si era innamorato di lei e ora si ritrovava faccia a faccia con tutti gli strani lati del suo carattere.
Innamorasi di Daniela era stata la cosa più sconvolgente della vita di Matteo, si sentiva sempre impreparato e fuori posto, ma ormai non poteva farci molto.
Mentre un giorno stavano girando per un supermercato, cercando i prodotti più economici Matteo l’aveva guardata e le aveva detto: “Va bene, lo facciamo!”
A casa avevano cominciato a buttare giù delle idee, e nei giorni seguenti avevano studiato pianta e allarmi di una piccola banca della città.
I soldi erano sempre meno e un giorno Daniela disse: “Domani, Matteo, lo facciamo domani!”
La mattina si erano quindi svegliati pieni di sentimenti contrastanti, eccitati, impauriti (nel caso di Matteo forse proprio terrorizzato). Si erano preparati accuratamente, con tanto di passamontagna sulla faccia. Era troppo tardi per tirarsi indietro.
“Mani in alto questa è una rapina!” aveva gridato Daniela, forse ancora più convinta di quanto credeva di poter riuscire ad essere.
Le pistole che avevano in mano però erano finte, ne lui ne lei avevano abbastanza soldi per riuscire a procurarsene di vere. La banca era piccola e in quel momento al suo interno ci saranno state una decina di persone contando gli impiegati e il direttore.
Daniela aveva urlato di stendersi per terra senza toccare nulla ma un ragazzo aveva lo stesso fatto a tempo a premere il pulsante dell’allarme. Nelle orecchie di Daniela le sirene della polizia si facevano sempre più vicine.
Matteo avrebbe voluto scappare lontano, aveva davvero paura, però non voleva lasciare Daniela che pareva come paralizzata con la pistola giocattolo puntata contro il ragazzo che aveva azionato l’allarme.
Un poliziotto, che per puro caso si trovava già in zona, era entrato all’improvviso nella banca. La poca gente scappava in tutte le direzioni.
“Poggi a terra la pistola e venga verso di me” aveva detto il giovane poliziotto a Daniela. Era in servizio da poco, non si era ancora trovato in una situazione così apparentemente pericolosa e non sapeva bene come comportarsi.
Lei era ancora in stato di trance e non accennava a muoversi, presa dal panico aveva anzi cominciato ad arretrare. “Non mi costringa a sparare..” Daniela si era girata di scatto verso il poliziotto che colto alla sprovvista aveva sparato un colpo verso di lei.
Aveva sentito l’aria spostata dal proiettile, sempre più vicino e poi si era ritrovata sbalzata a terra. Matteo stava vicino a lei con una mano sul petto da cui aveva cominciato a scendere un rivolo rosso di sangue. Il giovane poliziotto era troppo sconvolto dall’accaduto per poterle badare, si era chinato su Matteo che stava perdendo i sensi.
“Scappa Daniela….ti amo..” Erano le ultime cose che era riuscito a dire.
Con le lacrime che le rigavano le guance, Daniela, che non aveva mai pianto, era corsa fuori dalla banca, e poi ancora fino a fare perdere le sue tracce.
Era scappata nel suo mini appartamento con il cuore che le faceva male, e un senso di vuoto nostalgico ancora poco chiaro che le si agitava dentro. Ma non poteva rimanere lì a lungo, l’avrebbero trovata.
Si era fatta coraggio e la notte, facendo molta attenzione era entrata nella vecchia casa di Matteo. Aveva girato per le stanze sentendo quell’aria di vissuto di quando Matteo era ancora lì. Era andata in camera e aveva preso il basso. Se l’era stretto contro ed era corsa fuori, portandolo con se.
Con il passare del tempo i giornali avevano smesso di parlare della rapina e di Matteo e la sua vita era ritornata più o meno quella di prima di conoscerlo, con la differenza però che ogni tanto si sedeva sul letto e suonava un po’ quel basso rovinato a cui teneva tanto…
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