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Friday, March 04, 2005 - ore 00:59
Senza titolo #25
(categoria: " Pensieri ")
Dovrei ricordarmi che il rid per la palestra è ripartito, e che devo pure andare a nuotare, o passerò un'altra ventina di giorni dolorante post giretto dal "tiraossi di lusso" di Udine. Fuori qualche fiocco timidamente scende ancora. Prima guardavo il fascio di luce del lampione, i fiocchi scendevano talmente grossi da sembrare le teste che ostacolano i fasci del proiettore contro il muro del Pachuca. Guardi le ombre cinesi sul muro anziché guardare in faccia i tuoi amici che stan facendo casino sul tavolo, prima il muro, poi loro. Bizzarre le priorità dettate dal nostro subconscio. E questa frase piena di parole strane mi fa obiettivamente cagare. Era meglio alle elementari, quando per partorire un pensiero frivolo o discutere dei massimi sistemi te ne uscivi con un
cazzo culo figa tette, con lo stesso autocompiacimento di quando ad un tavolo estrai il tuo primo cellulare, come un anello nuovo di una donna da avvicinare ad un calice per mostrarne la luce, come un vestito appena comprato da portare alla prima occasione in cui vuoi piacere a qualcuno. Le ombre sono dappertutto. Steso a letto con il portatile sopra il piumone, guardi la tv e ti rendi conto che ad ogni tua "richiesta" verso la grande rete la tua tv protesta. Interferenze varie tra "paraboline" e wireless. Tanto meglio, mi sto perdendo un neo gigante di gomma con tanto di mega-peli attaccati in un servizio di satira su Enrique Iglesias su "E!". Capirai. Ombre che scendono sulla tua giornata "di ripiglio", mentre sereno sistemi qualcuno dei tuoi numerosi arretrati, e dalle cuffie spunta quella canzone che ti porta a chiederti ancora quei "perché" che rimarranno senza risposta. Eppure la vita ti ha insegnato che puoi vivere bene comunque. Tutto una palestra, le sfide quotidiane come la vita di coppia. E mica serve cercare un
diploma in fallimento che diventi
una laurea per reagire, prima andava bene, poi va bene lo stesso, magari meglio.
Drug of choice, diceva quel Layne. A volte il miglioramento viaggia a senso unico.
You shot through my anger and rage, to show me my prison was just an open cage, there were no keys no guards, just one frightened man and some old shadows for bars Fake in un sito, fake nella vita, in cerca dei cazzi degli altri, insoddisfatte dei cazzi di carne incontrati, o forse dei cazzi propri a cui devono pensare.
Frasi da dimenticare per mesi letteralmente gettati.. e pensare al premio di consolazione ottenuto. L'orgasmo più grande è quello provato nel momento di liberazione. Ed una morning glory ogni volta che ringrazi dio o chi per lui perché ti torna in mente quanto bene si stia con il resto della tua vita. Perché te ne fotti di considerare anche solo la bontà dell'essere senza quella persona. Ci sei tu, non tu meno qualcuno, qualcuno che ha bisogno di assorbire e tentare di fare proprie le abitudini altrui per attirare chissà quale altrui attenzione. Pensieri che nascono anche solo come anestetico per l'elettrobisturi di uno specialista geniale: entri nel suo studio per chiedergli solo un'informazione, dopo un minuto sei già mezzo nudo sul lettino, pronto a farti bruciare, sparando stronzate per nascondere le urla fantozziane al resto della clinica. Manco fosse una bella gnocca. Pensieri mentre scrivi un messaggio, pensieri mentre ne leggi uno appena ricevuto.
Good words, bad words. Bello vedere un tuo amico ed il suo compare che ti arrivano sotto casa, e via a quello che una volta era il "tuo" locale a festeggiare una cosa. Ed arriva colui che era il regista delle trasmissioni per cui lavoravi, a sorpresa, pure lui per festeggiarne un'altra. E quei due tavoli si mescolano, anche dandosi le spalle. C'è da festeggiare, non da pensare che il giorno dopo nevicherà, che c'è la carta di credito a cui pensare, che fuori fa freddo. La San Miguel va giù esattamente come nove anni prima alle Canarie, in consolle allo Scanner. O come quando quel tuo consanguineo chiuso fuori di casa, tornato dalla Spagna, te ne ha regalato una boccia appena tirata fuori dalla valigia. Dopo, però, avere interrotto un momento particolare per te e la tipa con cui ci volevi provare da mesi. E'incredibile quante cose possa far venire in mente anche solo una marca di birra, molto più strano di quante ne faccia emergere e quante dimenticare il tuo cocktail numero x di un mercoledì. O di come il tuo sostituirti ad un'arrolotolatrice automatica della manifattura tabacchi ti possa portare altrove, fino a farti chiedere
ma che cazzo ho fatto quando coccoli il cuscino. Bello emozionarsi per una stronzata, bello sentire la voglia di dare. Anche a se stessi.
VIENI - ESTRA
Scomparire dire addio fuggire
E' una vita che lo sento dire
Ma schegge di voialtri
Ci spezzano
Io sono pronto
Io vengo a prenderti
Farò a pezzi ogni particolare
Darò a tutti il giusto appuntamento
Bruceranno prima le catene
Poi gli abiti
Io sono pronto
Io vengo a prenderti
Vieni, Vieni, Vieni
Vieni dentro e credi
Ho una macchina che va
Ho una notte e un'anima
Io non so se tu hai provato mai
A restare senza più controllo
Il crimine è sensuale
Violando il nulla
Io sono pronto
Io vengo a prenderti
Vieni, Vieni, Vieni
Vieni dentro e credi
Ho una macchina che va
Ho una notte e un'anima
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