
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Friday, March 11, 2005 - ore 20:11
Sognismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ho sogni strani nella testa, ultimamente.
La cosa straordinaria è che riesco a ricordarmeli da sveglia, ma non sono completi, mancano dei particolari, forse insignificanti ma forse no.. del sogno di stanotte ad esempio ricordo solo che la Valevally voleva andare a
New York City, e io le davo tutte le dritte possibili, gli itinerari – come se ci fossi vissuta sempre, a NYC!, sui posti da visitare, in cui mangiare, in cui bere eccetera. Così quando lei andava all’aeroporto, io la accompagnavo e lei continuava a chiedermi notizie e informazioni. Che nostalgia. Mi veniva il magone.
I sogni, secondo Freud, sono
residui diurni, nel senso che trasformiamo in materiale onirico cose, persone, o parole che abbiamo udito o visto nei giorni precedenti, o di cui abbiamo parlato, o a cui abbiamo pensato.
In questo caso il sogno può essere logico, perché pochi giorni fa ho letto il blog della Vale e ho riguardato le foto del mio viaggio a NYC, cosicché tutto quadra. Posso dirmi soddisfatta dei miei studi, della mia interpretazione e soprattutto del mio sogno che non ha caratteri di anormalità. Ma c’è sempre l’eccezione che conferma la regola – frase che non mi è mai piaciuta ma i luoghi comuni piacciono e io mi adeguo.
L’altra notte ho sfidato la
psicoanalisi con un sogno/incubo ignobile. Il peggio non era la sua inconcepibile e incredibile composizione formale, stilistica e espressiva, ma il suo contenuto, il contenuto per Dio!
Casa di mia nonna era in mezzo a una prateria, alberi secchi, infinita pianura arida e rocciosa, gomitoli di sterpi e rami (come nei film western) che spinti dal vento si facevano largo nel giardino di mia nonna, senza più orto e garage, ma con una specie di capanno per gli attrezzi, fatto di legno. Dalla collina che si allungava all’orizzonte sento provenire un rumore strano, grida e stramazzi. Sono gli indiani! Mia nonna corre nel retro a mettere in salvo i conigli e poi si barrica in casa. Io spingo Maury dentro con lei e lo chiudo, e gli dico “non potrei mai permettere che qualcuno ti facesse del male”. Che donna eroica. Pensavo: “lui avrebbe fatto lo stesso se non lo avessi chiuso in casa, se lo faccio uscire mi mette in salvo ma poi lui rimane fuori e non posso permettere che qualcuno gli faccia del male” e non aveva senso. Non ne venivo fuori...
Gli indiani sono sempre più vicini, le loro frecce arrivano potentissime a scagliarsi sui muri del capanno e della casa della nonna, io e gli altri uomini rispondiamo al fuoco con armi di vario tipo, io prendo l’arco. Alcuni miei compagni vengono colpiti dalle frecce indiane, e io sotto una pioggia di punte infuocate vado da loro ed estraggo le frecce dai loro corpi, e poi anche dalla mia spalla. Da sola, eroica, stoica.
Mentre gli indiani imperversano nella vasta prateria e sbucano da ogni collina, mi ritrovo dentro casa senza volerlo: allora mi avvicino al portoncino a vetri, per vedere cosa succede fuori. E c’è
Fede F. con la faccia schiacciata sui vetri che fa l’imitazione di
mister Bean.
La Dany mi ha detto che potrebbero essere problemi di digestione.
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