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![]() algot, 30 anni spritzino di Padova CHE FACCIO? Giornalista Sono single [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO HO VISTO Pił cose in cinque anni di giornalismo dellandroide di Blade Runner STO ASCOLTANDO il battito del mio cuore e il rumore dei miei pensieri che ultimamente convergono sovente sullamore ABBIGLIAMENTO del GIORNO sempre casual, tendente allo straccione, č che mi affeziono ai miei vecchi capi di vestiario ORA VORREI TANTO... Poter ascoltare la mia donna quando mi dice "Ti amo", ma anche semplicemente tre orete di sesso andrebbero benone STO STUDIANDO... un benemerito cazzo OGGI IL MIO UMORE E'... generalmente buono, le uniche cose che mi preoccupano sono di carattere sentimentale, ultimamente frequento una bella donna dal carattere molto ma molto instabile, il che mi rende instabile ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE 1) Chiederti se riuscirai mai a innamorarti ancora... ricordare che l'ultima volta che hai detto "ti amo" risale a tanto di quel tempo fa da farti pensare che forse non riproverai mai + quella stupenda sensazione... e chiederti se forse non sei uno scemo a voler cercare l'amore nelle chat, illudendo gli altri ma soprattutto te stesso... MERAVIGLIE 1) ...i "Desfo Sprissss Party"... BLOG che SEGUO: Davidoff RickyM. Momo raggioverde narra lucy lasvampita BOOKMARKS Il 13 aprile nessuno al voto (da Informazione / Agenzie di Stampa ) Appunti universitari padovani (da Studiare a Padova / Guide Universitarie ) UTENTI ONLINE: |
Friday, June 06, 2003 - ore 20:22 Sul Gazzettino di domani Truffa da due miliardi ai danni della Regione Veneto: in cella un padovano Il dirigente padovano del Dipartimento tutela ambientale regionale Luigi Masia e il veneziano Adriano Dainese sono colleghi di lavoro ed ora, collegati dalle indagini del Pm Michele Maturi, sono finiti entrambi in cella con l'accusa di truffa aggravata ed abuso di atti d'ufficio. Secondo la tesi accusatoria Masia e Dainese, con altri complici, tra cui la moglie del Masia, l'avvocato Valentina Castellani, avrebbero ordito una truffa ai danni della regione Veneto per circa due miliardi di vecchie lire. Tutto sarebbe nato dall'indebito incasso della cifra da parte dei due imputati, in nome e per conto di una ditta genovese in cui perņ nč il Masia, nč la consorte, compaiono tra i soci, a differenza del Dainese. La societą in accomandita semplice Project Automation del Dainese, con sede a Genova presentava la stessa denominazione di una azienda di Monza che aveva eseguito lavori per la Regione nel 2001. Una volta che la vera ditta lombarda si č presentata all'incasso dei due miliardi percepiti invece dalla Sas di Dainese, sono scattate le indagini, culminate ieri all'alba con l'arresto dei due impiegati e l'emissione di avvisi di garanzia per altri quattro presunti complici. Secondo la tesi difensiva, illustrata dal difensore della coppia padovana, l'avvocato Ferdinando Bonon, presso il cui studio lavora una delle persone indagate, l'avvocato Valentina Castellani, il Pm Maturi avrebbe preso un abbaglio. "I miei assistiti hanno l'unica colpa di aver ricevuto, in cambio della cessione di un'auto usata, i "schči baucchi" (tradotto, parte dei soldi provenenti dalla truffa) - spiega l'avvocato Bonon - Non sono a nessun titolo responsabili dei reati che vengono contestati, in quanto della truffa non sapevano nulla e non compaiono tra i soci della ditta fantasma genovese. Tutto nasce da un equivoco: aver scambiato un banale passaggio di proprietą di un'Audi, pagata una trentina di milioni di lire da Adriano Dainese all'avvocato Valentina Castellani, ipotizzando invece che si tratti di un passaggio di denaro collegabile alla truffa messa in atto dal solo Dainese con i suoi complici genovesi". A supportare la tesi del difensore dei due padovani il fatto stesso che i pagamenti siano avvenuti per assegni invece che per contanti e gli atti notarili che attestano l'effettivo passaggio di proprietą dell'automobile. Se č vero che, come dicevano i latini, il denaro non ha odore, nel caso in questione sembrerebbe perņ che i "schči baucchi" come li chiama l'avvocato Bonon, qualche fastidio lo abbiano arrecato comunque a Luigi Masia, dirigente regionale, che si troverebbe agli arresti per la sola colpa di avere accettato degli assegni che non poteva immaginare provenisero proprio da una truffa perpretata da un proprio collega al suo stesso ufficio. Come si suol dire, oltre al danno, la beffa. COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK |
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